"Etichetta furbetta" - Progetto MarketWatch

Presentata l'indagine realizzata da Legambiente, in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino,  per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia

2522 prodotti esaminati tra tv, frigoriferi, forni elettrici e condizionatori in negozi fisici e on line. Un prodotto su tre viene venduto senza etichetta o con l'etichetta scorretta

Tv, frigoriferi, cantinette domestiche (refrigeratori per bottiglie di vino), forni elettrici e condizionatori. Su 2522 prodotti esaminati, 1991 nei negozi fisici e 531 in quelli online, uno su tre viene venduto senza etichetta o con l'etichetta fuori posto o scorretta mettendo cosi' in difficolta' il consumatore. Cantinette, condizionatori e televisori sono i prodotti che risultano avere un etichettamento inferiore rispetto agli altri. E' quanto emerge da "Etichetta furbetta", l'indagine realizzata da Legambiente, in collaborazione con Movimento Difesa del Cittadino, per verificare la corretta applicazione delle etichette energetiche in Italia. La ricerca, presentata questa mattina a Roma presso la sede del CNEL-Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, si inserisce nel progetto pilota Marketwatch che unisce sedici realta' della societa' civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche. L'obiettivo e' quello di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull'etichetta energetica nei negozi online e fisici sia le dichiarazioni dei produttori e la veridicita' delle etichette dei prodotti.

Tra i presenti che sono intervenuti questa mattina al CNEL: Stefano Bruni - Caposegreteria Presidenza del CNEL, Luigi Gabriele ­ Esperto di Behaviourismo, Davide Sabbadin ­ Responsabile per l'Italia del progetto MarketWatch, Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente, Giovanni Pitruzzella ­ Presidente ­ Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato, Francesco Luongo ­ Vicepresidente Movimento Difesa del Cittadino.

"Dalla ricerca - spiega Davide Sabbadin, responsabile in Italia del progetto MarketWatch - emerge un quadro non completamente soddisfacente dell'applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online. Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino puo' avere davanti all'etichetta energetica. In particolare rimane quasi completamente inapplicato, per ora, l'obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore nei punti vendita esaminati, un preciso requisito della normativa Ecodesign. E a nulla vale l'introduzione delle nuove tecnologie: in un paio di casi, anche di fronte alla possibilita' di scaricare con smartphone delle informazione aggiuntive in tempo reale tramite Qrcode presenti sul prodotto, la scheda tecnica non era presente tra le informazioni disponibili, che si limitavano ad informazioni di carattere commerciale e prestazionale.

"Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle piu' grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale - aggiunge Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente - La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a cio' si aggiunge il vantaggio ambientale  dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell'1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Purtroppo, pero', queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull'etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico".

La ricerca - Sono stati analizzati 5 tipi di prodotto (tv, frigoriferi, refrigeratori per il vino, forni elettrici e condizionatori) e quattro tipi di negozi: le grandi superfici di vendita di mobili, ipermercati con un corner per gli elettrodomestici, grandi superfici specializzate e online stores. Dalla ricerca e' emerso che su un totale di 2522 prodotti il 30% dei prodotti presi in esame nei negozi fisici non e' etichettato correttamente. Piu' grave la situazione per i negozi online dove soltanto il 10% dei prodotti - o poco piu' - riporta le informazioni energetiche in maniera esaustiva e corretta. Frigoriferi, freezer, forni elettrici risultano  essere i prodotti venduti quasi sistematicamente con l'etichetta, mentre televisioni, cantinette e condizionatori sono invece quelli hanno un livello di etichettamento molto inferiore e cio' dipende dal punto di vendita. (vedi tabella sotto). Le cantinette sono state scelte perche' legate a un prodotto iconico per l'Italia come il vino, e per avere nel paniere anche un prodotto che si riferisce a un consumo non strettamente domestico. Il condizionatore vanta, invece, il maggiore trend di diffusione degli ultimi anni, responsabile, infatti, dei picchi di consumo estivi (che corrispondo anche ai picchi di consumo massimi annuali).

La seguente tabella indica la percentuale di prodotti in vario modo non conformi, differenziata per categoria e per canale di vendita.

TV

Frigo/freezer

Condizionatori

Forni elettrici

Cantinette

Negozi

42%

10%

53%

29%

28%

Online

76%

85%

99%

91%

95%



Per quanto riguarda invece le tipologie di non conformita' riscontrate, dalla ricerca emerge che le principali non conformita' delle vendite nei negozi riguardano piu' che altro il mal posizionamento dell'etichetta, spesso collocata in angoli ciechi o a piu' di due metri di altezza rendendo difficile o delle volte impossibile la lettura. E' poi possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Invece altre etichette, anziche' esplicare i contenuti, confondono il consumatore. Per quanto riguarda i negozi online, le irregolarita' che emergono dalla ricerca sono differenti essendo diverse le modalita' di comunicare il contenuto delle etichette. Nei negozi online, dove e' maggiore la quantita' di prodotti privi di etichetta rispetto a quelli fisici, si riscontra pero' una frequente dispersione delle informazioni di base in piu' pagine, con alcune informazioni disponibili subito a fianco dell'immagine del prodotto, altre reperibili nella stessa pagina ma piu' in basso, altre reperibili con un click in una scheda tecnica, altre ancora in una scheda "caratteristiche". Altre volte invece si riscontra casi di informazioni limitate, come ad esempio la sola classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure prive del dato sul rumore, laddove previsto, o dei coefficienti prestazionali (SCOP/SEER) per i condizionatori.

Dossier completo al link: https://www.dropbox.com/s/nquov65cujseuci/dossier%20etichetta%20furbetta.pdf

23 giugno 2014