Oltre 500 donne coinvolte e 68 bimbi nati con progetto 'migranti'

(AGI) - Rho (Milano), 29 set. - Oltre 500 donne coinvolte incolloqui di prevenzione, 376 prese in carico, 118 accompagnatealla gravidanza e 68 bambini nati: sono questi i risultati delprogetto 'Prevenzione amica delle donne migranti a Milano'avviato nella primavera del 2014 grazie alla collaborazione traFondazione Bracco, Comune di Milano con Asl e Opera SanFrancesco per i poveri e dedicato alla tutela della salutematerno-infantile nelle donne immigrate a Milano. Destinatariedell'iniziativa, di cui si e' parlato oggi allo spazio Me andWe - Women for Expo al Padiglione Italia, sono le donne, ingravidanza

(AGI) - Rho (Milano), 29 set. - Oltre 500 donne coinvolte incolloqui di prevenzione, 376 prese in carico, 118 accompagnatealla gravidanza e 68 bambini nati: sono questi i risultati delprogetto 'Prevenzione amica delle donne migranti a Milano'avviato nella primavera del 2014 grazie alla collaborazione traFondazione Bracco, Comune di Milano con Asl e Opera SanFrancesco per i poveri e dedicato alla tutela della salutematerno-infantile nelle donne immigrate a Milano. Destinatariedell'iniziativa, di cui si e' parlato oggi allo spazio Me andWe - Women for Expo al Padiglione Italia, sono le donne, ingravidanza o in eta' fertile, che vivono in condizioni divulnerabilita' a causa della loro esperienza migratoria e chenon hanno accesso ai normali percorsi di cura. Il progetto haquindi offerto servizi di prevenzione e screening per ridurre irischi di danni fetali e neontali derivanti dalle principaliinfezioni quali toxoplasmosi e rosolia. Tra le donnecoinvolte, si e' registrata una prevalenza di provenienti da ElSalvador (34%), Romania (18%) e Ucraina (13%); sono stateeseguite quasi 1300 prestazioni sanitarie tra visiteginecologiche, esami ematici, ecografie morfologiche e paptest. "Crediamo molto alla necessita' di sviluppare epromuovere al massimo azioni per la tutela della salute delladonna - ha detto l'assessore alle Politiche sociali del Comunedi Milano, Pierfrancesco Majorino - e crediamo che sulle donnemigranti si debba fare un lavoro in piu', peche' c'e'diffendenza verso le strutture socio-sanitare, o a volte lestrutture socio-sanitarie non sono attrezzate. Diventa quindifondamentale mettere in campo iniziative come queste che,grazie alla rete sul territorio, riescono a dare risposteconcrete ai loro bisogni". "Oltre ai risultati in camposanitario - ha aggiunto la presidente della Fondazione Bracco,Diana Bracco - il progetto ha l'ulteriore valenzadell'empowerment delle donne migranti attraverso un percorsosoprattutto sociale e psicologico". (AGI).