Wcc: Mihok; Ttip negoziato complesso, procedere piano

(AGI) - Torino, 11 giu. - E' giusto che il negoziato sulTransatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) per lacreazione di un'area di libero scambio tra Usa e Ue procedalentamente in quanto le strutture economiche dei due blocchisono cosi' differenti che sarebbe sbagliato assumere senzaattente valutazioni una decisione che avra' un impatto cosi'profondo sulle future generazioni. E' la tesi di Peter Mihok,presidente della World Chambers Federation, intervistatodall'Agi durante i lavori del World Chambers Congress in corsoa Torino. "L'idea di base, liberalizzare gli scambi tra duegrandi attori economici globali, e' corretta ma

(AGI) - Torino, 11 giu. - E' giusto che il negoziato sulTransatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) per lacreazione di un'area di libero scambio tra Usa e Ue procedalentamente in quanto le strutture economiche dei due blocchisono cosi' differenti che sarebbe sbagliato assumere senzaattente valutazioni una decisione che avra' un impatto cosi'profondo sulle future generazioni. E' la tesi di Peter Mihok,presidente della World Chambers Federation, intervistatodall'Agi durante i lavori del World Chambers Congress in corsoa Torino. "L'idea di base, liberalizzare gli scambi tra duegrandi attori economici globali, e' corretta ma leproblematiche che sorgono sono numerose", ha spiegato Mihok,"il primo problema fondamentale e' che da una parte c'e'un'economia fortemente liberalizzata come quella statunitense edall'altra una fortemente regolamentata come l'Unione Europea,la cui struttura normativa diventa ogni anno sempre piu'rigida; il secondo problema fondamentale e' che al tavolonegoziale la delegazione Usa si presenta compatta e conistruzioni chiare, mentre quella europea e' composta da 28paesi diversi con istanze diverse, problemi diversi e livellidi evoluzione economica differenti". "Ci sono poi altrecriticita', legate alle norme diversissime in campi quali lasicurezza, l'arbitrato o la produzione alimentare", ha aggiuntoil presidente della World Chambers Federation, "i negoziaticontinueranno ma e' evidente che la tabella di marcia stabilitaall'inizio non era realistica, dovremmo procedere a unavelocita' molto ragionevole in quanto si tratta di unadecisione che avra' un forte impatto sulle generazioni future,quindi bisogna trattare molto lentamente per valutare conattenzione le possibili conseguenze, sia positive chenegative". (AGI)