MEDITERRANEO: FORUM, STATI "HANNO FALLITO", VIA A NUOVO PERCORSO

(AGI) - Catania, 10 dic. - La Primavera Araba e il disagio deipopoli mediterranei schiacciati dalla crisi finanziariainternazionale sono le ragioni ineludibili per rivederecriticamente tutta la politica mediterranea, al fine diaggiornarla e rilanciarla. E' questo il primo punto delleconclusioni del Forum interistituzionale mediterraneo, che sie' svolto ieri e oggi a Catania. Il Forum, come indicato sindalle prime battute dal presidente della Regione sicilianaRaffaele Lombardo e come ribadito nel documento finale, vuolesegnare la strada della rottura nei confronti del metodopraticato "da molti governi europei di delegare a dittaturedispotiche il presidio

(AGI) - Catania, 10 dic. - La Primavera Araba e il disagio deipopoli mediterranei schiacciati dalla crisi finanziariainternazionale sono le ragioni ineludibili per rivederecriticamente tutta la politica mediterranea, al fine diaggiornarla e rilanciarla. E' questo il primo punto delleconclusioni del Forum interistituzionale mediterraneo, che sie' svolto ieri e oggi a Catania. Il Forum, come indicato sindalle prime battute dal presidente della Regione sicilianaRaffaele Lombardo e come ribadito nel documento finale, vuolesegnare la strada della rottura nei confronti del metodopraticato "da molti governi europei di delegare a dittaturedispotiche il presidio dei territori per farne i partner deigrandi affari economici". Dalla due giorni e' partito anche un messaggio all'UnioneEuropea, che "non si e' finora data una vera dimensionepolitica per l'arroccamento degli Stati membri a difesa deivecchi poteri nazionali". Le Regioni sono considerate "lo snodoin cui la dimensione locale confluisce con gli altri livelli digovernance" e "possono trasmettere le proposte e l'energia chepromana dai territori e dalle specificita' locali all'Ue, ancheattraverso gli strumenti creati per favorire la cooperazionemediterranea, come l'Assemblea dei Parlamenti, l'ARLEM el'UPM". Le Regioni, si legge ancora nel documento finale, con ifondi quasi residuali destinati ai programmi della Cooperazioneterritoriale transnazionale (meno del 2% degli stanziamenti deifondi strutturali) e della politica di prossimita', hannoottenuto importanti risultati: duemila progetti presentati suibandi dei principali programmi con oltre diecimila partnertransnazionali (4/6 per ciascun progetto fra universita',imprese, associazioni, enti locali, camere di commercio) conun?alta percentuale di idoneita' giudicata da rigidi nuclei divalutazione, ma solo qualche centinaio finanziati e realizzaticon gli esigui fondi disponibili. Su questa rete, gia'consistente, bisogna puntare, con i partenariati diffusi, unapolitica mediterranea dei territori, dei soggetti regionali elocali e delle società civili, multilaterale e sostitutiva diquella, "fallita", dei protocolli intergovernativi. (AGI)Zec