National day Sierra Leone, "dopo Ebola per noi sfida crescita"

(AGI) - Rho (Milano), 28 set. - Freetown, la terra degli uominiliberi. E' cosi' che e' nata la capitale della Sierra Leone,che oggi ha celebrato il suo national day all'Expo di Milano.Un paese che ha passato periodi di guerra feroce e chenell'ultimo anno ha dovuto affrontare un'epidemia di Ebolasenza precedenti nella storia del continente africano e che hacoinvolto tre paesi: Guinea, Liberia e, appunto, la SierraLeone che, da sola, ha avuto 4 mila morti. Un paese, tuttavia,che vuole tornare in piedi con tutta la dignita' di cui e'capace. Questo orgoglio e'

(AGI) - Rho (Milano), 28 set. - Freetown, la terra degli uominiliberi. E' cosi' che e' nata la capitale della Sierra Leone,che oggi ha celebrato il suo national day all'Expo di Milano.Un paese che ha passato periodi di guerra feroce e chenell'ultimo anno ha dovuto affrontare un'epidemia di Ebolasenza precedenti nella storia del continente africano e che hacoinvolto tre paesi: Guinea, Liberia e, appunto, la SierraLeone che, da sola, ha avuto 4 mila morti. Un paese, tuttavia,che vuole tornare in piedi con tutta la dignita' di cui e'capace. Questo orgoglio e' stato celebrato a Expo, senzafronzoli, con sobrieta', forse per rispetto delle vittime diEbola. Il capo delegazione sierraleonese, il ministrodell'Agricoltura, Joseph Sam Sesay, vestito degli abititradizionali, ha voluto sottolineare che "Ebola ha portatoindietro il Paese, un Paese che ha fatto molti sforzi percrescere e, prima che si manifestasse il virus, era sulla buonastrada. I settori economici piu' colpiti sono stati quellominerario, quello turistico e quello agricolo. Molti operatorihanno dovuto lasciare il paese. Ma non solo. Oggi abbiamobisogno di piu' interventi nel settore della sanita' edell'educazione. Le scuole hanno riaperto di recente, lasanita' e' ancora sotto stress". In Sierra Leone, prima dellacatastrofe Ebola, il settore agricolo rappresentava il 52,9%del Pil nazionale. Nel 2014 l'agricoltura cresceva del 6,4%,collocandosi al settimo posto nel continente africano". Lapresenza della Sierra Leone si colloca nel cluster del riso,che rappresenta la base dell'agricoltura e su cui si basal'alimentazione del paese. "Nel 2013 - ha ricordato il ministroSesay - abbiamo avuto un surplus del 13% di produzione che haalimentato le esportazioni. Oggi, dopo Ebola, il programma disviluppo agricolo del Paese e' parte della strategiagovernativa per incrementare produzione e qualita', obiettivida raggiungere in 5 anni. Un programma che riguarda lo sviluppodell'intera filiera agricola, questa e' la nostra sfida". Programmi ambiziosi che raccontano di un paese che vuolerinascere, soprattutto crescere ai ritmi del pre-Ebola, quandoil Pil ha toccato punte del 7%, collocando la Sierra Leone trai 3 Paesi in rapido sviluppo in Africa. Il 2014 e' stato unanno di contrazione delle risorse derivanti dal settoreminerario e da quello agricolo che, da soli, fanno il Pil delPaese. Il ministro dell'Agricoltura non ha nascosto che inSierra Leone "perdiamo la meta' della produzione agricola,proprio per carenza di tecnologia. Per questo abbiamo bisognodi assistenza tecnica e di centri di ricerca. Nel 2010 c'e'stato un grande aumento dell'agro-business, con 45 milioniinvestiti da alcune aziende straniere. Il nostro obiettivo e'tornare a quei livelli". Sesay, poi, ha raccontato di unprogetto pilota e cioe' "i villaggi agricoli intelligenti chehanno lo scopo di raggiungere il movimento a chilometro zerodei prodotti e anche quello di ridurre l'immigrazione verso icentri urbani, che per noi e' un vero problema". Un villaggioche si trasforma in una "fattoria intelligente", un luogo dovele competenze di vari soggetti si incrociano per raggiungereuno scopo comune. Nella fattoria intelligente si pratica lacoltivazione del riso, la pesca sostenibile, si allevanopiccoli ruminanti e polli, vi sono centri per la salute e perl'educazione alimentare, scuole, il mercato, sistemi diirrigazione e impianti di produzione di energia. Con Expo, laSierra Leone vuole raggiungere l'obiettivo di studiare questomodello economico con un ente di ricerca italiano. Ladelegazione della Sierra Leone e' stata accolta dalsottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, a nomedel governo italiano. La Vicari ha espresso tutta la vicinanzae il sostegno dell'Italia agli sforzi che sta compiendo,ricordando che "ci sono 4 milioni di euro immediatamenteerogabili per l'emergenza e per arrivare all'eradicazionecompleta del virus Ebola. Ma siamo vicini al paese anche perconsentire alla Sierra Leone di vincere la sfida di trasformarei villaggi in fattorie intelligenti". (AGI).