Alzheimer: prevenzione anche a tavola con dieta povera di metalli

(AGI) - Roma, 14 nov. - La prevenzione della salute cerebralee, dunque, di malattie come l'Alzheimer passa anche attraversoun'alimentazione specifica che, in particolare, contrasti lealterazioni del metabolismo del rame, direttamente collegateall'insorgere della suddetta patologia. Ad approfondire ilruolo dell'alimentazione nella prevenzione e nel trattamentodell'Alzheimer sono stati, nella giornata odierna, medici ericercatori riuniti per il congresso internazionale "Approccionon convenzionale alla malattia di Alzheimer: dalla ricercaalla cura", promosso dall'Istituto di Neurologia delpoliclinico Agostino Gemelli di Roma e dall'ospedaleFatebenefratelli all'Isola Tiberina. "Il ramenon-ceruloplasminico (detto anche 'libero' o tossico'), chenasce da un

(AGI) - Roma, 14 nov. - La prevenzione della salute cerebralee, dunque, di malattie come l'Alzheimer passa anche attraversoun'alimentazione specifica che, in particolare, contrasti lealterazioni del metabolismo del rame, direttamente collegateall'insorgere della suddetta patologia. Ad approfondire ilruolo dell'alimentazione nella prevenzione e nel trattamentodell'Alzheimer sono stati, nella giornata odierna, medici ericercatori riuniti per il congresso internazionale "Approccionon convenzionale alla malattia di Alzheimer: dalla ricercaalla cura", promosso dall'Istituto di Neurologia delpoliclinico Agostino Gemelli di Roma e dall'ospedaleFatebenefratelli all'Isola Tiberina. "Il ramenon-ceruloplasminico (detto anche 'libero' o tossico'), chenasce da un alterato metabolismo del rame e che il nostroorganismo non riesce ad eliminare, in alcune personepredisposte, e' un fattore di rischio modificabile per lamalattia di Alzheimer - ha spiegato Rosanna Squitti,ricercatrice dell'Ospedale Fatebenefratelli - Da uno studio,condotto in collaborazione col Policlinico Gemelli, e' emersocome nei soggetti con livelli elevati di rame 'libero' risultitriplicato il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer.Stime del 2010 - ha aggiunto - riportano inoltre che circa unterzo dei 30 milioni di persone che nel mondo soffrono diquesta malattia puo' ricondurre la propria patologia a fattoridi rischio modificabili: inattivita' fisica, fumo,ipertensione, obesita' nella mezza eta', diabete. Ritardarel'insorgenza della malattia di un anno - ha sottolineato laricercatrice - ridurrebbe dell'11% i casi di Alzheimer sopra i60 anni nel 2015". La strada "alimentare" indicata dagliesperti si e' tradotta in una pietanza, presentata nel corsodei lavori congressuali dallo chef pluristellato, Heinz Beck(collegato al progetto pilota social Gemelli@fornelli): unaricetta a base di pesce azzurro, la ricciola, marinataall'aceto balsamico bianco con neve di melograno. "Si tratta diun piatto dalle qualita' organolettiche e nutrizionaliparticolari - ha spiegato Giacinto Miggiano, direttoredell'Unita' di Dietetica del Policlinico Gemelli - ad elevatocontenuto di acidi grassi omega 3, di vitamine B1 e B6, altrevitamine (B12), e a ridotto contenuto di rame. Le strategienutrizionali contro l'invecchiamento cerebrale - ha proseguitoMiggiano - sono volte a ridurre fattori dannosi come grassisaturi, colesterolo e rame negli alimenti, e ad incrementare icomposti neuro-protettivi, come gli antiossidanti (vitaminici -come A,C,E - e non), sostanze bioattive ed acidi grassiomega3". Passando, invece, alla dieta quotidiana, gli espertihanno consigliato, soprattutto ai pazienti anziani, una dietaricca di verdure e frutta fresca, con una dose adeguataquotidiana di vitamina E (presente in semi, spinaci ed altrivegetali a foglia larga) e vitamina B12 (efficace anche nellaforma di integratore). E' bene, inoltre, controllare che levitamine assunte non contengano rame ne' ferro, ridurre igrassi saturi (come quelli contenuti nelle carni rosse). E'utile inoltre fare almeno due ore di sport a settimana."Soprattutto - ha sottolineato in conclusioen Squitti - a menodi indicazioni specifiche del medico curante, i complessimultivitaminici (integratori) che contengono metalli sonodannosi particolarmente nelle persone con livelli elevati dirame 'libero' nel sangue e lo diventano ancor piu' se assunticongiuntamente a cibi ad alto contenuto di rame, come ilfegato, i frutti di mare, le ostriche e le cozze". (AGI).