Commercio: Itc, 'business model' in Africa; Moda aiuta donne

(AGI) - Torino, 12 giu. - Lo sviluppo dell'Africa passa perl'economia, per la creazione di piccole e medie imprese chetrasformano l'artigianato in business e le donne inimprenditrici. A raccontare l'esperienza di un progetto 'etico'ma soprattutto innovativo che sta diventando un 'modello' dicommercio, e' Arancha Gonzalez, direttore esecutivo di Itc,l'International Trade Center con base a Ginevra. "Lo slogan delnostro progetto e' 'Non carita' ma lavoro" ha detto Gonzalezall'AGI parlando di 'Ethical Fashion', il progetto focalizzatosul mondo della moda e realizzato in alcuni paesi africani tracui il Kenya. "Il nostro obiettivo -

(AGI) - Torino, 12 giu. - Lo sviluppo dell'Africa passa perl'economia, per la creazione di piccole e medie imprese chetrasformano l'artigianato in business e le donne inimprenditrici. A raccontare l'esperienza di un progetto 'etico'ma soprattutto innovativo che sta diventando un 'modello' dicommercio, e' Arancha Gonzalez, direttore esecutivo di Itc,l'International Trade Center con base a Ginevra. "Lo slogan delnostro progetto e' 'Non carita' ma lavoro" ha detto Gonzalezall'AGI parlando di 'Ethical Fashion', il progetto focalizzatosul mondo della moda e realizzato in alcuni paesi africani tracui il Kenya. "Il nostro obiettivo - ha spiegato Gonzalez aTorino per partecipare al nono World Chambers Congress - e'quello di assicurarci che l'economia di questi paesi funzionibene, che sia produttiva, competitiva ma soprattutto piu'sicura" ha spiegato. "Trattiamo con i governi su questioni comela sicurezza, le regole del commercio, la semplificazione delleprocedure doganali, il dialogo pubblico-privato. Poi anche conle istituzioni di commercio e investimenti locali". "Le Pmisono il 90% di tutte le imprese, in Italia come in Benin. Eaiutare questo 90%, che alla fine rappresenta il 40-50% postidi lavoro, non si puo' fare senza l'aiuto istituzionale diqueste organizzazioni". In fondo, ha spiegato Gonzalez, "questipaesi hanno i nostri stessi problemi, non conoscono i mercati,non accedono al credito. Certo, il profilo di rischio e'diverso ma il problema e' soprattutto quello della qualita' deiloro prodotti". E l'Itc e' qui che interviene educando,formando l'imprenditoria locale aiutandola a innalzare illivello qualitativo dei loro prodotti e poi esportarli. "InAfrica c'e' un problema di qualita' e competitivita', moltoaziende non possono esportare perche' nessuno compra, non sologli europei e gli americani, ma anche i cinesi e i brasiliani"."Abbiamo educato le imprese in Etiopia, Ruanda, Burundi nelsettore del caffe'". "Ci siamo occupati delle donne - haproseguito - e i rusultati sono stati incredibili".Un'esperienza fatta soprattutto in Kenya. "Qui 4000 donnelavorano per l'alta moda. Noi le abbiamo aiutate a produrrecapi che sono stati venduti a McCarney, Viviane Westwood,Armani. Abbiamo avuto risultati pazzeschi". "Donne chelavoravano a meno di un dollaro al giorno prima ora lo fannoper 12 dollari. Abbiamo creato una ditta che poi e' statavenduta a una grande imprenditrice keniana e le donne che vilavorano sono uscite dalle bidonville, hannocomprato una casain citta'. Hanno dato da mangiare ai loro figli e li hannofatti studiare ". "I mercati - ha continuato Gonzalez - hannouna forza pazzesca per ridurre la poverta'". Ora la sfidadell'Itc e' quella di "cercare multinazionali in India, Cina,ma anche Europa e Usa, che siano pronte a inserire un milionedi donne in catena di produzione". "Abbiamo creato un businessmodel e intendiamo portarlo avanti" ha concluso. .