ITALIA 150: LA 'LECTIO MAGISTRALIS' DI MUTI ALLA CAMERA

(AGI) - Roma, 21 mar. - "Siamo nelle vostre mani, aspetto unarisposta in questi giorni: l'Italia ha inventato le note, ilteatro, la grande musica, non vorrei che i nostri predecessorici maledicessero...". Riccardo Muti, dopo aver diretto il'Nabucco' di Verdi con l'Orchestra del Teatro dell'Opera diRoma nell'aula di Montecitorio, posa la bacchetta, impugna ilmicrofono per un intervento appassionato, ironico ma ancheduro, di fatto una vera e propria 'lectio' con la quale torna achiedere alle istituzioni di fermare i tagli e ricominciare con"una nuova primavera" della cultura in Italia. "Il presidente Fini ha

(AGI) - Roma, 21 mar. - "Siamo nelle vostre mani, aspetto unarisposta in questi giorni: l'Italia ha inventato le note, ilteatro, la grande musica, non vorrei che i nostri predecessorici maledicessero...". Riccardo Muti, dopo aver diretto il'Nabucco' di Verdi con l'Orchestra del Teatro dell'Opera diRoma nell'aula di Montecitorio, posa la bacchetta, impugna ilmicrofono per un intervento appassionato, ironico ma ancheduro, di fatto una vera e propria 'lectio' con la quale torna achiedere alle istituzioni di fermare i tagli e ricominciare con"una nuova primavera" della cultura in Italia. "Il presidente Fini ha detto alcune parole che avrei dettoanche io", esordisce Muti riferendosi a quanto detto poco primadal presidente della Camera sulla 'disattenzione' delleistituzioni verso la cultura. "Non vorrei apparire stucchevole e ripetere sempre lestesse cose - dice - e mi pare anche poco fine e volgareapprofittare di una occasione come questa per fare dellelamentele. Ma io sono spesso in giro per il mondo e so che lanostra Italia e' un paese amato per quello che harappresentato, per quello che rappresenta e che puo'rappresentare nel futuro. Ma questo e' possibile solo se noimanteniamo la nostra identita' e la nostra identita' e lansotra identita' e' la nostra cultura". Muti cita Puccini e Tiziano, Antonello da Messina e Verdi,ricorda con orgoglio che "siamo il paese che ha inventato lenote, il teatro, la musica cameristica e tanto altro. Pensate aStradivari o ad Amati e ricordatevi che Paisiello era l'unicoche poteva stare a tavola con Napoleone. Non so se questo fosseun bene o un male ma figuratevi l'onore...". Insomma, aggiunge,"abbiamo una responsabilita', anche nei confronti dei nostripredecessori e non vorrei che ci maledicessero in eterno". "Oggi e' il 21 marzo, il mondo e' in fiamme - conclude - mae' l'inizio della primavera. Alla politica rivolgo una domanda:puo' essere questo primo giorno di primavera il primo giorno diuna nuova primavera della cultura in Italia? Non vorrei cheapparissimo come questuanti davanti ad una Chiesa - concludeMuti il cui discorso e' stato applaudito varie volte - ma miaspetto una risposta". La scena finale e' Gianfranco Fini che scende dal suo banconell'emiciclo per stringere la mano a Muti. Ma con il Maestrola conversazione prosegue, nella sala dei ministri aMontecitorio, per le congratulazioni insieme agli altri ospitidella giornata e, tra questi, Gianni Letta. (AGI)Nic