Televisione

La Rai chiude la trasmissione di Paola Perego per la gaffe sulle donne dell'Est

Prima le polemiche sui social, poi l'indignazione dell'opinione publica fino ad arrivare alle scuse del direttore di RaiUno, Andrea Fabiano e a quelle della presidente di viale Mazzini, Monica Maggioni. E' l'epilogo della vicenda 'Parliamone...Sabato', la trasmissione in onda su Rai1 e condotta da Paola Perego nell'occhio del ciclone dopo la  puntata andata in onda nel weekend durante la quale si parlava di donne dell'Est.

Programma chiuso perché "contraddice la mission del servizio pubblico"

"Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano" ha spiegato il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall'Orto. "Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere 'Parliamone... Sabato' non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del servizio pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall'inizio del mandato. Le scuse sono arrivate anche dal direttore di Rai1, Andrea Fabiano: "Ribadisco l'impegno per un'offerta sempre ispirata ai valori del servizio pubblico".

Come è nato il caso "le donne dell'Est"

Nel servizio venivano elencati i motivi per i quali gli italiani preferiscono o dovrebbero preferire una fidanzata dei Paesi dell'ex Unione Sovietica; cioè che queste donne sono sempre sexy, perdonano il tradimento, sono disposte a far comandare il loro uomo, non frignano, non si appiccicano e dopo il parto recuperano un fisico tonico. 

  1. Sono tutte mamme, ma dopo aver partorito recuperano un fisico marmoreo; 
  2. Sono sempre sexy, niente tute né pigiamoni; 
  3. Perdonano il tradimento; 
  4. Sono disposte a far comandare il loro uomo; 
  5. Sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa; 
  6. Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio. 

Una lunga sequela di scuse

 

 

Le scuse ufficiali della Rai erano arrivate questa mattina, attraverso le parole del Presidente Monica Maggioni che aveva definito una "rappresentazione surreale" del nostro paese nel 2017. "Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti. Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell'Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile. Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso. Ogni giorno ci interroghiamo su quale immagine di donna veicoliamo, su come progredire, uscire dagli stereotipi. Poi accade un episodio come questo: il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere: è un'idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Per prima cosa mi scuso. Poi come azienda cercheremo di capire come è nata una pagina di questo tipo".

La rete schierata contro la trasmissione

"E io dovrei pagare il canone Rai per questa spazzatura? A casa subito autori e conduttrice" scrive sul suo profilo facebook Barbara Saltamartini, vicepresidente dei deputati della Lega. 

Analogo e durissimo anche il commento, sempre su Facebook di Flavia Perina: "Cari della Rai, cari di "Parliamone sabato", cari di Rai Uno, di questa cosa dovete rispondere, e c'è poco da scherzare. Siete servizio pubblico, fascia oraria di massimo ascolto. Propagandare come ideale femminile una donna (anzi, una "razza") plasmata sul modello dell'obbedienza, della sottomissione, del "niente pigiamoni" e del "fisico marmoreo" non è conciliabile con il vostro ruolo né col canone che vi paghiamo".

Il programma di Paola Perego è stato chiuso. Grazie a tutti per le mille segnalazioni twitta Roberto Fico, Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.

 

 

L'Usigrai: "Ci vergogniamo"

"Un siparietto disgustoso di cui come dipendenti, come donne e uomini della Rai ci vergogniamo. Una lista di luoghi comuni, violenti, beceri e umilianti".  Era stata la valutazione dell'Usigrai "Ci chiediamo come possa accadere che il Servizio Pubblico mandi in onda senza alcun controllo un tale coacervo di sessismo e razzismo in barba a qualsiasi policy aziendale e tradendo oltretutto i principi della Convenzione. Positivo che la Presidente Rai e il Direttore di Rai1 si siano scusati. Ma ovviamente non può bastare. È indispensabile che vengano presi provvedimenti nei confronti di tutti i responsabili". E i provvedimenti sono arrivati.

 


20 marzo 2017 ©