ITALIA 150: CAFFARRA, EREDITA' CULTURALE GENERATA DA CRISTIANESIMO

(AGI) - Bologna, 17 mar. - "Il richiamo alla Cartacostituzionale non basta a custodire l'unita': e' necessariorisvegliare forze unificanti precedenti. Quali? Quelle cheesitono nel nostro popolo e che nascono da quella eredita'culturale - che va custodita e risvegliata in ogni coscienza,non sostituita - che e' stata generata dal cristianesimo. E' inquesta viva tradizione che ciascuno trova i presupposti viventidell'unita' della Nazione e quindi il vero senso dello Stato".E' uno dei passaggi significativi dell'omelia che l'arcivescovodi Bologna, cardinal Carlo Caffarra, ha pronunciato questa seranella Basilica di S.Petronio, presiedendo la S.Messa in

(AGI) - Bologna, 17 mar. - "Il richiamo alla Cartacostituzionale non basta a custodire l'unita': e' necessariorisvegliare forze unificanti precedenti. Quali? Quelle cheesitono nel nostro popolo e che nascono da quella eredita'culturale - che va custodita e risvegliata in ogni coscienza,non sostituita - che e' stata generata dal cristianesimo. E' inquesta viva tradizione che ciascuno trova i presupposti viventidell'unita' della Nazione e quindi il vero senso dello Stato".E' uno dei passaggi significativi dell'omelia che l'arcivescovodi Bologna, cardinal Carlo Caffarra, ha pronunciato questa seranella Basilica di S.Petronio, presiedendo la S.Messa inoccasione della celebrazione del 150� anniversariodell'Unita' d'Italia. Per Caffarra, "e' nel cuore di ogniitaliano che nasce e si conserva la nostra nazione e la suaunita'. E' in ognuno di noi che e' presente tutto quelpatrimonio formatosi di generazione in generazione, attraversodolori, lotte e sofferenze, ed il martirio di tanti la cuimemoria e' in benedizione. Noi non passiamo viverne al di fuorie sradicarci da esso: sarebbe il suicidio della nazione". "Il150� anniversario dell'Unita' d'Italia - ha detto ancoraCaffarra - ci ha portato davanti al Signore dei popoli e dellenazioni, per invocare sulla nostra nazione il benesserespirituale e materiale, la pace sociale, il vero progresso nelbene". Ad un certo punto dell'omelia il porporato si e'chiesto: "Quando una comunita' nazionale, e lo Stato che larappresenta, e' in pericolo? Non intendo in pericolo direcessione economica; di dissoluzione dell'ordine sociale; digravi disordini istituzionali; o di altre dimensioni della vitadi una comunita'. Ma in pericolo quanto al suo essere stesso".La risposta dello stesso Caffarra e' questa: la perdita dellamemoria di cio' che ha originato la nostra Nazione, laconseguente dilapidazione dell'eredita' che quel "principio" ciha trasmesso e continua a trasmetterci, costituisce il rischiopiu' serio per uno Stato e per una nazione. Se vogliamo che lanostra nazione e lo Stato che la rappresenta non sia a rischio,e' necessario che custodisca la memoria dei suoi eventifondatori, attraverso la narrazione dei medesimi di generazionein generazione. Questa narrazione avviene in primo luogo nellafamiglia, prima custode dell'identita' di un popolo. La storiarecente e passata della nostra nazione dimostra come essa siastata soprattutto salvaguardata nei momenti piu' difficilidalla consistenza della famiglia". (AGI) Mir Mir (Segue)