Web Serie: Barbiero, per l'horror italiano il futuro e' in rete

(AGI) - Roma, 27 set. - Il passato dell'horror italiano e' ingrandi nomi del cinema; il presente nelle piccole produzioni abasso costo. Per questo il futuro di un genere che in Italia hapartorito registi del calibro di Dario Argento, Mario Bava eLucio Fulci, e' nel web. Ne e' convinto Daniele Barbiero,regista e sceneggioatore della web serie 'F*ck the zombies',pe'resentata al Roma Web Fest.Perche' l'horror ha tanto successo nelle web serie? Perche' e' un genere poco considerato dalle produzionicinematografiche italiane, se non per alcuni prodotti lowbudget. Sui film di genere l'Italia ha un grande passato maattualmente si producono quasi solo commedie o film drammaticie sul web si puo' sperimentare e incontrare quella fascia dipubblico appassionata. Credo inoltre che la sperimentazione attuata dai giovanifilmaker sia legata a doppio filo al "genere", che sia horror ofantascienza.Le web serie sono un genere che ha un mercato in se' oppuresono una scorciatoia di autori e attori per arrivare piu'facilmente al mondo del cinema? Parlare di mercato nell'accezione cui siamo abituati e'prematuro: ancora non esiste un meccanismo sicuro di ricavi chepossa invogliare i classici produttori a investire sulle webseries. Infatti, la maggior parte dei prodotti che prendonovita sul web sono autoproduzioni o forme sperimentali didistribuzioni cross-mediali. Per quanto riguarda i giovani autori non la definireiscorciatoia poiche' il mercato cinematografico e' molto chiusoe i produttori cercano sempre di rifugiarsi nei nomi "sicuri"(?) senza credere piu' di tanto in prodotti piu' piccoli e con,paradossalmente, minor margine di rischio. Credo che sia unodei nuovi modi per realizzare un prodotto e farlo "scontrare"con un'audience, poi ovvio la speranza e' quello di fardiventare la propria passione un lavoro.Quali ingredienti deve avere secondo te una web serie per averesuccesso?Non credo ci sia una formula per il successo, ma sicuramentenon possono essere trascurati tre ingredienti fondamentali: unabuona sceneggiatura, un'idea di regia e un canale distributivoimportante.Sul primo mi punto parecchio perche' nasco sceneggiatore efinche' non sono totalmente soddisfatto del prodotto, non mettoin moto la produzione esecutiva del progetto; l'idea di regiae' fondamentale per diversificare il proprio prodotto dallerestanti web series e dargli un'anima, fedele all'autore; ilcanale di distribuzione, infine, e' cio' che permette alprodotto di arrivare al pubblico: piu' e' "forte" e piu'possibilita' ci sono che possa raggiungere un'audience piu'vasta. Ci sono casi di prodotti divenuti virali autonomamentema per lo piu' la popolarita' dell'autore, dell'attore o delcanale distributivo stesso, indirizzano l'andamento della webseries.Poi bisogna anche guardare lo scopo dell'autore: se il meroraggiungimento di un alto numero di clic o altro. Personalmentecon F*ck The Zombies! puntiamo alla ricerca di una produzioneche ci permetta di realizzare l'intera serie. (AGI)

(AGI) - Roma, 27 set. - Il passato dell'horror italiano e' ingrandi nomi del cinema; il presente nelle piccole produzioni abasso costo. Per questo il futuro di un genere che in Italia hapartorito registi del calibro di Dario Argento, Mario Bava eLucio Fulci, e' nel web. Ne e' convinto Daniele Barbiero,regista e sceneggioatore della web serie 'F*ck the zombies',pe'resentata al Roma Web Fest.

Perche' l'horror ha tanto successo nelle web serie?

Perche' e' un genere poco considerato dalle produzionicinematografiche italiane, se non per alcuni prodotti lowbudget. Sui film di genere l'Italia ha un grande passato maattualmente si producono quasi solo commedie o film drammaticie sul web si puo' sperimentare e incontrare quella fascia dipubblico appassionata. Credo inoltre che la sperimentazione attuata dai giovanifilmaker sia legata a doppio filo al "genere", che sia horror ofantascienza.

Le web serie sono un genere che ha un mercato in se' oppuresono una scorciatoia di autori e attori per arrivare piu'facilmente al mondo del cinema?

Parlare di mercato nell'accezione cui siamo abituati e'prematuro: ancora non esiste un meccanismo sicuro di ricavi chepossa invogliare i classici produttori a investire sulle webseries. Infatti, la maggior parte dei prodotti che prendonovita sul web sono autoproduzioni o forme sperimentali didistribuzioni cross-mediali. Per quanto riguarda i giovani autori non la definireiscorciatoia poiche' il mercato cinematografico e' molto chiusoe i produttori cercano sempre di rifugiarsi nei nomi "sicuri"(?) senza credere piu' di tanto in prodotti piu' piccoli e con,paradossalmente, minor margine di rischio. Credo che sia unodei nuovi modi per realizzare un prodotto e farlo "scontrare"con un'audience, poi ovvio la speranza e' quello di fardiventare la propria passione un lavoro.

Quali ingredienti deve avere secondo te una web serie per averesuccesso?

Non credo ci sia una formula per il successo, ma sicuramentenon possono essere trascurati tre ingredienti fondamentali: unabuona sceneggiatura, un'idea di regia e un canale distributivoimportante.Sul primo mi punto parecchio perche' nasco sceneggiatore efinche' non sono totalmente soddisfatto del prodotto, non mettoin moto la produzione esecutiva del progetto; l'idea di regiae' fondamentale per diversificare il proprio prodotto dallerestanti web series e dargli un'anima, fedele all'autore; ilcanale di distribuzione, infine, e' cio' che permette alprodotto di arrivare al pubblico: piu' e' "forte" e piu'possibilita' ci sono che possa raggiungere un'audience piu'vasta. Ci sono casi di prodotti divenuti virali autonomamentema per lo piu' la popolarita' dell'autore, dell'attore o delcanale distributivo stesso, indirizzano l'andamento della webseries.Poi bisogna anche guardare lo scopo dell'autore: se il meroraggiungimento di un alto numero di clic o altro. Personalmentecon F*ck The Zombies! puntiamo alla ricerca di una produzioneche ci permetta di realizzare l'intera serie. (AGI)