Migranti: Manservisi (Ue), stiamo lavorando anche con la Turchia

(AGI) - Roma, 27 ott. - Per affrontare la crisi dei migrantil'Ue sta lavorando anche con la Turchia, "negoziando un pianodi azione affinche' possa essere parte della soluzione": lo haaffermato Stefano Manservisi, capo gabinetto dell'Altorappresentante della Politica estera Ue, a margine dellaconferenza "Migrants at sea" ospitata da Confitarma a Romanell'ambito del Festival della Diplomazia. Di fatto Ankara, haspiegato, "e' gia' parte della soluzione, ha delleresponsabilita' che sta affrontando ma che dobbiamo affrontareinsieme, ha problemi di migranti illegali, di integrazione esorveglianza delle frontiere", tutti fronti sui quali "bisognalavorare insieme". "Abbiamo

(AGI) - Roma, 27 ott. - Per affrontare la crisi dei migrantil'Ue sta lavorando anche con la Turchia, "negoziando un pianodi azione affinche' possa essere parte della soluzione": lo haaffermato Stefano Manservisi, capo gabinetto dell'Altorappresentante della Politica estera Ue, a margine dellaconferenza "Migrants at sea" ospitata da Confitarma a Romanell'ambito del Festival della Diplomazia. Di fatto Ankara, haspiegato, "e' gia' parte della soluzione, ha delleresponsabilita' che sta affrontando ma che dobbiamo affrontareinsieme, ha problemi di migranti illegali, di integrazione esorveglianza delle frontiere", tutti fronti sui quali "bisognalavorare insieme". "Abbiamo cominciato un dialogo bilaterale specifico che haportato alla definizione di un piano di azione ben concreto dicose da fare insieme che stiamo finalizzando nel negoziato e lediscussioni sono quotidiane", ha ribadito Manservisi, definendo"del tutto secondario" la mancanza di Ankara al tavolo delsummit di domenica a Bruxelles. In quell'occasione, "bisognavasoprattutto identificare vie per stabilizzare e gestire lepersone che sono gia' nei Balcani e quelle che arriveranno, conAnkara stiamo discutendo per evitare che ci sia un esodo dimassa" dei profughi che ospita sul suo territorio. Un altro fronte sul quale si sta lavorando e' quello deirimpatri: "bisogna fare in modo che le decisioni degli Statisiano traducibili rapidamente in azioni", ha sottolineatoManservisi, ricordando che "i decreti di espulsione sonomaggiori delle espulsioni stesse, la media europea e' al 40%,c'e' quindi qualcosa che non funziona". Parallelamente, l'Ue e'attiva per "avere molta piu' cooperazione con i Paesi dirientro". In quest'ottica, si inseriscono le recenti visite indiversi Paesi dell'Africa centrale e orientale "per sostenerlidiplomaticamente, politicamente e attivamente con mezzifinanziari" con l'obiettivo di "facilitare i rientri ma anchel'integrazione". La strada verso un'Europa con una voce unica e' stataimboccata, ha aggiunto Manservisi, "l'importante e' usarestrumenti giuridici, operativi e finanziari in manieracoordinata e questo si sta facendo molto di piu' che alcunianni fa: si sta avanzando nella gestione piu' comune dellefrontiere, nella ripartizione piu' comune delle responsabilita'e nell'utilizzo di fondi". (AGI).