Sbarra (Fai Cisl),sprecati ogni anno 1, 3mld tonnellate cibo

(AGI) - Rho (Milano), 12 giu. - L'Italia spreca ogni anno 1,3miliardi di tonnellate di cibo, per un valore di 750 miliardidi dollari; si buttava via, in sostanza, una quantita' di cibotale per soddisfare tre quarti della popolazione nazionale. Ildato e' stato riportato dal commissario nazionale Fai Cisl,Luigi Sbarra, che questa mattina a Expo Milano 2015, e'intervenuto al convegno organizzato dal sindacato a CascinaTriulza su lavoro e agrolimentare. Sbarra ha invitato a puntaresulla qualita' dei prodotti, ma anche su quella del lavoro, inun settore, quello dell'agroalimentare, dove bisogna"capitalizzare" gli indicatori

(AGI) - Rho (Milano), 12 giu. - L'Italia spreca ogni anno 1,3miliardi di tonnellate di cibo, per un valore di 750 miliardidi dollari; si buttava via, in sostanza, una quantita' di cibotale per soddisfare tre quarti della popolazione nazionale. Ildato e' stato riportato dal commissario nazionale Fai Cisl,Luigi Sbarra, che questa mattina a Expo Milano 2015, e'intervenuto al convegno organizzato dal sindacato a CascinaTriulza su lavoro e agrolimentare. Sbarra ha invitato a puntaresulla qualita' dei prodotti, ma anche su quella del lavoro, inun settore, quello dell'agroalimentare, dove bisogna"capitalizzare" gli indicatori positivi, per una competitivita'del settore - da realizare "non svalutando il lavoro, mapuntando sull'eccellenza, tipicita' e multifunzionalita'". In cui ci sono numeri positivi come i "2,6 miliardi di euromossi ogni anno dall'E-commerce agroalimentare", ma anchenumeri su cui ci sono margini di intervento, come i "60 milionidi euro superati dal fatturato del falso agroliamentare". "Lanostra miniera - ha detto Sbarra - e' la qualita'. Bisognapuntare su questo perche' l'Italia e' uno scrigno di culture,che danno vita a moltitudine di tradizioni specifiche. Questopatrimonio va valorizzato e difeso dalle insidie quotidiane.Bisogna accelerare - ha proseguito -, allargare le tutele atutti i lavoratori". Il commissario nazionale della Fai Cislha, infatti, fatto notare che "si e' allargata laglobalizzazione dei mercati, ma non si e' altrettanto evolutala globalizzazione dei diritti" con il risultato di "tensionievidenti tra lavoratori, paesi e sistemi economici". Lasoluzione sarebbe dunque quella di una "progressivaarmonizzazione della normativa sul lavoro agricolo. Senzaquesto - ha aggiunto Sbarra - si favoriscono forme diconcorrenza sleale, con importanti ricadute sociali per lenazioni piu' evolute". (AGI).