11 SETTEMBRE: FOTOGRAFO CASA BIANCA RIEVOCA GIORNO PIU' LUNGO BUSH

(AGI) - Roma, 10 set. - I pompieri "erano arrabbiati, tristi,alcuni avevano le lacrime agli occhi". Dalle macerie di GroundZero guardavano George W. Bush, con un microfono in mano. Unodi loro da dietro gli urlo': "Non riusciamo a sentirti". E ilpresidente gli rispose: "Ma io posso sentire te e chi habuttato giu' queste torri ci sentira' presto". Eric Draper,fotografo ufficiale della Casa Bianca, ha ancora gli occhilucidi quando ricorda il discorso che il capo della Casa Biancapronuncio' davanti ai vigili del fuoco di New York, che avevanolavorato senza sosta per salvare

(AGI) - Roma, 10 set. - I pompieri "erano arrabbiati, tristi,alcuni avevano le lacrime agli occhi". Dalle macerie di GroundZero guardavano George W. Bush, con un microfono in mano. Unodi loro da dietro gli urlo': "Non riusciamo a sentirti". E ilpresidente gli rispose: "Ma io posso sentire te e chi habuttato giu' queste torri ci sentira' presto". Eric Draper,fotografo ufficiale della Casa Bianca, ha ancora gli occhilucidi quando ricorda il discorso che il capo della Casa Biancapronuncio' davanti ai vigili del fuoco di New York, che avevanolavorato senza sosta per salvare le persone intrappolatenell'inferno delle torri. Un momento drammatico che Draperimmortalo' con una foto che, insieme ad altre scattate l'11settembre, ripercorrono il 'giorno piu' lungo' di Bush. Ilservizio e' pubblicato sul sito dell'emittente americana Cnn. In un'istantanea si vede il presidente Usa al telefono. E'la mattina dell'11/9 e Bush, che si trovava in una scuolaelementare in Florida, e' stato appena avvisato dell'attacco."Noi - ricorda Draper - stiamo guardando in uno schermo letorri che bruciano a New York. All'improvviso fanno vedere ilvideo della seconda torre colpita". Bush, ancora impegnatonella conversazione telefonica, si gira di scatto e "guardal'immagine che si e' conficcata nella memoria di ognuno dinoi". In un'altra foto, che Draper scatto' dall'Air Force One, ilpresidente e' con il suo capo staff, Andy Card, e sta dandonuovamente istruzioni al telefono. "E' un momento critico -racconta il fotografo - Il presidente sta comunicando chequalunque aereo che possa rappresentare una minaccia, deveessere abbattuto". Poco prima, Bush aveva cercato di far coraggio ai suoicollaboratori: "ok, ragazzi, questo e' cio' per cui siamopagati", aveva detto. Un'altra istantanea lo ritrae, in piedi ebraccia sui fianchi, mentre assiste in diretta al crollo delletorri. "Fu un momento di assoluta incredulita', di silenzio. Miricordo che il presidente mi chiese: 'che cosa ne pensi Eric?'.'E' incredibile' fu l'unica cosa che riuscii a rispondere".L'ultima foto raffigura il badge di un addetto dell'Autorita'portuale di New York, morto l'11/9. Il cartellino fu trovatosul suo cadavere e consegnato a Bush dalla madre dell'uomo. "Ilpresidente lo portava in tasca ogni giorno, come monito. Loportava sempre e lo tirava fuori per ricordare a se stesso eagli altri che cosa era accaduto quel giorno", ricorda Draper.(AGI)Rmi/Sar