CORBELLA (ASTOI), "L'ITALIA NON SA PROMUOVERE IL SUO TURISMO"

CORBELLA (ASTOI),  "L'ITALIA NON SA PROMUOVERE  IL SUO TURISMO"

La voglia di viaggiare degli italiani e' alta, anche in tempo di crisi. Ma e' presto per fare previsioni per il futuro dei nostri tour operator. A decidere sara' l'andamento della stagione estiva: se la domanda di vacanze reggera' la crisi bene, altrimenti arriveranno i tagli. Questo in sintesi il quadro tracciato da Roberto Corbella, presidente di Astoi, l'associazione dei tour operator italiani che aderisce a Confindustria e rappresenta oltre il 70% del mercato.  

  Presidente, come cambia con la crisi la domanda di vacanze degli italiani?
"Rispetto al passato bisogna rilevare che la vacanza non e' piu' un prodotto marginale, ma e' diventato un bene primario. La gente ha bisogno di 'staccare' dai ritmi di tutti i giorni, per cui l'attenzione per la vacanza rimane alta, anche con la crisi. E' chiaro, pero', che i problemi economici producono gia' degli effetti, ma bisogna distinguere per fasce".

  Quali?
"Anzitutto c'e' una fascia 'alta' di clienti con grandi capacita' di spesa, che per il momento tiene. Per cui il settore che potremo definire dei viaggi di lusso non sta soffrendo. Poi, pero', c'e' una fascia 'media', molto piu' ampia, costituita soprattutto dalle famiglie, che per risparmiare guarda meglio alle opportunita' del mercato e predilige prenotazioni con largo anticipo, occasioni last minute o offerte di gruppo".

  In questa fascia c'e' stata una contrazione?
"E' presto per fare previsioni, perche' i dati del 2009 non sono ancora indicativi, pero' c'e' gia' la tendenza a ridurre i tempi della vacanza o a scegliere i long week end, dal giovedi' alla domenica, nelle capitali europee, dove l'offerta e' davvero interessante. Poi, con l'euro forte, c'e' una riscoperta del dollaro e soprattutto della sterlina: gli italiani oggi vanno a fare shopping a Londra". 

  Quindi, il settore non soffre per il momento?
"Ripeto che e' presto per dare un giudizio complessivo. Finora, in termini di persone, i numeri tengono, ma il fatturato e' dimunuito. Tuttavia, la situazione globale e' davanti agli occhi di tutti e alcuni elementi, come la disoccupazione, sono fuori dal nostro controllo. Percio' e' ragionevole pensare che se diminuira' l'occupazione diminuira' anche la domanda di viaggi".

  Allora prevedete problemi occupazionali?
"Finora i nostri operatori sono stati costretti a rivedere i costi e questo ha portato a una contrazione delle assunzioni, ma non a tagli significativi. I giochi si faranno i prossimi due mesi. Ci aspettiamo una discreta Pasqua ma, come sempre, sara' la stagione estiva a decidere il futuro. Solo allora si potra' parlare di occupazione".

  Di recente il Rapporto sulla competitivita' del World Economic Forum nel settore del turismo ha declassato l'Italia al ventottesimo posto, dietro ai principali competitor europei. Quali sono i problemi del nostro Paese?
"Quelli che diciamo da tempo: l'Italia ha perso perche' non riesce a fare sistema. C'e' una campagna disordinata di promozione turistica fatta dalle regioni, che vanno in giro a promuovere se stesse con grande spreco di soldi. Noi abbiamo calcolato che ci sono circa 9000 politici, impegnati a diversi livelli con competenze sul turismo, ma manca una promozione globale dell'Italia. Se poi consideriamo che la concorrenza degli altri Paesi e' molto piu' forte e qui ci sono piu' difficolta' per ottenere i visti e tanti problemi con i trasporti, si capisce il perche' del nostro declassamento. Per esempio se arriva un turista dall'estero, soprattutto dai Paesi asiatici, privilegia altre mete europee, dove sono migliori i collegamenti aerei. E quando decide di visitare l'Italia lo fa al massimo per 2-3 giorni: ma quale immagine avra' del nostro Paese, di fronte a un'offerta cosi' frammentata"?

  Colpa del Governo, di Alitalia o di chi?
"Sicuramente si e' sbagliato ad affidare la competenza esclusiva sul turismo alle regioni. Ma non e' una semplice questione di titolo, che si risolve ripristinando il ministero cancellato, senza che le regioni accettino responsabilmente un coordinamento. Ci vuole una volonta' forte per cambiare lo scenario generale, trasporti piu' efficenti e investimenti in formazione. Su Alitalia, poi, la gestione della vicenda non e' stata ottimale ma, paradossalmente, il peso per il tour operating e' stato ridotto, perche' molti associati avevano gia' scelto altre compagnie". 

  Quindi, a chi da' la colpa?
"Non voglio puntare il dito contro nessuno e invito tutti, operatori pubblici e privati, a mettere da parte i distinguo per lo scopo finale di promuovere il prodotto turistico".

  La presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha parlato di immobilismo del Governo. Berlusconi sta facendo abbastanza?
"Rispetto a quelli passati questo Governo gode di una maggioranza forte. Se non prende l'iniziativa un Governo simile,  quanto dobbiamo aspettare per vedere delle decisioni? Ci vorrebbe piu' coraggio. L'esecutivo ha i numeri, auspico che li usi per dcidere".

Marzo 2009