Coldiretti: con Michelle +31% dieta mediterranea made Italy

(AGI) - Roma, 17 giu. - In controtendenza alla crisi leesportazioni negli Stati Uniti dei prodotti Made in Italy allabase della dieta mediterranea sono aumentate del 31 per centonegli anni dell'Amministrazione Obama, anche sotto la spintadella first lady verso una alimentazione piu' attenta allasalute. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti inoccasione della visita di Michelle Obama in Italia anche, perrecarsi anche ad Expo per parlare di lotta all'obesita' e cibosano, insieme alle figlie Malia e Sasha, e alla madre, MarianRobinson, sulla base dei dati relativi al commercio estero di

(AGI) - Roma, 17 giu. - In controtendenza alla crisi leesportazioni negli Stati Uniti dei prodotti Made in Italy allabase della dieta mediterranea sono aumentate del 31 per centonegli anni dell'Amministrazione Obama, anche sotto la spintadella first lady verso una alimentazione piu' attenta allasalute. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti inoccasione della visita di Michelle Obama in Italia anche, perrecarsi anche ad Expo per parlare di lotta all'obesita' e cibosano, insieme alle figlie Malia e Sasha, e alla madre, MarianRobinson, sulla base dei dati relativi al commercio estero divino, olio, ortofrutta, conserve di pomodoro e pasta nelperiodo dal 2007 al 2014 che coincidono peraltro con gli annidella crisi internazionale. L'azione di sensibilizzazione di Michelle Obama -sottolinea la Coldiretti - ha certamente contribuito alladiffusione oltre oceano della dieta mediterranea in alternativaal fast food spingendo peraltro il successo dei prodotti edella ristorazione Made in Italy. Il risultato e' che leesportazioni italiane di vino, olio, ortofrutta, conserve dipomodoro e pasta hanno raggiunto il valore record di 1,96miliardi di euro, dei quali 1,124 miliardi spesi per il vino,391 milioni per l'olio di oliva, 224 milioni per alla pasta e223 milioni tra ortofrutta fresca e conservata compresepassate, pelati e concentrato di pomodoro. L'azione positiva diMichelle Obama a supporto della buona alimentazione e' iniziata- sottolinea la Coldiretti - nella primavera 2009 appenasuccessiva all'insediamento alla Casa Bianca con larealizzazione di un rivoluzionario orto dove educare i bambiniin visita alla conoscenza delle regole della natura, dellastagionalita' e alle proprieta' dell'ortofrutta. una decisioneche ha avuto un importante valore simbolico per educare iragazzi al consumo di cibi sani, come la frutta e verdura.Nello stesso anno a luglio in visita a Roma Michelle haperaltro scelto nel ristorante "I maccheroni" un menu a base diassaggi di pasta alla carbonara, lasagna e amatricianaaccompagnati di vino rosso e prosecco facendosi notare per larichiesta della "doggy bag" con gli avanzi della cena comesegnale contro lo scandalo degli sprechi alimentari che neipaesi piu' sviluppati riguarda ben il 30 per cento del ciboacquistato. Le esportazioni di prodotti alimentari italiani negli StatiUniti peraltro - sostiene la Coldiretti - potrebberomoltiplicare con una migliore regolamentazione delle imitazionilocali del Made in Italy, cosiddetto italian souding, che sulterritorio statunitense superano quelli originali provenientidall'Italia, dai pomodori San Marzano prodotti in California aiwine kit Made in Usa che promettono di ottenere a casa in pochigiorni Chianti, Amarone, Valpolicella fino olio di olivaPompeian del Maryland che non ha nulla a che fare con la citta'degli scavi. In questo contesto e' particolarmente significativo ilpiano per l'export annunciato dal Governo italiano che prevedeper la prima volta azioni di contrasto all'italian sounding alivello internazionale", ha affermato il presidente dellaColdiretti Roberto Moncalvo. "Occorre anche coglierel'occasione della trattativa sull'accordo di libero scambio traUnione Europea e Stati Uniti, Transatlantic Trade andInvestment Partnership (Ttip) - sostiene Moncalvo - pertutelare le produzioni agro-alimentari italiane dallacontraffazione alimentare e del cosiddetto fenomenodell'Italian sounding molto diffuso in Usa. A questa realta' -conclude Moncalvo - se ne aggiunge pero' una ancora piu`insidiosa: quella dell'italian sounding di matrice italiana,che importa materia prima dai paesi piu` svariati, la trasformae ne ricava prodotti che successivamente vende come italianisenza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping chedanneggia e incrina il vero Made in Italy', perche' non esisteancora per tutti gli alimenti l'obbligo di indicare laprovenienza in etichetta".

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(AGI)



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