NAPOLITANO: 25 APRILE NELLA SCIA DEL RISORGIMENTO

(AGI) - Roma, 25 apr. - Resistenza e Risorgimentorappresentano, senza alcuna soluzione di continuita', duemomenti centrali nella costruzione dell'Unita' nazionale. Lo haricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitanoricordando il 25 aprile sulla gradinata dell'Altare dellaPatria. "La Festa della Liberazione si colloca quest'anno nellascia delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unita'd'Italia che hanno nel marzo scorso toccato il culmine in tuttoil paese", ha detto il Capo dello Stato, " Nel richiamareentrambi gli anniversari i punti di contatto appaiono evidenti.Nonostante la distanza e la diversita' dei periodi e deglieventi storici, ritroviamo le forze

(AGI) - Roma, 25 apr. - Resistenza e Risorgimentorappresentano, senza alcuna soluzione di continuita', duemomenti centrali nella costruzione dell'Unita' nazionale. Lo haricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitanoricordando il 25 aprile sulla gradinata dell'Altare dellaPatria. "La Festa della Liberazione si colloca quest'anno nellascia delle celebrazioni del centocinquantenario dell'Unita'd'Italia che hanno nel marzo scorso toccato il culmine in tuttoil paese", ha detto il Capo dello Stato, " Nel richiamareentrambi gli anniversari i punti di contatto appaiono evidenti.Nonostante la distanza e la diversita' dei periodi e deglieventi storici, ritroviamo le forze migliori della nazioneimpegnate a perseguire gli stessi grandi obbiettivi ideali:liberta', indipendenza, unita'. Perche' quei valori gia'affermatisi attraverso il moto risorgimentale e sanciti con lanascita dello Stato nazionale italiano, dovettero essere a caroprezzo recuperati fra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945". Allora, ha ricordato il Capo dello Stato, "fu necessarioriconquistare con le nostre forze - cooperando con gli esercitialleati, senza attenderne passivamente i decisivi successi - leliberta' negate dal fascismo, l'indipendenza violatadall'occupazione e dal dominio nazista, l'unita' di un'Italiadivisa in due". "La nostra storia comune deve nutrirsi di questi esempi dicoerenza e fierezza morale, di rinato, limpido amor di patria;e deve fondarsi anche sulle vicende vissute in tanti luoghi, intanti piccoli Comuni che continuano a ricevere dalla Repubblicasia pur tardivi riconoscimenti per aver dato apporti preziosialla causa dellaLiberazione", ha aggiunto, "non c'e' dubbio chein effetti riunificazione vi fu, dal punto di vista nazionale estatuale, su basi democratiche, anche se e' stato necessario untempo ben piu' lungo, fino ad anni recenti, per rimarginare leferite riconducibili ad una dimensione di guerra civile che siintreccio' con quella, fondamentale, di guerra di Liberazione.Ma anche lo sforzo compiuto in questo senso ha dato i suoifrutti: rendendo possibile la piu' larga condivisione dellagiornata celebrativa del 25 aprile". "Nel parlare - il 17 marzo scorso a Montecitorio - delleardue prove superate nel corso della nostra storia di 150 anni,mi sono ovviamente riferito anche e in particolareall'esperienza rigeneratrice della Resistenza come risposta acolpi durissimi e a rischi estremi vissuti dalla nazione. Dallamemoria e dalla viva consapevolezza di prove come quellapossiamo trarre - voglio ripeterlo - la fiducia indispensabileper affrontare le sfide di oggi e del futuro", ha conclusoNapolitano, "La complessita' di queste sfide e delle incogniteche vi si accompagnano, la difficolta' dei problemi che gia' cisi pongono e ci incalzano, richiedono un nuovo senso diresponsabilita' nazionale, una rinnovata capacita' di coesione,nel libero confronto delle posizioni e delle idee, e insiemenella ricerca di ogni possibile terreno di convergenza. E'questa consapevolezza, e' questa sollecitazione che abbiamosentito esprimersi nelle celebrazioni del centocinquantenariolo scorso marzo".(AGI)Nic