DALLA PELLAGRA AL SSN, IN UN LIBRO 150 ANNI DI SANITA' IN ITALIA

(AGI) - Roma, 21 mar. - Un paese di contadini, di paludimalariche, di baracche fatiscenti dove proliferavano pellagra,tubercolosi, colera, vaiolo. L'Italia del 1861 era un paese icui abitanti avevano un'aspettativa di vita di 35-40 anni almassimo. Dopo 150 anni il nostro e' uno dei Servizi sanitaripubblici piu' avanzati al mondo, con aspettative di vita tra lepiu' alte in Europa. Questo lungo percorso e' riassunto nellibro '150 anni di Sanita' Italiana' di Walter Pasini, espertodi medicina dei viaggi e per anni collaboratore dell'Oms per laTravel Medicine. Una storia avvincente, corredata da un

(AGI) - Roma, 21 mar. - Un paese di contadini, di paludimalariche, di baracche fatiscenti dove proliferavano pellagra,tubercolosi, colera, vaiolo. L'Italia del 1861 era un paese icui abitanti avevano un'aspettativa di vita di 35-40 anni almassimo. Dopo 150 anni il nostro e' uno dei Servizi sanitaripubblici piu' avanzati al mondo, con aspettative di vita tra lepiu' alte in Europa. Questo lungo percorso e' riassunto nellibro '150 anni di Sanita' Italiana' di Walter Pasini, espertodi medicina dei viaggi e per anni collaboratore dell'Oms per laTravel Medicine. Una storia avvincente, corredata da un riccoapparato iconografico, che parte dalla battaglia di Solferino,passaggo chiave del nostro Risorgimento ma anche scenario dellanascita della Croce Rossa Internazionale, passando per unexcursus su tutti i medici che ebbero un ruolo cruciale nellapolitica di quegli anni, da Lanza a Farini, da Bertani aBaccelli. E poi, in eta' umbertina, il primo Nobel (CamilloGolgi, studioso del cervello e del sistema nervoso come RitaLevi Montalcini) e la prima legge che unifico' il paese sulpiano dell'assistenza sanitaria, la Crispi-Pagliani del 1888. Un Italia rurale che pero' fa passi avanti nella cura dellemalattie piu' letali, a partire dalla malaria, contro cui sidiffonde il chinino distribuito dallo Stato ai primi delNovecento. La lotta alle malattie, che comprende anche colera,Tbc, febbre tifoide, passa per una figura fondamentale per lasanita' italiana e anche, in qualche modo, per la creazione diun sentire pubblico: il medico condotto, che per decennirappresenta lo Stato nelle case dei malati. Cambiano gliospedali, ancora grazie a Crispi, passando da opere pie perl'assistenza gratuita ai poveri a istituzioni che saranno lacolonna vertebrale del servizio sanitario nazionale. E nasce,nel 1929, una nuova branca, la medicina del lavoro. Il libroesamina poi le tappe salienti del XX secolo, punteggiato da dueatroci guerre mondiali ma anche da grandi scoperte nel campodelle vaccinazioni, della chirurgia, della diagnostica perimmagini, che trasformano lentamente l'Italia in un paeseall'avanguardia in campo sanitario. Che si dota delleistituzioni necessarie per far funzionare un sistema semprepiu' complesso: nel 1934 l'Istituto Superiore di Sanita', nel1958 il ministero della Sanita', scorportato dagli Interni. Oggi, scrive Pasini, le emergenze non si chiamano piu' tifoecolera, ma tumori, malattie cardiovascolari, obesita'. Nuovesfide per una sanita' nuova: nel 1978 nasce il serviziosanitario nazionale, che estende il diritto alla tutelasanitaria a tutta la popolazione. Un principio che la riformadel Titolo V, che da' alle Regioni la competenza in materiasanitaria, non intacca, ma che e' chiamato oggi a evitaredisomogeneita' regionali salvaguardando il diritto alle curegratuite. (AGI)Nic