ITALIA 150: SCHIFANI RENDE OMAGGIO A CAVOUR, ARTEFICE DELL'UNITA'

(AGI) - Roma, 7 giu. - "L'Aula del Senato rende oggi omaggio,per la testimonianza di un uomo delle Istituzioni, di autenticoe coraggioso servitore dello Stato, che ha accettato dilavorare per l'Italia, sapendo che altri avrebbero raccolto ifrutti della sua instancabile opera". Si conclude cosi'l'intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, allaricorrenza della morte di Camillo Benso, conte di Cavour, cuoredelle celebrazioni per il 150� anniversario dell'unificazionepolitica italiana "una grande occasione non solo per ricordarelo statista che con il suo impegno e con le sue intuizioni e'stato uno degli artefici dell'Unita'

(AGI) - Roma, 7 giu. - "L'Aula del Senato rende oggi omaggio,per la testimonianza di un uomo delle Istituzioni, di autenticoe coraggioso servitore dello Stato, che ha accettato dilavorare per l'Italia, sapendo che altri avrebbero raccolto ifrutti della sua instancabile opera". Si conclude cosi'l'intervento del Presidente del Senato, Renato Schifani, allaricorrenza della morte di Camillo Benso, conte di Cavour, cuoredelle celebrazioni per il 150� anniversario dell'unificazionepolitica italiana "una grande occasione non solo per ricordarelo statista che con il suo impegno e con le sue intuizioni e'stato uno degli artefici dell'Unita' ma anche per un'ulterioreriflessione sugli eventi fondativi dello Stato nazionale". Per Schifani "l'annessione del Mezzogiorno" fu il"capolavoro politico" di Cavour. "Duttile e pragmatico, difronte a vicende il cui esito non era affatto scontato, riusci'a tenere sotto controllo tutte le forze in campo, eterogenee efra loro divergenti, e a indirizzare gli avvenimenti verso laconclusione unitaria, cosi' imprevista da fargli dichiarare,nel dicembre 1860: 'Ora che la fusione delle varie parti dellaPenisola e' compiuta, mi lascerei ammazzare dieci volte primadi consentire a che si sciogliessee'". "Potenzialmente favorevole a forme di autogoverno delleautonomie locali - ricorda Schifani - Cavour non intendevamettere a repentaglio l'Unita' faticosamente conseguita e, ascanso di equivoci, dichiaro' in Parlamento: "Dopo tutto quelloche d'impensato e d'insperato avvenne nella penisola, ognunoindovina che noi non siamo federalisti". Di fatto "si areno'l'idea di una 'scentralizzazione' e il modello dello Statoburocratico e centralizzatore prevalse per ragioni politiche,legate soprattutto alla grande resistenza all'annessione inatto nell'ex-Regno delle Due Sicilie". "Convinto, come tanti, della ricchezza naturale delleregioni meridionali, a suo giudizio abbrutite da secoli dimalgoverno, Cavour confidava negli effetti positivi chesarebbero derivati dall'unificazione del mercato nazionale manon pote' assistere alla disillusione degli anni postunitari ealla nascita della Questione Meridionale". (AGI).