ITALIA 150: DA UNITA' ITALIA TASSO POVERTA' RIDOTTO DI 10 VOLTE

(AGI) - Roma, 21 giu. - Dall'Unita' ad oggi il tasso dipoverta' si e' ridotto, a livello nazionale, di dieci volte, mase nel 1861 un abitante del Sud aveva una probabilita'superiore del 50% di essere povero rispetto a un cittadino delNord, oggi questa stessa probabilita' risulta ancora piu'elevata. I dati sono contenuti nel volume di Giovanni Vecchi,professore di economia politica presso l'Universita' di Roma"Tor Vergata", In ricchezza e in poverta'. Il benessere degliitaliani dall'Unita' a oggi, edito da Il Mulino e presentatooggi a Roma presso il Cnel. A partire dal 1861

(AGI) - Roma, 21 giu. - Dall'Unita' ad oggi il tasso dipoverta' si e' ridotto, a livello nazionale, di dieci volte, mase nel 1861 un abitante del Sud aveva una probabilita'superiore del 50% di essere povero rispetto a un cittadino delNord, oggi questa stessa probabilita' risulta ancora piu'elevata. I dati sono contenuti nel volume di Giovanni Vecchi,professore di economia politica presso l'Universita' di Roma"Tor Vergata", In ricchezza e in poverta'. Il benessere degliitaliani dall'Unita' a oggi, edito da Il Mulino e presentatooggi a Roma presso il Cnel. A partire dal 1861 il Pil per abitante italiano e'aumentato di ben tredici volte, ma da due decenni a questaparte il Pil avanza alla velocita' dello 0,6% annuo, un passoassai lento che richiede centoventicinque anni perche' ilreddito medio raddoppi. Se guardiamo alla vulnerabilita'economica della popolazione, scopriamo che fra il 1985 e il2001 la popolazione non povera ma soggetta al rischio di caderein poverta' in futuro ha oscillato secondo le stime riportatetra il 35 e il 40%. Emerge dunque una fragilita' latente dellasalute economica delle famiglie italiane. Da almeno 25 annicoesistono da un lato uno "zoccolo duro" di poverta' cronica edall'altro una poverta' potenziale che coinvolge una fettaimportante della popolazione. Dalla ricerca emerge che il Paese ha saputo crescere senzache mai la generazione dei figli potesse rimpiangere il livellodi benessere dei padri. Almeno fino ai tempi piu' recenti.L'Italia che giunge al compimento dei centocinquant'anni distoria unitaria appare, infatti, un paese che mostra segni distanchezza, rallentando, fino quasi a fermare, la sua corsa.Come suggeriscono le cronache, gli italiani percepiscono unacrescente insicurezza per il futuro mantenimento dei livelli dibenessere raggiunti. Nello stesso tempo, e lo confermano inumeri della ricerca guidata da Giovanni Vecchi, lo sviluppoeconomico italiano nelle sue diverse dimensioni sembracompromesso dalla mancata integrazione tra il Nord e il Sud delpaese che, proprio in questi ultimi anni, si sta traducendo inun solco sempre piu' profondo che separa le due parti delpaese. (AGI)