Botulino, Codici: a che serve il ministero della Salute se basta un'autodichiarazione?

Sul caso della zuppa contaminata l'Associazione ha avuto accesso agli atti. L'impresa ha ottemperato alla procedura di autotutela.

Dopo il caso di contaminazione da botulino della zuppa di legumi del marchio "Terra&Vita" del marzo scorso e il successivo ritiro del prodotto dal mercato, l'associazione dei consumatori Codici aveva richiesto un accesso agli atti del Ministero della Salute e un esposto alla procura di Padova.

A fine giugno, Codici ha potuto finalmente verificare la documentazione in possesso del dicastero. Gli atti risultano in conformita' con le normative attualmente vigenti per la produzione e conservazione degli alimenti. In particolare, la ditta Zerbinati di Borgo Martino (AL), fornitrice della zuppa, compare in piena conformita' con i regolamenti in vigore sull'autotutela.

Tutto nella norma, tutto a prova di legge. In Italia basta poco per garantire che il cibo non e' contaminato.

"Come a dire - suggerisce Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici - che chi produce un alimento destinato alla tavola di milioni di italiani puo' limitarsi di firmare una semplice dichiarazione".

"L'attuale quadro normativo di autotutela delle imprese - insiste Giacomelli - andrebbe rivisto a favore di maggiori garanzie per il consumatore".

"Le ultime notizie da Palazzo Chigi ci fanno infine esclamare che piove sul bagnato: il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha gia' annunciato 40 milioni di tagli per il comparto. Una parte tocchera' le ispezioni agroalimentari. A presto quindi per un'altra zuppa avvelenata?".

Roma, 16 settembre 2014