ITALIA 150: RISCHIO PONTE ANCHE PER IL 17 MARZO 2061

(AGI) - Roma, 8 feb. - L'italia rischia di restare senza festadell'Unita' anche in occasione del Bicentenario, se oggivenisse stabilito che le feste nazionali legate al compimentodell'epopea risorgimentale debbano essere celebrate in modoeconomicamente corretto. Solo, cioe', in un giornoinfrasettimanale opportunamente lontano dal sabato e dalladomenica. Quale? Non e' chiaro. Di certo non un giovedi', comequest'anno. E' la posizione che la Lega (lo ha detto oggi il ministroCalderoli) si accinge a portare domani in consiglio deiministri, e magari anche al Quirinale in occasionedell'incontro tra il presidente Napolitano e Bossi. E' anche

(AGI) - Roma, 8 feb. - L'italia rischia di restare senza festadell'Unita' anche in occasione del Bicentenario, se oggivenisse stabilito che le feste nazionali legate al compimentodell'epopea risorgimentale debbano essere celebrate in modoeconomicamente corretto. Solo, cioe', in un giornoinfrasettimanale opportunamente lontano dal sabato e dalladomenica. Quale? Non e' chiaro. Di certo non un giovedi', comequest'anno. E' la posizione che la Lega (lo ha detto oggi il ministroCalderoli) si accinge a portare domani in consiglio deiministri, e magari anche al Quirinale in occasionedell'incontro tra il presidente Napolitano e Bossi. E' anche iltimore della Confindustria: un'Italia che per festeggiare va invacanza, tutta unita, infischiandosene della catena dimontaggio e del cartellino da timbrare. E non si ripresenta allavoro prima di quattro giorni. Ma c'e' la crisi, e non si puo'perdere troppo in termini di produttivita' procapite. Timore fondato, soprattutto perche' quest'anno, di altriponti a disposizione, non ce ne solo poi tanti: il 25 Aprile sischiaccia sul lunedi' dopo Pasqua, il suddetto Primo Maggioincoccia contro una domenica. Restano solo l'Immacolata ed ilDue Giugno. E, per l'appunto, questa festa dichiarata unatantum per il 17 marzo, un secolo e mezzo dopo la proclamazionedel Regno. Ora, provando ad immaginare quali possano essere lesoluzioni di compromesso, verrebbe da dire che la piu'immediata, quella di celebrare la festa lavorando, non e'esattamente fare festa. Un'altra idea potrebbe essere quella dirinviare il tutto a tempi migliori, magari tra cinquant'anni.Sara' il Bicentenario, e gia' si immaginano festeggiamenti dafar impallidire quelli di Torino di mezzo secolo fa. Purtroppo - scherzi del calendario perpetuo - anche quello sara' ungiovedi', giorno ad alto rischio di festeggiamento prolungato. La questione resta quindi di difficile soluzione. Le altrevolte fu piu' facile: nel 1911 l'anniversario cadde divenerdi', come anche nel 1961 (all'epoca, poi, c'era il Boom,ed un fine settimana al mare il Paese de lo poteva permettere).Quanto al 17 marzo 1861, il Parlamento chiamato a proclamare ilRegno d'Italia, rappresentante di un paese giovane e sorto adispetto di Pio IX, ebbe a riunirsi, per l'occasione, di domenica, tanto per risparmiare sulla festa. E qui i casi sonodue: o gia' conosceva come sono fatti gli italiani, oppuresapeva che prima o poi sarebbe stato creato il Primo Maggio,che Pio IX avrebbe proclamato il dogma dell'ImmacolataConcezione e che, ohibo', alla fine sarebbe arrivato il DueGiugno.(AGI)Nic