Fellin (Iai), partecipazione donne cresce ma ancora bassa

(AGI) - Roma, 25 ott. - "Anche se la partecipazione delle donnenei processi di pace e' sicuramente aumentata, di 31 tra imaggiori negoziati che hanno avuto luogo fra il 1992 e il 2011solo il 9% aveva delle donne fra i suoi negoziatori e solo il3% del personale militare delle missioni Onu erano donne". E'questa la constatazione di Irene Fellin, consulente di ricercadell'Istituto Affari Internazionali (Iai) di Roma e gia'consigliere del Rappresentante speciale della Nato per ledonne, che prendera' parte domani alla tavola rotonda "Donne,pace e sicurezza: 15 anni dopo la risoluzione

(AGI) - Roma, 25 ott. - "Anche se la partecipazione delle donnenei processi di pace e' sicuramente aumentata, di 31 tra imaggiori negoziati che hanno avuto luogo fra il 1992 e il 2011solo il 9% aveva delle donne fra i suoi negoziatori e solo il3% del personale militare delle missioni Onu erano donne". E'questa la constatazione di Irene Fellin, consulente di ricercadell'Istituto Affari Internazionali (Iai) di Roma e gia'consigliere del Rappresentante speciale della Nato per ledonne, che prendera' parte domani alla tavola rotonda "Donne,pace e sicurezza: 15 anni dopo la risoluzione 1325 delConsiglio di Sicurezza" organizzata nell'ambito del Festivaldella Diplomazia. Le donne, che rappresentano piu' del 50% della popolazione,possono giocare un ruolo chiave nella risoluzione dei conflittipoiche', spiega Fellin, "quando le donne sono presenti altavolo dei negoziati la possibilita' che gli accordi di pacedurino almeno due anni aumenta del 20% e piu' di 15 anni del35%". E proprio nei paesi in cui l'uguaglianza di genere e'piu' affermata "la possibilita' che un conflitto possariesplodere diminuisce drasticamente in quanto le donne sonomaggiormente predisposte al riconoscimento dei segnali dellaradicalizzazione della violenza e dei precursori di una crisi"ha aggiunto l'ex consigliere della Nato. Il 31 ottobre saranno trascorsi 15 anni dall'approvazionedella risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. "Unmomento storico, poiche' tale risoluzione porto' per la primavolta i diritti delle donne al centro dell'agenda di sicurezzainternazionale, riconoscendo ufficialmente e all'unanimita'anche l'intrinseco legame che esiste fra uguaglianza di generee la realizzazione di una pace duratura" ha sottolineatoFellin. A distanza di 15 anni e' oggi possibile fare un primobilancio dell'attuazione della risoluzione. Secondo Fellin "il bilancio purtroppo non e' esaltante ec'e' ancora molto lavoro da fare per colmare il gap che esistefra le parole e le politiche di palazzo e l'effettivaattuazione dei principi della 1325". L'Italia e' comunque inprima linea su questo fronte, avendo sviluppato nel 2010 unPiano d'Azione Nazionale (Pan) che vede un direttocoinvolgimento del Ministero degli Esteri. "Ma la Farnesina none' l'unico interlocutore chiamato in causa"- ha conclusoFellin- "L'Italia puo' fare molto anche a livello nazionalecome dimostrato dal recente corso istituito dallo Statomaggiore della Difesa per la formazione della figura di GenderAdvisor, che ha appena chiuso la seconda edizione". (AGI)Red/Zec