Allo studio "pillola della compassione" per aumentare empatia

(AGI) - Washington, 20 mar. - Una pillola che permette disentire il dolore degli altri. E' quello a cui sta lavorando ungruppo di ricercatori della University of California diBerkeley e di San Francisco, che hanno testato un farmaco ingrado di produrre artificialmente sentimenti buoni. Il farmacoagirebbe modificando l'equilibrio neurochimico nella cortecciaprefrontale del cervello, che e' responsabile dellapersonalita', del comportamento sociale e del processodecisionale. Gli scienziati sono convinti anche che questapillola potrebbe un giorno contribuire a trattare malattiementali, come la schizofrenia o la dipendenza. "La nostrasperanza e' che farmaci mirati

(AGI) - Washington, 20 mar. - Una pillola che permette disentire il dolore degli altri. E' quello a cui sta lavorando ungruppo di ricercatori della University of California diBerkeley e di San Francisco, che hanno testato un farmaco ingrado di produrre artificialmente sentimenti buoni. Il farmacoagirebbe modificando l'equilibrio neurochimico nella cortecciaprefrontale del cervello, che e' responsabile dellapersonalita', del comportamento sociale e del processodecisionale. Gli scienziati sono convinti anche che questapillola potrebbe un giorno contribuire a trattare malattiementali, come la schizofrenia o la dipendenza. "La nostrasperanza e' che farmaci mirati alla funzione sociale possano ungiorno essere usati per trattare queste condizioniinvalidanti", ha detto Andrew Kayser, uno degli autoriprincipali dello studio, pubblicato sulla rivista CurrentBiology. I soggetti coinvolti nello studio, in totale 35 (dicui 18 donne), sono stati divisi in due gruppi: uno ha assuntoun placebo e l'altro il tolcapone, un farmaco che prolunga glieffetti della dopamina. Quest'ultima e' una sostanza chimicaprodotta dal cervello ed e' associata alla ricompensa e allamotivazione nella corteccia prefrontale. I soggetti hanno poipartecipato a un gioco che prevedeva di dividere dei soldi conun destinatario anonimo. Ebbene, i partecipanti che hannoassunto il tolcapone hanno diviso i soldi con gli sconosciutiin modo piu' equo rispetto a chi invece ha assunto solo delplacebo. "Di solito pensiamo che l'equanimita' sia unacaratteristica stabile, che faccia parte della personalita'",ha detto Ming Hsu, altro autore dello studio. "Il nostro studionon rifiuta questo concetto, ma mostra che questo tratto puo'essere influenzato sistematicamente mirando a specifiche vieneurochimiche nel cervello umano", ha concluso.