Immigrazione: 30 cadaveri su barcone

CODACONS: ACCERTARE IL RUOLO DELLE AMBASCIATE ITALIANE ALL'ESTERO. ESPOSTO A PROCURA E CORTE DEI CONTI

Dopo la nuova tragedia del mare, con i 30 cadaveri di migranti trovati in nottata a bordo di un barcone soccorso da una nave della Marina militare nel Canale di Sicilia, il Codacons chiede di fare luce sul ruolo delle ambasciate italiane all'estero.

Da quanto si apprende dai media, uno dei problemi alla base di tali flussi incontrollabili e' legato al non corretto svolgimento delle attivita' nelle ambasciate italiane all'estero. Risulterebbe, infatti, che la stragrande maggioranza delle persone che si imbarcano per la Sicilia prive di valido documento, si sarebbero rivolte al contrabbando solo dopo essere transitati presso le ambasciate italiane dei rispettivi paesi d'origine, che illegittimamente avrebbero negato loro i visti. Il Codacons ha presentato al riguardo una denuncia alla Procura di Roma e alla Corte dei Conti della Sicilia, in relazione ad eventuali omissioni di atti d'ufficio e per i danni prodotti alla collettivita', e una diffida formale al Ministero degli esteri e alle ambasciate del nostro paese di 8 Stati esteri dai quali parte il maggior flusso di profughi (Libia, Sudan, Eritrea, Etiopia, Somalia, Nigeria, Liberia e Ghana) in cui si legge:

"Evidente che, privati della possibilita' di chiedere protezione agli stati attraverso le ambasciate e i consolati o gli uffici preposti nei rispettivi territori, devastati da guerre, conflitti e alla ricerca di una dignita' e del diritto alla propria liberta' individuale, molti, troppi, si rivolgono al mercato di chi sfrutta e specula sulla disperazione delle persone, al contrabbando dei barconi incrementando l'immenso flusso migratorio verso le coste Italiane. Alle Ambasciate indicate, ciascuna per propria competenza territoriale, ai sensi dell'art. 22 e ss., Legge n. 241/90, nonche' del DPR n. 184/2006, si chiede di prendere visione degli atti e/o documenti inerenti il numero delle richieste di visto presentate negli ultimi due anni; i tempi di elaborazione delle stesse; il numero dei dinieghi e delle relative motivazioni;  l'intera procedura adottata dalle ambasciate per controllare e monitorare i flussi migratori".