TV VIOLENTA: MARINI, PARLATE AI VOSTRI FIGLI

(AGI) - Roma, 2 nov. - Amore e dialogo: questa, per ValeriaMarini, la ricetta per tenere bambini e ragazzi al riparo dalbombardamento che arriva dalla telvisione, da internet e daglialtri mezzi di comunicazione di massa. Un tema che vieneaffrontato nel primo film da produttrice di Valeria Marini, 'Iwant to be a soldier', storia di Alex, un bambino di dieci anniaffascinato dalla violenza che vive con i videogiochi, in tv esu internet e che lo porta ad una progressiva alienazione finoalla totale chiusura in se stesso. Nessuna volonta' di entrarein competizione diretta

TV VIOLENTA: MARINI, PARLATE AI VOSTRI FIGLI

(AGI) - Roma, 2 nov. - Amore e dialogo: questa, per ValeriaMarini, la ricetta per tenere bambini e ragazzi al riparo dalbombardamento che arriva dalla telvisione, da internet e daglialtri mezzi di comunicazione di massa. Un tema che vieneaffrontato nel primo film da produttrice di Valeria Marini, 'Iwant to be a soldier', storia di Alex, un bambino di dieci anniaffascinato dalla violenza che vive con i videogiochi, in tv esu internet e che lo porta ad una progressiva alienazione finoalla totale chiusura in se stesso. Nessuna volonta' di entrarein competizione diretta con Vittorio Cecchi Gori, suo exmarito: Valeria Marini ammette: "il fatto di essere statavicina a Vittorio mi ha consentito di imparare molte cose". Ilsuo film 'I want to be a soldier' e' inserito nella sezione'alice nella citta'' del Festival capitolino. "Una cosa che ioho voluto fortemente e per la quale mi sono battuta. Fare laproduttrice e' anche questo", dice sorridente. Un'opportunita',quella di partecipare al film, nata quasi per caso: "era unobiettivo che mi ero prefissata, ma tutto e' nato con unviaggio in Spagna: ho incontrato una mia amica giornalista chemi ha detto che c'era questa idea di girare un filmsull'impatto dei messaggi violenti sui minori. Non ci hopensato due volte". Per caso sembra essere anche nata l'ideadel film. Valeria Marini spiega che il regista, ChristianMolina, "stava sfogliando un quotidiano in cui venivanoriportati dei dati a dir poco allarmanti. Se i genitori non loimpediscono, c'era scritto sul giornale, un adolescentecompiuti di 18 anni avra' visto in media quaranta mila omicidie duecento mila atti di violenza in televisione, cinema evideogiochi. Da li' e' nata l'idea". Non e', tuttavia, un attod'accusa alla televisione. Valeria Marini precisa che "abbiamovoluto mettere in evidenza la pericolosita' della mole deimessaggi violenti o, in altro modo, sbagliati a cui sonosottoposti bambini e ragazzi. Senza che questi abbiano al lorofianco genitori o insegnanti a fare da scudo". Gli strumentiper evitare derive come quella presa da Alex, protagonista delfilm, sono "amore e dialogo", come spiega ancora la Marini.