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Calcio: "niente checche in campo", allenatore Arezzo nella bufera

03/11/2014 21:37
(AGI) - Roma, 3 nov. - Ennesimo episodio di omofobia nel mondodel calcio. Stavolta, sotto i riflettori, e' finito il tecnicodell'Arezzo (Lega Pro, Girone A), Eziolino Capuano, che altermine della sconfitta esterna con l'Alessandria (1-0),maturata allo scadere, ha utilizzato frasi infelici verso ipropri giocatori. "Prendere gol in superiorita' numerica alnovantesimo e' vergognoso, non lo accetto - ha detto il misterdei toscani a Radio Groove -. Se avessi perso in manieradiversa non avrei detto nulla, pero' in campo le checche nonvanno bene. In campo devono andare gli uomini con le palle enon le checche". Espressioni piuttosto 'colorite' che hannoimmediatamente attirato la condanna dell'Arcigay Arezzo che,tramite il suo presidente, Cristina Betti, si e' scagliatocontro il 49enne allenatore salernitano. "Sono gravissime leesternazioni dell'allenatore dell'Arezzo Eziolino Capuano didomenica scorsa a margine della sconfitta della propria squadra- si legge in una nota firmata dalla Betti - gli insulti distampo omofobico non sono piu' tollerabili, ne' tantomenogiustificabili da momenti di ira. L'uscita ignorante e sessistadi Capuano purtroppo mette in luce quanta omofobia sia ancorapresente nel calcio italiano, trattandosi dello sport pereccellenza piu' praticato e seguito da giovani e meno giovani,sempre sotto i riflettori dei media, questo episodio assume unagravita' ulteriore ed e' assolutamente da condannare". "Anchese le parole di Capuano sono state 'ritrattate' o'giustificate' dallo stesso - prosegue la presidentedell'Arcigay Arezzo - sono state ormai pronunciate e di sicurohanno colpito e ferito la sensibilita' dei molti atletiomosessuali, ma anche di quelli eterosessuali che credono chein campo, come nella vita, le differenze siano una ricchezza eche lo sport possa essere strumento di unione e di condivisioneal di la' dell'orientamento sessuale, del genere, della razza ecosi' via. Chimera Arcobaleno sta portando avanti da 2 anni ilprogetto 'Play Pride' insieme al comitato provinciale Uisp, unacampagna di sensibilizzazione contro l'omofobia e tutte lediscriminazioni nello sport, che si e' realizzata attraversotornei di volley, calcio e rugby giocato, ma anche tavolerotonde, incontri e momenti di riflessione ai qualil'allenatore Capuano e' invitato a partecipare in futuro -conclude Betti - affinche' gli 'addetti ai lavori' e iprofessionisti del calcio siano i primi a lanciare messaggipositivi". .