WEC 2010: DESCALZI (ENI), TRE REGOLE PER UNA NUOVA SOSTENIBILITA' (2)

(AGI) - Montreal, 16 set. - La prima regola e' quella dellecompetenze: "Una delle lezioni che abbiamo imparato da quantoaccaduto nel Golfo del Messico - ha detto il direttore generaleE&P di Eni - e' la necessita' che le compagnie petroliferediano inizio ad un processo di re- internalizzazione dellecompetenze di base". La seconda regola e' quella della "doppiabandiera". Secondo Descalzi, "l'industria ha bisogno di unnuovo modello di cooperazione basato su una piena integrazionee una partnership reale con i Paesi ospitanti. Dobbiamopartecipare - ha detto - allo sviluppo locale, investendo nelpaese e

(AGI) - Montreal, 16 set. - La prima regola e' quella dellecompetenze: "Una delle lezioni che abbiamo imparato da quantoaccaduto nel Golfo del Messico - ha detto il direttore generaleE&P di Eni - e' la necessita' che le compagnie petroliferediano inizio ad un processo di re- internalizzazione dellecompetenze di base". La seconda regola e' quella della "doppiabandiera". Secondo Descalzi, "l'industria ha bisogno di unnuovo modello di cooperazione basato su una piena integrazionee una partnership reale con i Paesi ospitanti. Dobbiamopartecipare - ha detto - allo sviluppo locale, investendo nelpaese e promuovendo la diversificazione dell'economia e lariduzione della loro dipendenza dalle esportazioni dipetrolio". La terza e' la "regola dell'etica". Di problema etico parla anche il senatore Hart, chesottolinea come il dovere di una generazione verso legenerazioni future sia "lasciare un mondo migliore di quelloche ha ereditato". L'aumento della domanda di energia "deveessere affrontato nei limiti permessi dal nostro pianeta" hadetto Hart, affermando che si tratta "di una questione morale,non politica". Daniel Yergin e' tornato sul rapporto traindustria dell'oil&gas e Paesi ospitanti, ribadendo come questiultimi debbano poter beneficiare dei proventi del petrolio intermini di "crescita economica, opportunita' e miglioricondizioni di vita". Moises Naim si e' concentrato sulla quarta"R", quella della reputazione. "La rivoluzionedell'informazione, la concorrenza spietata, nuovi standard dicontrollo, trasparenza e responsabilita' e un ambienteeconomico in rapida evoluzione - ha spiegato - hanno aumentatoil rischio del verificarsi di eventi che compromettono lareputazione di una societa' e dei suoi dirigenti". Oggi, haaggiunto citando uno studio di Oxford Metrica, c'e' "l'80% diprobabilita' che un'azienda o un personaggio pubblico possanoincorrere in uno scandalo". E gli esempi non mancano: da Toyotaa BP a Tiger Woods. (AGI)Cli/Ccc