ITALIA 150: PAPA PIO IX PUNI' FRATE CHE ASSOLSE CAVOUR

(AGI) - CdV, 19 apr. - Incorse in una grave pena canonica ilfrate francescano Giacomo da Poirino che assolse in punto dimorte il conte Camillo Benso di Cavour, che era incorso nellascomunica a causa delle leggi eversive che sottrassero allaChiesa beni e benefici. "Rimproverato da Pio IX per ilcomportamento - rivela oggi l'Osservatore Romano - ilfrancescano cerco' di trovare una scappatoia. "Il Conte diCavour - spiego' il religioso al Papa - ha chiesto isacramenti, lo confessai, e poi dopo averlo confessato dissealla presenza di alti personaggi, che spontaneamente ha chiestoi

(AGI) - CdV, 19 apr. - Incorse in una grave pena canonica ilfrate francescano Giacomo da Poirino che assolse in punto dimorte il conte Camillo Benso di Cavour, che era incorso nellascomunica a causa delle leggi eversive che sottrassero allaChiesa beni e benefici. "Rimproverato da Pio IX per ilcomportamento - rivela oggi l'Osservatore Romano - ilfrancescano cerco' di trovare una scappatoia. "Il Conte diCavour - spiego' il religioso al Papa - ha chiesto isacramenti, lo confessai, e poi dopo averlo confessato dissealla presenza di alti personaggi, che spontaneamente ha chiestoi sacramenti, e che voleva che si pubblicasse su tutti igiornali che lui era cattolico, e che voleva morire da verocattolico come era sempre stato. A tale confessione del Cavourmi pareva, gli dissi, che la ritrattazione fosse implicita". "Una visione personale delle cose - commenta oggi ilvescovo Sergio Pagano, prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano- non priva di una certa razionalita': di fronte a taledisposizione d'animo di un Cavour morente - infatti - il frate penso' forse che sarebbe stato rischioso negarglil'assoluzione e chiedergli un preventivo atto pubblico diritrattazione formale" in quanto "poteva esservi il pericolo diun irrigidimento dello statista e, forse, anche il suoallontanamento dal confessore". "Pio IX - continua il giornale vaticano - non accetto' taleversione dei fatti e insistette nel condannare il comportamentodel frate, al quale chiese ripetutamente una esplicitadichiarazione pubblica del suo errore". A tale richiesta, silegge ancora nell'articolo, "fra' Giacomo ebbe il coraggio diresistere". "Santita' gli dissi, mi perdoni, a fare taledichiarazione non posso senza tradir la mia coscienza edinfamar me stesso, eppero' sono pronto a soffrir ogni cosa,anche la morte, piuttosto che cedere". Solo prima di morire, e con un nuovo Papa, infatti nelfrattempo era stato eletto Leone XIII, il frate si decise achiedere, con il perdono, anche la remissione delle censureecclesiastiche. I relativi documenti sono pubblicati per laprima volta oggi dal quotidiano vaticano. (AGI)siz