MAX MANFREDI
LA TARGA TENCO
E I DISCHI INVISIBILI
(17 novembre) - Controcorrente senza essere stucchevole, colto, un'inflessione genovese appena accennata e dunque elegante, una voce che si sposa perfettamente con i testi che canta. E' il ritratto di Max Manfredi, appena rientrato da Sanremo dove ha ricevuto la Targa Tenco che premia il migliore disco dell'anno. "Luna persa", questo il titolo dell'album, propone dodici brani di assoluta caratura fra cui spicca "Il regno delle fate", straordinario viaggio attraverso la nostra vita quotidiana devota a Erode e alle tendenze del momento. Nel disco - racconta Manfredi - convivono canzoni anagraficamente giovanissime con altre che hanno anche venti anni sulle spalle". E spiega: "Ci sono brani che nascono gia' pronti e altri che non convincono. Magari manca qualcosina oppure si tratta di appunti, idee gettate li' in attesa di tempi migliori. In questi casi, i fogli di carta finiscono in un cassetto, chissa', forse a decantare. Poi un giorno - sorride Manfredi - ritornano fuori, ti guardano e d'incanto vivono di una nuova luce. Le esperienze maturate le modellano, le fanno crescere, diventano canzoni".
"Luna Persa" contiene anche la bonus track de "La Fiera della Maddalena", duetto con Fabrizio De Andre'. Faber, uno che se ne intendeva, defini' Manfredi il migliore dei cantautori e nel 1994 incise questa canzone poi inserita nell'album "Max". Scuote ancora oggi la testa Manfredi: "Non se ne accorse nessuno e ci fu perfino chi scambio' la mia voce per quella di Guccini". Si interrompe, si lancia in una esilarante e gustosa imitazione del cantautore modenese e continua: "Il disco rimase sconosciuto anche per la sua mancata distribuzione. Per questo ho pensato che sarebbe stato utile ripubblicare questo brano nel mio nuovo disco".
Sono proprio gli album invisibili a irritare Manfredi. Che assesta una zampata non convenzionale. "Quando un prodotto e' fuori dal mercato ed e' irrecuperabile mantenerlo in vita attraverso duplicazioni illegali e' spesso il male minore rispetto alla quasi certezza dell'oblio. Allo stesso modo, un artista ai margini delle promozioni ufficiali ed estraneo alle imposizioni di mercato potra' giovarsi delle masterizzazioni piratate del suo prodotto. Non nel senso, e' ovvio, di un utile economico ma come surrogato di una pubblicita' inesistente". Controcorrente quanto basta a far saltare i nervi alla Siae, Manfredi mostra un taglio di ragionamento caustico anche per l'informazione. La liberta' di stampa e' in pericolo? Viviamo in un regime che la sta asservendo? "Non direi che in Italia ci siano sui giornali (ma questo non vale per le televisioni) limitazioni al diritto d'informazione. Mi sembra - osserva il cantautore - che sulla liberta' di stampa pesi una specie di autocensura dei giornalisti che, a volte, fanno di peggio: attaccano su commissione. Certi giornali sono ormai delle vere e proprie ronde al servizio del padrone di turno, di un potere che ne e' editore e proprietario". (Cesare Vanzella)








