P.A.: compatibili presidente Pietro Ciucci ed altri 160 burocrati Anas, con la legge Madia?

E’ compatibile l’incarico di Pietro Ciucci (presidente e pensionato ANAS), che sarà finalmente obbligato a pubblicare la sua situazione patrimoniale sino ad ora celata per evitare che si sapesse dei collaudi  (Mose, etc.), della sua liquidazione e pensione da direttore generale ANAS, dalle quote azionarie di banche e società in conflitto d'interesse con ANAS, e dal trattamento economico che gli versa lo Stato ogni anno, in base  alle norme sulla trasparenza patrimoniale del 1982, con l'articolo 6 del d.l.90/2014, la cosiddetta legge  Madia, che già stabiliva come le pubbliche amministrazioni non possano conferire incarichi di studio e di consulenza, né tanto meno dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo di amministrazioni pubbliche, a soggetti già lavoratori pubblici e privati collocati in quiescenza, ovvero in pensione ?

   L’Anas, un’azienda pregna di pensionati, a cominciare dal presidente, Pietro Ciucci, andato in pensione  nel settembre 2013, subito dopo aver ottenuto dal governo la riconferma alla guida dell’azienda pubblica delle strade, che  rischia seriamente di essere incompatibile con quella di Ciucci capo dell’Anas in base al cosiddetto «decreto Madia» (Marianna Madia, ministra della Pubblica amministrazione) che preclude ai pensionati incarichi dirigenziali nelle società pubbliche, annovera circa 160 persone entrare in azienda, aggirando il divieto di assunzioni nelle società pubbliche, molti dei quali pensionati Anas.

   Come rilevato da una inchiesta giornalistica, centosessanta neoassunti non sono uno scherzo in una società di 6mila dipendenti e circa 200 dirigenti e in un momento di vacche magre come questo per le casse pubbliche e la stessa Anas, anche perché tutti insieme quei 160 signori costano quasi 6 milioni di euro, a molti dei quali vengono riservati posti di pregio e lauti compensi.

    Un coetaneo del presidente Ciucci, Gavino Angelo Coratza, ex condirettore generale andato in pensione un anno fa in anticipo sui tempi canonici, riceve 110mila euro l’anno con un contratto valido fino a giugno 2017, più bonus, per  il : «Coordinamento delle attività inerenti l’esecuzione del Contratto istituzionale per ‘’attuazione del Piano Nazionale per il Sud», più «l’adeguamento al tipo B dell’itinerario Sassari-Olbia strada statale 597/99». Al pensionato Piero Buoncristiano, ex capo del personale, è stata invece consegnata la poltrona di amministratore Cav, la società Anas con la regione Veneto per la gestione del Passante di Mestre. Anche Ciriaco D’Alessio è stato strappato agli ozi dopo appena un anno di pensione e inserito con una retribuzione di 70mila euro nell’Unità di riserva, l’ufficio che dovrebbe vigilare sul contenzioso con i privati. Fino a un anno fa D’Alessio era il Magistrato delle acque di Venezia e da lì aveva affidato a Ciucci un bel po’ di lucrosi collaudi per le paratie del Mose. Con D’Alessio nell’Unità di riserva ci sono Francesco Bonparola, pensionato da 10 anni, e Roberto Beccali, pensionato da 13. Al quasi settantenne Alberto Brandani, ex consigliere Anas e pure consigliere degli Udc Lorenzo Cesa e Pierferdinando Casini, di euro ne danno 72mila come «Responsabile dell’organo di vigilanza».

   Adusbef, che ha sempre denunciato gli abusi dei burocrati a difesa della legalità, in attesa di urgenti dimissioni per incompatibilità formale e sostanziale, presenterà un esposto denuncia alla Corte dei Conti, chiedendo di valutare il danno erariale inferto all’Anas dal signor Pietro Ciucci, ed una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo di accertare se tali odiosi comportamenti, che sembra abbiano aggirato le vigenti norme interpretandole ad uso e consumo di mandarini e manager dell’azienda pubblica, abbiano travalicato le normative penali, causando un danno irreparabile a milioni di giovani senza lavoro.

Elio Lannutti (Adusbef)
Roma, 5.12.2014