QUANDO TORINO CELEBRAVA IL BOOM ECONOMICO

(AGI) - Roma, 27 dic. - L'Italia che si apprestava a celebrareil centenario dell'unita' era una nazione completamente diversada quella del 1911. Le due guerre mondiali, il fascismo, laresistenza, la nascita della Repubblica e l'approvazione dellaCostituzione avevano modificato in maniera sensibile lacoscienza storica e le condizioni del paese. Allo stesso tempoil "miracolo economico" ne stava rapidamente cambiando lageografia e le strutture sociali. L'Italia era ormai ad un livello di sviluppo mai raggiuntoprima che si legava, anche ad una mutazione profonda delle suestrutture sociali ed economiche. Il Centenario dell'Unita'd'Italia ha il

(AGI) - Roma, 27 dic. - L'Italia che si apprestava a celebrareil centenario dell'unita' era una nazione completamente diversada quella del 1911. Le due guerre mondiali, il fascismo, laresistenza, la nascita della Repubblica e l'approvazione dellaCostituzione avevano modificato in maniera sensibile lacoscienza storica e le condizioni del paese. Allo stesso tempoil "miracolo economico" ne stava rapidamente cambiando lageografia e le strutture sociali. L'Italia era ormai ad un livello di sviluppo mai raggiuntoprima che si legava, anche ad una mutazione profonda delle suestrutture sociali ed economiche. Il Centenario dell'Unita'd'Italia ha il suo battesimo nel Consiglio dei Ministri del 20agosto 1960, come indica la circolare relativa, confermata dalConsiglio dei Ministri del 29 dicembre 1961 sotto lapresidenzadi Amintore Fanfani. Le celebrazioni si svolgono indiverse citta' italiane, grandi e piccole, come documentano lelettere delle prefetture di Firenze, Genova, Trento, Ragusa,Cagliari e Perugia. Il fulcro delle manifestazioni e' pero' Torino, citta'simbolo del recente "miracolo italiano", sede dellaproclamazione del Regno d'Italia nel 1861 e prima capitale, contre rassegne: la "Mostra Storica dell'Unita' d'Italia", la"Mostra delle Regioni Italiane" e la "Mostra Internazionale delLavoro". Il tema del Risorgimento doveva costituire illeitmotiv delle celebrazioni, come indicato fin dal 1958 quandoera stata presentata in Parlamento la proposta di legge per unprimo contributo destinato a commemorare il Primo Centenariodell'unita' nazionale e finalizzato in particolare allapubblicazione di saggi, monografie e studi per ripercorrere lastoria dei primi cento anni dell'Unita'. Una rivisitazione storica che correva in un momento diprofonde trasformazioni della societa', indispensabile perconservare la memoria e l'identita' di una nazione che siapprestava a tagliare molti dei legami con il passato. Nelgiugno 1958 il Consiglio dei Ministri approvava il programma dimassima mentre il presidente della Repubblica Giovanni Gronchiconcedeva l'Alto Patronato alle manifestazioni. Il 30 dicembredel 1959 il Parlamento approvo' definitivamente la legge chefinanziava il Centenario e il 9 maggio dell'anno successivo undecreto stabiliva la composizione e le funzioni del Comitatonazionale, composto da trentanove membri tra cui alcuniparlamentari, molti rappresentanti del governo, i sindaci dellemaggiori citta' italiane nonche' altri esponenti di realta'provinciali o istituzioni culturali.(AGI)Nic