Banca Popolare di Vicenza: su denuncia Adusbef presentata a partire dal 2008 e reiterata nel 2015

PROCURA DI VICENZA HA APERTO UNA INCHIESTA  AL N.321/2015. ADUSBEF CHIEDE ANCORA UNA VOLTA DI PERSEGUIRE I RESPONSABILI, BANKITALIA COMPRESA, DI GRAVI REATI A DANNO RISPARMIATORI

Dopo le denunce ripetute a partire dal 2008, presentate contro la Banca Popolare di Vicenza e reiterate nel 2015 anche contro la Banca d'Italia, per una serie di reati,  Adusbef nell'accesso agli atti effettuato presso mla Procura della Repubblica di Vicenza, ha appreso che esiste un procedimento penale contro Bpvi  al nr. Rgnr 321/2015.

       La Banca Popolare di Vicenza (Bpvi), presieduta da 20 anni da Gianni Zonin, ha comunicato di recente che nei primi sei mesi del 2015 ha perso oltre un miliardo di euro e che adesso dovra' chiedere agli azionisti 1,5 miliardi di aumento di capitale per evitare il fallimento o il commissariamento. La banca Popolare di Vicenza, ispezionata a lungo da una Banca d'Italia i cui massimi dirigenti usano il sistema delle porte girevoli (non a caso nel Zonin ha assunto con stipendio d'oro Gianandrea Falchi, ex capo della segreteria particolare di Mario Draghi quando era governatore ed ha comprato dalla Banca d' Italia un immobile a Vicenza, Palazzo Repeta invenduto da molti anni), aveva prestato ai suoi clienti 975 milioni di euro per comprare azioni della banca stessa, un quarto del capitale nella piu' totale illegalita', essendo vietato dalla legge.

   Come scrive Giorgio Meletti, in un articolo sul fatto di oggi:"Per qualche anno la casta dei sedicenti banchieri riesce a nascondere le sue porcherie con porcherie ancora piu' grosse. Poi scoppia il bubbone e scatta la domanda: dov' era la Banca d' Italia? Il caso di Vicenza e' esemplare di come funziona la vigilanza di Bankitalia. E' difficile capire se all' origine di tanta lentezza ci siano l' omerta' collettiva o dei singoli o la farraginosita' delle regole. Fatto sta che qualunque banchiere puo' fare il comodo suo per anni prima che la Banca d' Italia se ne accorga….". Nel 2013 la Bpvi era gia' stata ispezionata per mesi, magli ispettori di Palazzo Koch non hanno "notato" niente. I casi sono due. O Zonin ha prestato tutti i 975 milioni per comprare azioni della sua banca nel 2014, oppure nel 2013 gli ispettori della Banca d' Italia erano distratti.. Il 26 ottobre scorso la Banca d' Italia ha reso noti i risultati del cosiddetto comprehensive assessment, approfondita visi pagano al prezzo deciso dall' assemblea dei soci, e chi vuole rivendere deve aspettare che la banca gliele ricompri al prezzo che decide lei…"..

   Nelle denunce Adusbef aveva chiesto  l'apertura di un'indagine sull'operato della BPV volta ad accertare se le condotte denunciate, non possano configurare ipotesi di reato con dirigenti Bankitalia, in un sistema collaudato di porte girevoli fra controllati e controllanti, che tuttavia destano molte perplessita'. In particolare l'acquisto del prestigioso Palazzo Repeta ex sede di Bankitalia a Vicenza (…) Se sia congruo o frutto di scambio di reciproci favori la cooptazione alla vicepresidenza dell'ex ragioniere dello Stato Andrea Monorchio, ancora molto influente con alcuni dirigenti del ministero dell'economia, e soprattutto l'ingaggio del dr. Gianandrea Falchi, ex segretario di Mario Draghi (…) Risulterebbe che il Falchi abbia un sontuoso ufficio nel palazzo di Largo Tritone, recentemente acquistato dalla Bpvi nel pieno centro di Roma e un pacchetto di remunerazione in 300 mila euro con macchina e autista (…)

     Se alla luce di quanto esposto, non siano concretizzati i reati di estorsione (per cio' che riguarda prestiti e revoca fidi), l'assenza di compratori per liquidare azioni ed il valore fittizio assegnato alle stesse azioni senza il vaglio di autorita' terze, l'intreccio di interessi incestuoso tra Zonin imprenditore e il ruolo di Zonin banchiere. (…) se i fatti esposti non possono integrare anche i reati di corruzione e concussione, cosi' come previsto dalla legge anticorruzione, che ha introdotto la fattispecie di corruzione tra privati (…)".

  Adusbef chiede alla Procura di accelerare l'inchiesta sul grave scandalo della BpVi, che ha svalutato le azioni lliquide del 23% danneggiando 120.000 soci,  le cui condotte sembrano siano state approvate da una Banca d'Italia complice delle gravi malefatte che hanno procurato notevole danno ad azionisti e risparmiatori.

2 settembre 2015