Dislessia ostacola comprensione ma cervello si adatta

(AGI) - Milano, 29 set. - La dislessia evolutiva rendedifficile la comprensione del linguaggio verbale e il cervellosi adatta per superare gli ostacoli. E' il risultato dellostudio, pubblicato sulla rivista Developmental Neuropsychology,condotto dai ricercatori dell'Universita' di Milano-Bicocca edell'Irccs Eugenio Medea. I ricercatori hanno dimostrato che ibambini con dislessia evolutiva e senza alcun pregressoproblema di linguaggio hanno anche difficolta' a elaborare illinguaggio verbale. Lo studio ha coinvolto 48 bambini tra gli8 e i 12 anni: 16 con una diagnosi di sola dislessia evolutiva,16 affetti sia da dislessia sia da disturbo del

(AGI) - Milano, 29 set. - La dislessia evolutiva rendedifficile la comprensione del linguaggio verbale e il cervellosi adatta per superare gli ostacoli. E' il risultato dellostudio, pubblicato sulla rivista Developmental Neuropsychology,condotto dai ricercatori dell'Universita' di Milano-Bicocca edell'Irccs Eugenio Medea. I ricercatori hanno dimostrato che ibambini con dislessia evolutiva e senza alcun pregressoproblema di linguaggio hanno anche difficolta' a elaborare illinguaggio verbale. Lo studio ha coinvolto 48 bambini tra gli8 e i 12 anni: 16 con una diagnosi di sola dislessia evolutiva,16 affetti sia da dislessia sia da disturbo del linguaggio e 16senza problemi di dislessia o di linguaggio. Attraverso latecnica non invasiva dei potenziali evento-correlati, per laprima volta in Italia, sono state studiate le risposteelettriche celebrali durante l'ascolto di frasi che in alcunicasi contenevano errori di accordo soggetto-verbo (es. "ibambini parla"). Nel corso dello studio e' stato inoltrechiesto ai bambini di produrre il plurale di nomi inventati odi declinare un verbo inventato (es. "oggi ratoliamo"a ),compito risultato piu' difficile per i bambini dislessici. Dalmonitoraggio dell'attivita' cerebrale durante l'esperimento,sono state riscontrate nei partecipanti con dislessia risposteelettriche cerebrali anomale che evidenziano l'utilizzo distrategie cognitive qualitativamente differenti per comprendereil linguaggio orale. Come se il cervello utilizzasse un piano Bper comprendere meglio i discorsi e le parole. "Da questeevidenze a ha detto Massimo Molteni, responsabile area diricerca di Psicopatologia dello sviluppo del Medea - deveprendere sempre piu' slancio un percorso scolastico che sappiadavvero tenere conto delle differenze di funzionamento deibambini, affinche' ogni neurotipicita' sia valorizzata partendodalle proprie originali modalita' di funzionamento". (AGI).