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Mancini non perdona Sarri, "ha offeso migliaia di persone"

21/01/2016 08:48

Roma - "Il problema non e' che Sarri abbia offeso me: non mi sento toccato dai suoi insulti, figuriamoci. Lui in realta' ha offeso tante persone, tanti poveri ragazzi che in Italia o in altre parti del mondo vengono presi in giro, vengono derisi da gente che pronuncia certe paroline con tanta facilita'...poi magari ogni tanto capita che qualcuno si suicidi perche' non ce la fa piu'. Quante volte abbiamo letto di storie simili?". In un'intervista rilasciata a "La Repubblica", Roberto Mancini torna sull'infuocato finale di Napoli-Inter, sugli insulti che gli ha rivolto Maurizio Sarri. "Non sono il paladino di nessuno. Pero' come si fa a sentire ancora queste cose...siamo nel 2016! Tra l'altro la cosa che mi faceva arrabbiare di piu' era che mentre Sarri mi diceva "frocio" e "finocchio" era a un passo dal guardalinee e dal quarto uomo e quelli impassibili. Anzi io gli facevo notare le offese e loro mi dicevano "lascia stare, dai". Ma lui mi insultava, e faceva pure il gesto con la mano, tipo "vattelo a prendere nel c...". Incredibile".

 

 

Mancini e' stato allontanato dall'arbitro e ha lasciato in anticipo il terreno di gioco, ma negli spogliatoi del San Paolo un nuovo confronto. "Sono entrato nello spogliatoio, io, da solo, contro tutti loro. E lui faceva ancora lo sbruffone: "E vabbe' scusa, t'ho chiesto scusa, che vuoi ancora?", diceva. Allora ho risposto in malo modo: "Ma non hai capito che hai 60 anni e certe cose non le devi proprio dire?". (Repubblica informa che i testimoni riferiscono di un insulto di Mancini seguito dalla frase "Tornatene ad allenare in C"). Poi sono uscito, ho aspettato il quarto uomo e gli ho ripetuto perche' avesse fatto finta di niente. Ha solo chiamato l'arbitro per dirgli di espellere i due allenatori". "Mi avesse detto figlio di...o pezzo di m...non me ne fregava niente, era chiaro che sarebbe rimasto un fatto di campo - prosegue Mancini -. Ma e' ora di finirla con certe offese, quando ci sono persone che tutti i giorni le subiscono e soffrono e ci si rovinano la vita. Per giunta non possono arrivare da una persona di 60 anni e che allena in serie A. Era stata una partita tranquilla, non avevo protestato mai, non c'erano stati screzi fra me e lui, niente. Protesto solo col quarto uomo al 90' perche' secondo me aveva dato un recupero eccessivo e Sarri esplode in quel modo. Ha perso completamente il lume della ragione. Ma lui e' cosi', dev'essere la sua natura. Pare che ne avesse gia' fatte, di battute simili. Poi ha peggiorato tutto con quello che ha detto in tv. Cosa avrebbe dovuto dire? La cosa piu' semplice del mondo: 'Ho detto delle fesserie, mi scuso' e finiva li'. Invece e' andato a fare il simpatico, dicendo che mi aveva chiamato "democristiano". Cosi' ha offeso pure i democristiani...Un livello basso, ma veramente basso".

Nello sfogo del dopo-partita e per alcune dichiarazioni di Mancini, qualcuno ha creduto di capire che il tecnico dell'Inter avesse fatto pure un coming out..."Magari nella foga del discorso si e' capito male: ho solo detto che se gli uomini fossero tutti come Sarri, allora sarei orgoglioso di essere gay. Quanto al resto, ovviamente rispetto tutti i gusti sessuali, pero' a me piacciono le donne e solo quelle". La vicenda e' arrivata sui giornali di tutto il mondo in un batter d'occhio, Mancini non e' per nulla sorpreso. "Mi pare normale, giusto. All'estero c'e' una sensibilita' diversa su queste storie. Infatti ribadisco quello che ho detto li' per li': in altri paesi, tipo in Inghilterra, un allenatore che pronunci parole simili contro un collega non metterebbe piu' piede in campo. Come finira'? E come deve finire? All'italiana, no? Due giornate di squalifica e via...Piuttosto le chiedo una cosa: dal Napoli non dicono niente? Il presidente del Napoli non ha nulla da dichiarare? Incredibile".(AGI) 

(21 gennaio 2016)