"SANTA MAFIA" LA DENUNCIA DI PETRA RESKI

"SANTA MAFIA" LA DENUNCIA  DI PETRA RESKI

Duisburg, 27 agosto 2007: davanti al ristorante Da Bruno vengono ritrovati i cadaveri di sei uomini, tutti calabresi, crivellati da 70 proiettili: sara' chiamata la Strage di Ferragosto. L'opinione pubblica internazionale, e soprattutto quella tedesca, prende drammaticamente coscienza di una realta' fino a quel momento sottovalutata o volutamente ignorata: una delle piu' potenti ed efferate organizzazioni criminali internazionali, la 'ndrangheta, ha messo salde radici e trasferito importanti e strategici interessi in Germania. Segno inequivocabile che le mafie italiane, quella calabrese ma anche quella siciliana e quella napoletana oramai agiscono come vere e proprie multinazionali del crimine nel mondo dopo una lenta ma inarrestabile colonizzazione portata avanti in Francia, Spagna e Germania. E' soprattutto in quest'ultimo paese, cuore produttivo d'Europa, che il crimine organizzato ha da tempo ramificato i propri traffici, non solo per farli fruttare ma soprattutto per "ripulirli": alberghi, pizzerie, ristoranti di lusso ma anche conti correnti e societa' finanziarie. Lo documenta una coraggiosa e attenta studiosa del fenomeno della criminalita' organizzata in Italia e nel mondo, Petra Reski, nel suo libro: "Santa Mafia, sangue, affari, politica e devozione", pubblicato in Italia da Nuovi Mondi (320 pagine, con la prefazione di Vincenzo Macri', procuratore nazionale antimafia aggiunto).

A Petra Reski, giornalista e scrittrice, corrispondente del prestigioso settimanale "Die Zeit", non mancano caparbieta', coraggio, passione per il proprio mestiere e amore per l'Italia. Una miscela esplosiva che l'ha spinta a sfidare poteri forti e a rischiare di persona per sollevare un velo di omerta' - che abbraccia persone apparentemente rispettabili, ambienti riservati e intoccabili, e perfino istituzioni - sotto il quale prosperano indisturbati crimini e malaffare, al di qua e al di la delle Alpi. Non a caso qualcuno ha paragonato questo libro a "Gomorra". Lascia molto riflettere che per far esplodere il bubbone dei tentacoli camorristici su Napoli si sia dovuto attendere il libro di Saviano e la sua successiva trasposizione cinematografica cosi' come per rivelare le strategie sotterranee delle mafie all'estero si sia dovuto fare appello al coraggio di una giovane ma determinata giornalista tedesca che, incurante degli avvertimenti e delle minacce subite nonche' dei processi che le sono stati intentati, non intende demordere. "Santa Mafia" si presenta sotto l'aspetto di un lungo viaggio da Palermo a Duisburg. La ricostruzione di un mosaico di luoghi, persone e vicende che parte dalla Sicilia e sale seguendo le rotte della criminalita': Calabria, Campania, su fino al ricco nord-est. E poi ancora Oltralpe, nella sua Germania, terra di elezione della mafia, dove non esiste il reato di associazione mafiosa e non sono ammessi l'uso intensivo delle intercettazioni e la confisca dei beni.

Il racconto prende dunque avvio da Palermo, dove l'autrice incontra la famosa fotografa Letizia Battaglia e sua figlia Shobha.  Il viaggio della Reski si rivela, fin dall'atterraggio all'aeroporto Falcone-Borsellino, come rimeditazione di tutti i personaggi e di tutte le storie conosciute direttamente e indirettamente dalla giornalista nei suoi vent'anni di lavoro come corrispondente sulla criminalita' organizzata italiana. Un percorso in cui ogni luogo porta con se' un personaggio, una vicenda politica o di cronaca, un'atmosfera rivissuta con coinvolgente piglio narrativo in 16 capitoli (piu' un epilogo) che vanno dall'incontro col pentito Marcello Fava al camorrista (e agente di cantanti neomelodici partenopei) Carmine Sarno, al superboss Matteo Messina Denaro, passando per la ricostruzione di ambienti mafiosi come Corleone e quello, meno noto, in cui si e' perpetrata la strage di Duisburg. Petra Reski non risparmia nomi e cognomi dei boss e dei loro referenti e protettori politici, descrive i meccanismi del riciclaggio riportando le inchieste fatte in Italia e le testimonianze dei magistrati che da anni sono impegnati nella lotta alle mafie. Il libro e' uscito in prima edizione in Germania censurato per ordine dell'autorita' giudiziaria tedesca, intervenuta su richiesta di alcuni personaggi che figurano nelle informative di politica (sia italiane che tedesche), e nei documenti giudiziari, in numerosi resoconti giornalistici, come indagati ma che ciononostante sono riusciti ad ottenere al momento un provvedimento giudiziario di blocco dei passaggi del libro che li riguardano. Di costoro non si puo' parlare.

L'edizione italiana poteva scegliere di eliminare queste parti del testo; invece ha deciso di riportare le medesime righe nere sulle parole che sono costate a Petra Reski intimidazioni e minacce. Perche' il lettore abbia una chiara immagine del bavaglio con cui il potere cerca costantemente di ridurre al silenzio il giornalismo piu' coraggioso. Petra Reski e' nata in Germania, nella regione della Ruhr, ha studiato a Trier, Munster e Parigi e si e' laureata in letteratura francese, scienze politiche e sociologia. Ha vinto il concorso della scuola di giornalismo di Amburgo, la prestigiosa "Henri-Nannen-Schule" e ha iniziato la sua carriera al servizio estero del settimanale Stern. Attualmente e' corrispondente culturale di Die Zeit e per varie testate tedesche, mensili e settimanali, tra cui Geo, Focus, Merian e autrice di vari libri. Arrivata in Italia nel 1989 per scrivere un reportage sulla primavera a Palermo, decide di rimanervi "per comprendere quelle che sono le contraddizioni di questa terra anche attraverso la mafia". Da allora non ha mai piu' smesso di occuparsene. In Germania e' stata eletta Miglior Giornalista del 2008 nella categoria "reporter" proprio a seguito della pubblicazione di questo libro. In Italia, per il suo impegno "al servizio dei grandi valori del giornalismo", ha ricevuto a Nocera Inferiore il Premio Civitas 2009 da parte dell'associazione ANDE, che premia donne che si sono distinte per il loro impegno nella lotta alla mafia e l'Amalfi Coast Media Award, il premio internazionale del giornalismo.

Settembre 2009



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