Contratti: Camusso, Renzi si fermi o si rischia poverta'

(AGI) - Roma, 8 ott. - "Senza gli accordi collettivi ci sara'solo piu' poverta'. Il premier deve fermarsi". Lo dice in unaintervista a Repubblica, il segretario generale della CiglSusanna Camusso respingendo l'ipotesi di introdurre nuoveregole per la contrattazione e spiega che "non c'e' nessunaragione al mondo che giustifichi l'intervento del Governo sulleregole contrattuali. C'e' invece la volonta' di destrutturarela funzione di rappresentanza autonoma delle parti sociali". Camusso vede nelle intenzioni del Governo, "lariproposizione della cultura dell'uomo solo al comando che sisostituisce a tutti". Il segretario sottolinea che "la politicanon ha

(AGI) - Roma, 8 ott. - "Senza gli accordi collettivi ci sara'solo piu' poverta'. Il premier deve fermarsi". Lo dice in unaintervista a Repubblica, il segretario generale della CiglSusanna Camusso respingendo l'ipotesi di introdurre nuoveregole per la contrattazione e spiega che "non c'e' nessunaragione al mondo che giustifichi l'intervento del Governo sulleregole contrattuali. C'e' invece la volonta' di destrutturarela funzione di rappresentanza autonoma delle parti sociali". Camusso vede nelle intenzioni del Governo, "lariproposizione della cultura dell'uomo solo al comando che sisostituisce a tutti". Il segretario sottolinea che "la politicanon ha off limits ma i contratti sono accordi di naturaprivata, si fanno tra due soggetti che hanno interessi diversi.Si interviene anche in una lite tra due aziende? Il governopuo' anche intervenire sulle relazioni industriali, ma cosamette sul tavolo? Nell'accordo del 1993 per esempio, ci mise lapolitica dei redditi. Questa volta?". Riferendosi poi alconfronto con Confindustria, fallito prima di cominciare,Camusso spiega che "fin dall'inizio, l'obiettivo diConfindustria era chiaro: abbassare i salari, ridurre il poteredi acquisto dei lavoratori. Un obiettivo che potevamocondividere"? E aggiunge che "a volte vengono da rimpiangere ipresidenti di Confindustria come Angelo Costa e Gianni Agnelliche pur nella durezza delle loro posizioni, hanno semprericonosciuto il valore del lavoro e della tutela del salario".Parlando poi di eventuali responsabilita' del sindacato, neglianni di crisi, Camusso ha detto che le "piacerebbe che qualchevolta si pensasse a cosa sarebbe successo in questi anni dicrisi rispetto ai salari e all'occupazione senza il sindacato.Le politiche economiche, quelle dell'austerita' le decidono igoverni, non i sindacati. Se dobbiamo trovare unaresponsabilita' del sindacato, e' quella di aver pensato che laprecarieta' nata dalle leggi proposte dai vari governi, sisarebbe superata con una iniziativa legislativa e non anche conla contrattazione". (AGI).