Istat: sale potere acquisto famiglie, cala pressione fiscale

(AGI) - Roma, 1 ott. - Aumentano i redditi e, il potered'acquisto delle famiglie italiane, grazie alla bassainflazione, cresce nel secondo trimestre come non accadeva dal2007, cioe' da prima della crisi. Migliorano anche i contipubblici e, pur restando elevata, cala la pressione fiscale.Secondo le rilevazioni dell'Istat, tenuto contodell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie e'aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente edell'1,1% rispetto al secondo trimestre del 2014. Per trovareun valore cosi' alto, su base annua, bisogna tornare indietrodi otto anni, e cioe' al secondo trimestre del 2007, quandol'aumento

(AGI) - Roma, 1 ott. - Aumentano i redditi e, il potered'acquisto delle famiglie italiane, grazie alla bassainflazione, cresce nel secondo trimestre come non accadeva dal2007, cioe' da prima della crisi. Migliorano anche i contipubblici e, pur restando elevata, cala la pressione fiscale.Secondo le rilevazioni dell'Istat, tenuto contodell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie e'aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente edell'1,1% rispetto al secondo trimestre del 2014. Per trovareun valore cosi' alto, su base annua, bisogna tornare indietrodi otto anni, e cioe' al secondo trimestre del 2007, quandol'aumento era stato del 3,5%. Nei primi sei mesi dell'anno, neiconfronti dello stesso periodo del 2014, il reddito disponibilein termini reali (tenuto conto dell'inflazione) ha registratouna crescita dello 0,8%. In crescita anche la spesa per iconsumi: nel secondo trimestre e' aumentata dello 0,7% rispettoal trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al corrispondenteperiodo del 2014. La propensione al risparmio delle famiglie,misurata al netto della stagionalita', si e' attestata all'8,7%nel periodo segnando una diminuzione di 0,2 punti percentualirispetto al trimestre precedente, ma un aumento di 0,5 puntipercentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2014. Incalo il tasso di investimento delle famiglie che e' stato parial 6%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto altrimestre precedente e di 0,2 punti percentuali nei confrontidel secondo trimestre del 2014. Buone notizie sul fronte deiconti pubblici. Nel secondo trimestre l'indebitamento nettodelle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil (datigrezzi) e' sceso allo 0,9%, in calo di 0,2 punti percentualirispetto a quello registrato nel corrispondente trimestre del2014. Nella media dei primi due trimestri il rapportodeficit/Pil e' sceso al 3,2%, con un miglioramento di 0,3 puntipercentuali rispetto al corrispondente periodo dell'annoprecedente. Il saldo primario, l'indebitamento al netto degliinteressi passivi, e' risultato positivo, con un'incidenza sulPil del 4,2%, invariata rispetto a quella del secondo trimestredel 2014. Il saldo corrente e' stato anch'esso positivo, conun'incidenza sul Pil del 2,9% contro il 2,7% nel secondotrimestre del 2014. Anche se ancora alta la pressione fiscalesi e' attestata al 43,2%, in diminuzione di 0,1 puntipercentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.Nel complesso dei primi sei mesi il peso del fisco e' rimastofermo al 41,1%. Per Adusbef e Federconsumatori i dati Istatsono ancora "sovrastimati". Mentre il Codacons attacca: "Ilpotere d'acquisto delle famiglie e' ancora lontano dai livellipre-crisi e, di questo passo, ci vorranno altri 11 anni perrecuperare la perdita di capacita' d'acquisto subita daicittadini". .