ITALIA 150: DI PIETRO, IL GOVERNO LITIGA SU TUTTO

(AGI) - Roma, 19 feb. - "Nemmeno su quanto di piu' elementaretiene insieme un paese e una comunita' nazionale questamaggioranza e questo governo riescono piu' ad andared'accordo". Lo scrive in un post sul suo blog, il presidentedell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Non esiste un solopaese al mondo - aggiunge - il cui governo, invece di deciderecome celebrare piu' solennemente i 150 anni dalla suaunificazione, si prende per i capelli e litigasull'opportunita' o meno di festeggiare la ricorrenza". "Per unpaese che gia' vive una crisi morale profondissima, - prosegueDi Pietro

(AGI) - Roma, 19 feb. - "Nemmeno su quanto di piu' elementaretiene insieme un paese e una comunita' nazionale questamaggioranza e questo governo riescono piu' ad andared'accordo". Lo scrive in un post sul suo blog, il presidentedell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. "Non esiste un solopaese al mondo - aggiunge - il cui governo, invece di deciderecome celebrare piu' solennemente i 150 anni dalla suaunificazione, si prende per i capelli e litigasull'opportunita' o meno di festeggiare la ricorrenza". "Per unpaese che gia' vive una crisi morale profondissima, - prosegueDi Pietro - che gia' deve fare i conti con la distanza che c'e'tra i livelli di vita del nord e quelli del sud, tra il redditoaltissimo di pochi e quello basso di moltissimi, una rissa comequella che c'e' stata nel governo sulla festivita' del 17 marzoe' l'ennesima mazzata. Come si puo' chiedere a un paese dimantenere forte il senso della propria appartenenza e dellasolidarieta' nazionale, in nome delle quali tanti sacrificivengono chiesti agli italiani, se poi il governo invece di dareil buon esempio fa esattamente il contrario?". "Al ministroCalderoli, poi, - aggiunge il leader dell'IdV - nemmeno questobasta. Fosse per lui, ha dichiarato, abolirebbe pure il primomaggio, la festa dei lavoratori. E di questo passo anche suquesto il governo finira' presto per litigare,sull'opportunita' di cancellare una festa che celebra di fattol'art. 1 della Costituzione: 'L'Italia e' una repubblicademocratica fondata sul lavoro'. Ma se non ha piu' in comunenemmeno l'unita' d'Italia, su cosa si fondano questa alleanzadi governo e questa finta maggioranza parlamentare? Lo sappiamotutti: sulla convergenza di tanti interessi privati che se nefregano di quello comune e nazionale. E' una strada che correverso l'abisso e che porta un paese gia' indebolito da quindicianni di corruzione verso la morte". "Per fermare questadissoluzione - conclude - c'e' una sola strada: l'immediatoscioglimento delle Camere e la convocazione di nuove elezioni. Quando il disastro arriva al punto in cui e' arrivato inItaliala sola via di salvezza e' il ricorso alla piu' alta autorita'esistente nelle democrazie: il popolo sovrano". (AGI)Nic