Rai: presentato oggi ricorso al tar contro le ultime nomine decise dal cda dell'azienda

LO PROMUOVONO IL CODACONS E ALCUNI GIORNALISTI INDIPENDENTI. VIOLATI I PRINCIPI DI TRASPARENZA E PAR CONDICIO

Il Codacons e l' Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno notificato oggi un ricorso al Tar del Lazio contro le recentissime nomine di Paola Marchesini (direttore di Radio2); Vittorio Argento, Maria Teresa Torcia e Onofrio Dispenza (confermati nelle  funzioni di Vice Direttore); Gianfranco D'Anna, Francesco De Vitis e Maria Maddalena Lepri; Silvia Calandrelli (direzione Rai Cultura); Pasquale D'Alessandro (direttore di Rai5). Il ricorso, appoggiato anche da alcuni giornalisti indipendenti, e' stato illustrato oggi a Roma nel corso della presentazione del "Codacons Tv".

Nel ricorso le associazioni lamentano - tra le varie cose - che, al pari delle precedenti nomine,  la RAI abbia agito svincolando il proprio operato da qualsivoglia criterio di trasparenza, par condicio e giusto procedimento per le nomine di importanti candidati a ricoprire ruoli direttoriali e di vicedirettore.

D'altronde, chiariscono Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi, si tratta sempre di nomine assoggettate ad un compenso in relazione al quale in capo alla RAI sorge l'obbligo di documentarne la consistenza e la legittimita' anche con riferimento alla Corte dei Conti. Trattandosi di ruoli strettamente connessi al servizio pubblico di cui la RAI, ad oggi, e' concessionaria, e rilevando tali nuove nomine anche sotto un profilo di attribuzione di vantaggi economici ex art. 12 l. 241/90, si impone che l'intera procedura sia assoggettata - anche in assenza di una espressa previsione statutaria - ai principi di buon andamento e trasparenza ex art. 97 Cost.

Ebbene, le tempistiche delle nomine (che si ricorda intervengono in un contesto in cui viene fatto obbligo anche alla RAI di procedere ad una spending review), l'oggettiva impossibilita' di un confronto curriculare, la mancanza di una progettualita' alla luce anche delle impugnate nomine del CDA appaiono - in assenza di motivazione - il frutto di scelte che non sembrano provenire da Organi caratterizzati da quella notoria indipendenza che dovrebbe qualificarli.

Le nomine quindi non solo si configurano come forme di concessione di stipendi ed emolumenti economici da parte di una concessionaria pubblica, in favore di soggetti scelti in assenza di una preventiva fase di raffronto tra curricula, ma operano quale ulteriore sintomo di una gestione, quella della RAI, che non e' in alcun modo incline a logiche di spending review, esaltazione della trasparenza e della par condicio.

10 luglio 2014