ITALIA150: AVVENIRE, BENIGNI? CI VOLEVA POETA IN TEMPI RABBIOSI

(AGI) - Roma, 19 feb - "Bello, davvero. Bello e inusuale, oggi,sentire parlare d'Italia a quel modo: con memoria egratitudine. Ci voleva un poeta per osare, in tempi avviliti erabbiosi, parlare cosi' dell'Italia". Lo scrive Avvenire, in uneditoriale in prima pagina di Marina Corradi, sulle parole diRoberto Benigni dedicate all'inno di Mameli. "Perche' i poeti, come ha detto Benigni - prosegue Avvenire- sono spinti dal desiderio. E il desiderio e' il motore grandeche muove la storia e i popoli: il desiderio di un bene comune,di continuare, e tramandare passioni e memoria nei

(AGI) - Roma, 19 feb - "Bello, davvero. Bello e inusuale, oggi,sentire parlare d'Italia a quel modo: con memoria egratitudine. Ci voleva un poeta per osare, in tempi avviliti erabbiosi, parlare cosi' dell'Italia". Lo scrive Avvenire, in uneditoriale in prima pagina di Marina Corradi, sulle parole diRoberto Benigni dedicate all'inno di Mameli. "Perche' i poeti, come ha detto Benigni - prosegue Avvenire- sono spinti dal desiderio. E il desiderio e' il motore grandeche muove la storia e i popoli: il desiderio di un bene comune,di continuare, e tramandare passioni e memoria nei figli. Civoleva anche un po' di coraggio, in questo febbario 2011, peresortarci all' 'allegro orgoglio' di appartenere al luogo incui viviamo, al popolo da cui veniamo, per dirci che 'occorrevolere bene al Paese in cui si e' nati'. Benigni ha avutoquesto coraggio in tempi in cui da tv e giornali ci sirovesciano addosso ogni giorno cronache di meserie ed insulti.Ci ha raccontato da quanto viene lontana la nostra storia, equanta bellezza ha creato, e in quanti sono morti perraggiungere quell'unita' d'Italia che oggi e' scontata ocontestata. L'Italia si e' commossa, l'altra sera. A nome ditanti Napolitano ha detto grazie a Benigni. Qualcuno invece nonha apprezzato: chi soffia male sui localismi, chi sogna nuoviconfini e piccole Italie privilegiate. Non ha apprezzatoprobabilmente anche chi ha nelle lacerazioni il suo pane. Nonpiace, quell'istante di timido incredulo orgoglio comune, achiama disfare piu' che costruire".(AGI)