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    <title>Agi</title>
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    <description>Agi contents</description>
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    <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:50:20 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Agi</dc:creator>
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    <item>
      <title>La gatta Maggie di 'Digger' spinge Tom Cruise verso l'Oscar</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-30/cruise-inarritu-digger-oscar-39321695/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – Arriva domani 1 ottobre sugli schermi italiani ‘&lt;strong&gt;Digger&lt;/strong&gt;’, ultimo film del regista premio Oscar &lt;strong&gt;Alejandro G. Iñárritu&lt;/strong&gt; che dirige &lt;strong&gt;Tom Cruise&lt;/strong&gt; nei panni dell’uomo più potente e ricco del mondo, un &lt;strong&gt;petroliere che trivella in Groenlandia&lt;/strong&gt; e intraprende una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell’umanità, prima che il disastro da lui stesso provocato distrugga ogni cosa. Accanto a Cruise il &lt;strong&gt;premio Oscar Riz Ahmed, John Goodman&lt;/strong&gt;, la candidata all’Oscar Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg e il candidato all’Oscar Jesse Plemons.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se del film è opportuno parlare poco perché &lt;strong&gt;tutto è spoiler&lt;/strong&gt;, bisogna spendere due parole per &lt;strong&gt;Tom Cruise&lt;/strong&gt;, invecchiato e imbolsito con uno strepitoso &lt;strong&gt;trucco prostetico&lt;/strong&gt; pari per qualità solo alla sua recitazione. Abbiamo trovato il vero e forte &lt;strong&gt;antagonista a John Malkovich&lt;/strong&gt; per la vittoria dell’Oscar per il miglior attore. Una prova intensa, in perfetto equilibrio tra comicità e dramma, tra commedia e tragedia. &lt;strong&gt;Spesso sopra le righe&lt;/strong&gt; per scelta drammaturgica (perfettamente in linea col film e la struttura narrativa, malgrado abbia fatto storcere il naso a qualcuno).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Iñárritu racconta Digger&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il regista – anche lui fortissimo indiziato per l&lt;strong&gt;’Oscar sia per la regia che per il film&lt;/strong&gt; - e Tom Cruise hanno parlato di ‘Digger’ in un incontro internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è un film, ha spiegato Iñárritu, ”s&lt;strong&gt;ulla natura umana e sugli impulsi emotivi &lt;/strong&gt;che prevalgono su quelli razionali. La ragione è solo il portavoce. ‘Digger’ – ha detto - è un film catastrofico, ma la catastrofe siamo noi. Ecco perché doveva essere&lt;strong&gt; una commedia: assurda, urgente&lt;/strong&gt;, ridicola e attuale. La domanda centrale per noi era: cosa succederebbe se l’umanità si abbattesse sull’umanità stessa? Digger sta combattendo la stessa&lt;strong&gt; guerra che combattiamo tutti&lt;/strong&gt;: la guerra tra la storia che raccontiamo di noi stessi e la realtà che continua a interromperla. La &lt;strong&gt;vita è diventata un teatro&lt;/strong&gt; in cui non siamo solo attori: ognuno scrive, dirige e recita nella propria opera teatrale”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Avidità, potere e irresponsabilità&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I personaggi del film &lt;strong&gt;incarnano molto lo spirito&amp;nbsp;trumpiano&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;– pensano solo al guadagno, al denaro, al profitto e sono disinteressati e minimizzano le conseguenze dei danni all’ambiente – ma il regista ci ha tenuto a precisare che il suo “è &lt;strong&gt;un film che va oltre la politica&lt;/strong&gt;: racconta la storia più antica che sia mai stata raccontata. &lt;strong&gt;Avidità insaziabile, potere e irresponsabilità&lt;/strong&gt;. E il ruolo dell’arte, la sua futilità e la sua necessità, la verità nelle bugie che raccontiamo per dare &lt;strong&gt;un senso alla nostra assurda realtà&lt;/strong&gt;. È un nobile tentativo”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo film è nato nel 2017, quando&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Alejandro Iñárritu e Sabina Berman &lt;/strong&gt;hanno iniziato a scrivere la &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt;. “La cosa strana nello sviluppare una narrazione così radicata nel presente – ha sottolineato il regista - è che&lt;strong&gt; la realtà continuava a superare la nostra versione&lt;/strong&gt; romanzata. Una realtà che, ogni giorno negli ultimi nove anni, ha superato la finzione, lasciandoci indietro, costringendoci ad adattarci, facendoci sentire che il terreno sotto i nostri piedi, com&lt;strong&gt;e il permafrost, stesse per crollare&lt;/strong&gt;. Abbiamo imparato che la realtà ci offre gli eventi, ma è l’immaginazione che &lt;strong&gt;ci permette di riconoscerci in essi&lt;/strong&gt;. Da qualche parte tra le due cose, è nato questo film”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Tom Cruise nel ruolo di Digger&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel ruolo di Digger &lt;strong&gt;un incredibile Tom Cruise&lt;/strong&gt;, probabilmente nel suo ruolo più riuscito e complesso. “Tom era, per me, il &lt;strong&gt;primo violino dell’orchestra&lt;/strong&gt;, lo strumento che guida tutto – ha detto Iñárritu - i film si realizzano con il corpo, non con concetti, non con astrazioni, non con idee, non con intellettualizzazioni. &lt;strong&gt;Tom guidava&lt;/strong&gt; assolutamente l’orchestra attraverso le piccole sfumature, conoscendo il proprio corpo, perché &lt;strong&gt;un attore è il proprio corpo&lt;/strong&gt;. E quella precisione, non l’avevo mai vista prima – ha aggiunto - non conosco il suo processo, non so come ci riesca”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La metafora musicale viene sposata anche da Tom Cruise secondo cui “Alejandro è &lt;strong&gt;in grado di scrivere in un’altra lingua &lt;/strong&gt;in un modo che dimostra una profonda comprensione di quella lingua, e quando ha detto di essere un DJ, ho capito che era la sua comprensione della musica. &lt;strong&gt;Tutto aveva perfettamente senso&lt;/strong&gt; nel suo montaggio, nei ritmi dei suoi personaggi e delle scene – ha spiegato l’attore - la maggior parte degli attori non è abituata al tipo di &lt;strong&gt;andamento dei film degli anni ’20, ’30 e ’40&lt;/strong&gt;, in cui i dialoghi si susseguono a raffica e sono davvero eccellenti. Si tratta di &lt;strong&gt;comprendere quel tipo di tempismo&lt;/strong&gt; che non è meccanico e sembra naturale”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'inquietante gatta Maggie&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Attore e regista si sono poi soffermati su un particolare molto significativo, una scena che catalizza l’attenzione del pubblico all’inizio del film: &lt;strong&gt;la gatta Maggie, stranissima&lt;/strong&gt;, inquietante, che sta da 38 anni con Digger e a cui l’uomo è affezionato più di ogni cosa. “Non so come Alejandro l’abbia trovata, ma mi sono detto: ‘&lt;strong&gt;Che gatto è questo?&lt;/strong&gt; Diventerà forse Pet Sematary?’. E poi la scena in cui lui la lava, con quell’umorismo… &lt;strong&gt;non sapevo cosa dirgli&lt;/strong&gt;. Ma attraverso ogni sua interazione con lei, si vede che questo legame indissolubile con lei è fondamentale per lui”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Non potevamo &lt;strong&gt;usare un gatto in CGI&lt;/strong&gt; o un gatto-pupazzo, doveva essere reale e adorabile, ma strano – ha spiegato il regista - abbiamo dedicato mesi alla progettazione della vecchia e malata Maggie per renderla perfetta, e mesi di prove per capire come superare le difficoltà di &lt;strong&gt;girarla con i migliori burattina&lt;/strong&gt;i. Il tono di questa gatta è esattamente quello che cercavamo di ottenere da ogni attore, così &lt;strong&gt;il pubblico si chiede: “Ma è reale?”&lt;/strong&gt;. E lei è così importante perché è l’unico punto di riferimento emotivo e concreto per Digger, che ci fa capire che è umano e capace di amare”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L’interpretazione di Tom Cruise&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tornando a&lt;strong&gt; parlare della sua interpretazione&lt;/strong&gt;, Tom Cruise ha spiegato che “quando analizzo un ruolo che devo interpretare, non mi concentro solo sul personaggio, ma cerco anche l’umorismo, il dramma, la fisicità, il trucco: tutto questo lo scopro man mano che &lt;strong&gt;imparo a interpretare&lt;/strong&gt; questa persona”.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;“Con Digger, devo ammettere, non ho mai avuto un personaggio che mi abbia &lt;strong&gt;messo alla prova in questo modo &lt;/strong&gt;– ha detto ancora l’attore - ho dovuto attingere a tutta la mia esperienza, a tutto ciò che ho imparato in tutti questi anni e in &lt;strong&gt;ogni film che ho girato &lt;/strong&gt;per riuscire a interpretare questo personaggio e stare all’altezza dell’ambizione di questo film. Questo perché, anche se attingo agli strumenti che ho acquisito nel tempo, non si tratta di &lt;strong&gt;un lavoro standardizzato&lt;/strong&gt;. Ci sono stati altri elementi che mi hanno aiutato a consolidare l’interpretazione – ha spiegato - i colori, il guardaroba e il trucco, e poi &lt;strong&gt;Alejandro mi ha mostrato la sua bacheca&lt;/strong&gt; di ispirazione per Digger. Da lì, inizio a recitare, a scoprire il ritmo, e all’improvviso riesco semplicemente a essere il personaggio. Si trova il giusto equilibrio. &lt;strong&gt;Studio e mi chiedo come posso prepararmi&lt;/strong&gt; fisicamente per questo tipo di ruolo — Digger è un ruolo molto fisico — e&lt;strong&gt; gioco con i comportamenti&lt;/strong&gt;”, ha concluso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 30 Sep 2026 14:49:46 GMT</pubDate>
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      <title>I Muse suoneranno al Lucca Summer Festival</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-29/muse-lucca-summer-festival-data-39302576/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - I Muse, una delle rock band internazionali piu' importanti degli ultimi trent'anni, debuttano alla prossima edizione di Lucca Summer Festival per la loro unica data italiana. Ad annunciarlo la D'Alessandro e Galli, che organizza il festival.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 17 luglio 2027, Matt Bellamy, Dominic Howard e Chris Wolstenholme porteranno a Lucca tutta la potenza del loro live, in un concerto che unira' oltre trent'anni di grandi successi alla musica del loro nuovo album "The Wow! Signal". L'arrivo dei Muse sara' uno degli appuntamenti di punta dell'edizione che celebrera' il trentennale di Lucca Summer Festival, un'edizione speciale che si svolgera' interamente nell'Area Mura Storiche. Quello dei Muse e' il terzo annuncio del cartellone 2027, dopo i Take That, attesi a Lucca il 20 luglio, e i Simply Red, che saranno protagonisti il 30 luglio.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 10:55:59 GMT</pubDate>
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      <title>"Tutto l'amore che resta" su Rai 1: Bova e Bevilacqua "A scuola serve integrazione, non gh...</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-29/fiction-scuola-inclusione-disabili-39301433/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - "&lt;strong&gt;Tutto l'amore che resta&lt;/strong&gt;" approda da stasera, 29 settembre, su Rai 1 per cinque prime serate. La nuova serie racconta le vicende del liceo Helen Keller di Frascati, istituto immaginario in cui gli studenti con disabilità vivono in piena integrazione con i compagni. In un momento in cui il dibattito pubblico sulla scuola si accende tra visioni contrapposte, la fiction corale, coprodotta da Rai Fiction e Fabula Pictures, fa dell'inclusione totale il proprio manifesto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al centro del progetto ci sono Raoul Bova e Giulia Bevilacqua, nei panni del preside Stefano Fogli e dell'ispettrice Michela.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I personaggi: l'idealismo del preside e il rigore dell'ispettrice&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;In un'intervista ad AGI, i due attori hanno ripercorso i temi chiave dell'opera e il profondo valore sociale dell'integrazione. La storia nasce da una scuola ideale, frutto di un sogno giovanile che i due protagonisti coltivavano insieme e che, anni dopo, li vede schierati su fronti opposti. Da una parte c'è Stefano, preside deciso ad abbattere le barriere sociali per i suoi ragazzi. "Nella nostra società a volte si perde la voglia di combattere, si spegne quel fuoco dentro perché, per varie ragioni, non te la senti più - spiega Raoul Bova -. Chi invece, come Stefano, vive sulla propria pelle una disabilità in famiglia o la grave malattia di un figlio, ritrova quella spinta e vuole portare avanti la battaglia fino in fondo".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un idealismo che si scontra con il rigore delle istituzioni e con i nodi irrisolti del passato. Giulia Bevilacqua racconta così il suo personaggio: "Interpreto un'ispettrice mandata dal ministero dell'Istruzione a controllare che in questa scuola, così visionaria, sia tutto a norma. Lo fa, però, con un pizzico di rancore privato, dettato dalla separazione da Stefano, che in passato è stato un suo grande amore. Oltre al senso del dovere, c'è una spinta personale che la conduce a essere così rigida e severa". L'attrice ne sottolinea la complessità: "È stato difficile empatizzare con lei, ma al contempo ha una visione molto inclusiva: non ha alcun occhio di riguardo nei confronti dei ragazzi con disabilità, trattandoli esattamente come tutti gli altri".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il dibattito sulle classi separate e la risposta dei protagonisti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sollecitati sulla recente e discussa proposta del generale Roberto Vannacci di istituire classi separate per gli alunni con disabilità, gli attori hanno preso una posizione netta. Bevilacqua punta il dito contro l'attuale clima sociale: "Sempre di più siamo abituati a un linguaggio agghiacciante, basato sull'odio, sulla cattiveria, sui ghetti e sull'idea di dividere in classi separate. Spero vivamente che tutto questo non venga legittimato: se lo Stato autorizza un linguaggio del genere, spinge le persone a credere che sia giusto. La scuola ha tanto bisogno di sostegno finanziario, di salari più alti e di luoghi idonei ad accogliere le persone in tutte le loro diversità. La priorità non è certo quella di escludere".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulla stessa linea Raoul Bova, che si appella alla competenza della comunità scientifica: "Medici e specialisti ci insegnano che la diversità può trovare accoglienza e un miglioramento soltanto quando si è accolti da tutti, senza sentirsi diversi. Non credo affatto che il mondo dei normali o il mondo dei disabili debba essere separato. Siamo tutti quanti viviamo nello stesso mondo, nella stessa vita, quindi dobbiamo comunque interagire l'uno con l'altro". Poi l'attore indica il vero traguardo educativo: "Quello che va cambiato è proprio l'atteggiamento. La scuola non deve omologare gli studenti per renderli tutti uguali. Al contrario, bisognerebbe insegnare che siamo tutti diversi e che dobbiamo avere il diritto di essere diversi e essere rispettati per la nostra diversità".&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Tue, 29 Sep 2026 06:52:03 GMT</pubDate>
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      <title>Mengoni lancia "Sbagliato", il club per cantare senza telefono</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-28/mengoni-lancia-sbagliato-39287880/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Marco Mengoni torna con un progetto insolito ovvero&lt;strong&gt;, "Sbagliato"&lt;/strong&gt;, un club dove si dice non sarà possibile usare i telefonini e dove l'artista canterà per quattro sere a settimana a partire dal 5 novembre fino al 9 dicembre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Al cantautore è affidata la direzione creativa. Oltre a lui, nello spazio di "Sbagliato" si esibiranno altri arsiti secondo un cartellone creato &lt;strong&gt;secondo la sua visione&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Mengoni e la nuova avventura di "Sbagliato"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sbagliato è il nuovo spazio di Milano nato per fare le cose &lt;strong&gt;al contrario: &lt;/strong&gt;sette settimane con serate ognuna diversa da quella precedente. Per Mengoni, si tratta del primo incarico in questo ruolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per Marco "sbagliato" è tutto ciò che non è canonico: ciò che sorprende, spiazza e che, anche solo per un dettaglio, non è quello che ci si aspetta. Un'idea che diventa il&lt;strong&gt; filo conduttore &lt;/strong&gt;dell'intero progetto, dal programma all'allestimento fino al modo di vivere la serata. Non mancheranno i live del cantautore, 26 straordinarie serate dal vivo con la sua band, in cui il cantante di Ronciglione si esibirà in mezzo al suo pubblico, per annullare ogni barriera. Dall'apertura del 5 novembre fino al 19 dicembre, Marco si esibirà con quindici date a novembre e undici a dicembre - prodotte e organizzate da&lt;strong&gt; Live Nation &lt;/strong&gt;- distribuite lungo le sette settimane di programmazione e tra gli ospiti ci saranno Luca Ravenna, Faccianuvola, Mace, Benjamin Clementine, Rare, Sayf, Nuzzo e Di Biase.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra un concerto e l'altro, il cartellone si completerà con appuntamenti dedicati alla comicità, serate con ospiti musicali e un DJ set, sempre con la direzione creativa di Marco che potrebbe anche comparire nelle vesti più diverse. Nessun concerto sarà &lt;strong&gt;uguale al precedente&lt;/strong&gt;, la scaletta cambia ogni sera e nasce sul momento, tra brani di repertorio e cover, per un'esperienza che non si ripete mai in maniera identica. Marco si esibirà allo Sbagliato con 26 appuntamenti previsti il 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 17, 18, 20, 22, 25, 26, 28, 29 novembre e l'1, 2, 4, 5, 8, 10, 11, 13, 16, 17 e 19 dicembre.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un nuovo tassello di una luminosa carriera&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Premiato pochi giorni fa come l'artista con il &lt;strong&gt;maggior numero di biglietti venduti nel 2025,&lt;/strong&gt; reduce da un tour che ha raccolto oltre 670mila spettatori tra stadi e palazzetti italiani e arene europee, Marco Mengoni rimescola ancora una volta le carte e apre una&lt;strong&gt; nuova fase del suo percorso. &lt;/strong&gt;Ad anticiparla è stato il&lt;strong&gt; teaser&lt;/strong&gt; diffuso sui suoi canali social, costruito attorno alla parola "sbagliato": una serie di situazioni - dalla ginnastica al fitting, dal bar alla riunione con lo staff - in cui Marco sceglie di disobbedire a chi vorrebbe imporgli di fare la cosa giusta, fino a chiudere con un deciso "Io questa volta lo voglio fare Sbagliato".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa volta Marco passa dall'altra parte e costruisce un cartellone lungo sette settimane, scelto&lt;strong&gt; seguendo i propri gusti: &lt;/strong&gt;amici, artisti stimati e nomi che non appartengono soltanto al mondo della musica, spesso lontani da quella che il pubblico immagina essere la sua&lt;strong&gt; comfort zone. &lt;/strong&gt;Una selezione che rispecchia la curiosità che da sempre lo spinge verso ciò che, almeno in apparenza, gli è più distante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un luogo dall'identità ibrida&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Allo Sbagliato sfugge quindi deliberatamente a ogni definizione univoca, perché rifiuta l'idea stessa che un luogo debba appartenere &lt;strong&gt;a una sola categoria. &lt;/strong&gt;Non ha un'identità&amp;nbsp; fissa da rivendicare, ma ne attraversa molte, cambiando pelle a seconda della sera, dell'ospite, del momento. È il posto dove ogni aspettativa viene sistematicamente disattesa: chi entra pensando di sapere cosa troverà si ritrova puntualmente smentito, e proprio in questo scarto continuo tra ciò che ci si immagina e ciò che accade davvero sta il suo carattere più autentico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo Sbagliato è un contenitore multidisciplinare in cui musica, arte, teatro, comicità e design si incontrano, si mescolano e si contaminano; un luogo dall'identità ibrida, volutamente fuori dagli schemi, dove atmosfere underground, richiami vintage e design contemporaneo convivono senza seguire regole precise. Una venue da &lt;strong&gt;500 posti, &lt;/strong&gt;"grande il giusto", che dichiara la propria natura già dal nome. Allo Sbagliato è uno spazio che si presta ad accogliere cio' che normalmente non trova casa altrove. È un teatro quando il racconto prende forma sul palco e il pubblico si lascia guidare da una narrazione. È un atelier quando diventa laboratorio di idee, luogo di sperimentazione dove le cose si costruiscono e si disfano nello stesso momento. Ed è, infine, una galleria quando le pareti si aprono al lavoro di artisti che qui trovano una vetrina inedita, fuori dai circuiti tradizionali.All'arrivo in teatro, il telefono verrà posizionato in una custodia richiudibile, da tenere per tutta la serata. In caso di emergenza si potrà sbloccare la custodia in qualsiasi momento recandosi nell'area "Uso telefono", segnalata dalle indicazioni presenti in teatro. Marco nelle serate che non lo vedono protagonista può comparire nei modi più diversi, da ospite musicale a presentatore, da disturbatore a spalla comica. Ogni sera, quindi, può riservare una sorpresa. Ed è proprio "sbagliando" che il pubblico avrà &lt;strong&gt;modo di conoscerlo meglio.&lt;/strong&gt; Ogni serata porterà la sua musica, ma non quella che ci si aspetta, oltre a tante novità musicali e non solo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È una scommessa precisa, quella di Marco Mengoni: in un'epoca in cui ogni istante viene fotografato, filmato e condiviso in tempo reale, Allo Sbagliato propone l'esatto contrario, un'esperienza che esiste &lt;strong&gt;solo finché accade&lt;/strong&gt;, irripetibile per definizione: la stessa scaletta non si ripete due volte, la stessa sorpresa non capita due sere di fila.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 12:49:53 GMT</pubDate>
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      <title>MTV Award: Taylor Swift la più premiata nella storia, Madonna artista dell'anno</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-28/taylor-swift-mtv-39278794/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Taylor Swift ha superato Beyoncé come artista più premiata nella storia degli &lt;strong&gt;MTV VMA (Video Music Awards)&lt;/strong&gt;, dopo un periodo in cui le due artiste erano appaiate a quota 30 riconoscimenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Swift ha stabilito il nuovo record ricevendo il premio inaugurale per la migliore direzione artistica (MTV VMA Artist Director Honors), che celebra il lavoro di regia svolto dai cantanti al di là della loro carriera musicale. La cantante ha inoltre trionfato nella categoria più importante della serata, quella per il miglior videoclip, con &lt;strong&gt;'The Fate of Ophelia'&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il nuovo singolo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Swift, che in precedenza aveva già vinto quattro premi come miglior regista, ha diretto alcuni dei video più rappresentativi della sua carriera, tra cui 'Karma (feat. Ice Spice)' e, più recentemente,&lt;strong&gt; 'The Fate of Ophelia' e 'Opalite'&lt;/strong&gt;. Proprio oggi ha presentato sul palco il videoclip del suo nuovo singolo, 'Patient Zero', nel quale recita insieme agli attori Dakota Johnson e Colin Farrell. È stata Johnson a consegnarle il riconoscimento alla carriera per la direzione artistica. Swift ha poi ripercorso il lavoro svolto in &lt;strong&gt;quasi 60 videoclip&lt;/strong&gt; realizzati nell'arco di due decenni, 18 dei quali scritti e diretti da lei.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"La ragione principale per cui amo così tanto scrivere e dirigere videoclip è che voi, i fan, rendete tutto questo molto divertente", ha detto. Swift arrivava agli MTV VMA come seconda artista con il maggior numero di candidature, &lt;strong&gt;alle spalle di Madonna&lt;/strong&gt;, con nove nomination, tra cui quelle per la regia, il video dell'anno, l'artista dell'anno e il miglior pop.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Madonna artista dell'anno&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Se Taylor Swift si è aggiudicata il premio più importante della serata e ha battuto il record come artista più premiata nella storia dei VMA, Madonna ha trionfato come artista dell’anno in questa rassegna dedicata alla cultura pop. Mrs Ciccone ha conquistato i riflettori con il suo &lt;strong&gt;ritorno sul palco degli VMA dopo 23 anni&lt;/strong&gt;, con un’esibizione che ha ricreato la sfrenatezza e la libertà di un locale notturno e in cui ha riunito nuovamente due delle cantanti più importanti del settore: Sabrina Carpenter e Charli XCX, per interpretare brani come “Bring Your Love” e “Danceteria Afterhours”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;
  Madonna è stata la protagonista indiscussa della serata. La regina del pop ha conquistato sette statuette: Artist of the Year, Best Album per Confessions II, Best Dance, Best Cinematography, Best Choreography. Inoltre, insieme a &lt;strong&gt;Sabrina Carpenter&lt;/strong&gt;, Madonna ha vinto il&lt;strong&gt; premio per la migliore collaborazione pop&lt;/strong&gt; e quello per Best Long Form Video&amp;nbsp;con il cortometraggio “Confessions II – The Film”, che racchiude il concetto del suo ultimo progetto.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Lisa entra nella storia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La serata è stata positiva per&lt;strong&gt; la cantante thailandese Lisa&lt;/strong&gt;, che oltre a trasportare il pubblico nel suo paese natale con l’esibizione di “Sawadika”, è entrata nella storia come la prima solista K-pop e asiatica a vincere il premio come Miglior Artista Pop.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Sienna Spiro miglior esorditene&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La cantante britannica Sienna Spiro si è aggiudicata il &lt;strong&gt;premio come Miglior Artista Esordiente&lt;/strong&gt; e ha debuttato sul palco con la sua caratteristica estetica retrò.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Premio a Bad Bunny&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Molti dei premi, presentati in questa occasione dal rapper Snoop Dogg, non sono stati trasmessi in &lt;strong&gt;diretta televisiva&lt;/strong&gt; e sono stati annunciati in seguito, come nel caso del premio per il “Miglior artista latino”, vinto dal &lt;strong&gt;portoricano Bad Bunny &lt;/strong&gt;con il suo singolo “NUEVAYoL”, o del premio per il “Miglior album”, assegnato anch’esso a Madonna per “Confessions II”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altre esibizioni esplosive di questa edizione sono state quella di &lt;strong&gt;Shaboozy, che ha infiammato&lt;/strong&gt; una cantina ambientata nel Midwest per cantare “Cowgirl”; o quella di Raye, che ha inondato di rosso il palco per mostrare la sua agilità vocale in un’esibizione drammatica e divertente del suo successo &lt;strong&gt;“WHERE IS MY HUSBAND!”&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Dolly Parton, Nirvana e George Michael&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Swift non è stata l’unica a rendere omaggio a Parton: prima del suo intervento, l’americana Kacey Musgraves ha interpretato “I Will Always Love You”, uno dei successi più memorabili della star. Parton è inoltre apparsa per qualche istante sullo schermo cantando alcuni frammenti della canzone prima che Musgraves continuasse con il brano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da parte sua, la band grunge degli anni Novanta Nirvana ha ricevuto il premio Video Vanguard; a ritirarlo sono saliti sul palco Dave Grohl, batterista fondatore, Krist Novoselic, bassista fondatore, e Pat Smear, chitarrista dell’ultima formazione della band.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La serie di omaggi si è conclusa con brani come “Faith”, interpretata da Somb, o “Careless Whisper”, di Teddy Swims, in occasione del decimo anniversario della morte di George Michael. "Mostrate amore, diffondete amore e donate amore", sono state le parole con cui il californiano Snoop Dogg ha chiuso la serata, in un’edizione degli VMA che si è tenuta a Los Angeles per la prima volta dopo nove anni.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Mon, 28 Sep 2026 09:43:30 GMT</pubDate>
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      <title>Jovanotti compie 60 anni: la storia di un ragazzo fortunato</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-27/jovanotti-60-anni-39270595/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Sessant'anni, e non sentirli: &lt;strong&gt;Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti,&lt;/strong&gt; spegne sessanta candeline nella sua Roma, la città dove tutto è cominciato e dove, non a caso, è tornato quest'estate per chiudere in bellezza il suo ultimo giro di concerti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rapper per caso, cantautore per vocazione, dj da sempre, la sua carriera è un lungo rifiuto di stare fermo dentro un'etichetta sola.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Gli esordi tra radio, discoteche e rap&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nato a Roma il 27 settembre 1966, da genitori toscani originari di &lt;strong&gt;Cortona&lt;/strong&gt;, cresce nella Capitale fino a diciannove anni, già innamorato delle radio e delle discoteche romane. A a sedici anni è già dietro la consolle come dj, ipnotizzato dalla dance e da un hip hop americano che allora in Italia conoscevano in pochi.&lt;br&gt;
  Ma sarà il trasferimento a Milano e l'incontro con&lt;strong&gt; Claudio Cecchetto&lt;/strong&gt; a cambiare tutto. È lui a lanciare i primi singoli di ispirazione rap come &lt;strong&gt;“Gimme Five"&lt;/strong&gt;, "È qui la festa?", "La mia moto" e a trasformare un ragazzo di periferia in uno dei volti più riconoscibili della musica italiana. Da quel momento nasce ufficialmente Jovanotti, nome che arriva dritto da "giovanotti", il plurale un po' scanzonato di "giovanotto".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La maturazione artistica negli anni Novanta&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ma è negli anni Novanta che il personaggio &lt;strong&gt;comincia a diventare artista. &lt;/strong&gt;Nel 1991 arriva l'album "Una tribù che balla"; l'anno dopo, in un moto di coscienza civile, pubblica il singolo "Cuore", dedicato al giudice &lt;strong&gt;Giovanni Falcone,&lt;/strong&gt; ucciso nella strage di Capaci. Lo stesso anno esce "Lorenzo 1992", disco che resta in classifica per settimane e che consacra brani entrati nella memoria collettiva come "Sono un ragazzo fortunato" e "Non m'annoio". Seguono un tour a due voci con Luca Carboni, fatto di duetti insoliti, e la collaborazione estiva con &lt;strong&gt;Gianna Nannini&lt;/strong&gt; in "Radio Baccano". Il rap ingenuo delle origini lascia gradualmente spazio a un suono più maturo, che negli anni successivi si aprirà alla world music, sempre filtrata attraverso hip hop e funk. Da "L'ombelico del mondo" a "A te", da "Baciami ancora" a "Un raggio di sole", passando per "Il più grande spettacolo dopo il Big Bang".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le canzoni che hanno segnato più generazioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;in oltre quarant'anni di carriera Jovanotti ha costruito &lt;strong&gt;un catalogo &lt;/strong&gt;diventato colonna sonora di più generazioni. "A te", lanciata a Sanremo 2008 e rimasta prima in classifica per otto settimane consecutive, è anche una dichiarazione d'amore alla compagna di sempre, Francesca Valiani, sposata quello stesso anno nella chiesa di Santa Maria Nuova a Cortona, dove il cantautore vive ormai da anni dopo stagioni divise tra Milano e New York.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La rivoluzione del Jova Beach Party&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel 2018 arriva l'idea che ridefinisce il concetto stesso di concerto: il &lt;strong&gt;Jova Beach Party,&lt;/strong&gt; tour senza precedenti su sedici spiagge italiane nell'estate 2019, con oltre sessanta artisti ospiti e show che partono nel primo pomeriggio per finire a notte fonda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'incidente e la difficile rinascita&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel luglio 2023, in vacanza con la moglie a &lt;strong&gt;Santo Domingo, &lt;/strong&gt;Jovanotti ha un&lt;strong&gt; brutto incidente in bicicletta.&lt;/strong&gt; Un dosso non segnalato, una caduta violenta, il femore sbriciolato nella zona del trocantere e la clavicola fratturata. Operato d'urgenza sul posto, non riuscì a rientrare subito in Italia per il rischio di embolia; una volta a casa, i medici dell'Humanitas di Milano scoprono un batterio che sta intaccando l'osso, e nella seconda operazione perde quattro litri di sangue. Lui stesso ha raccontato di aver rischiato la vita per setticemia, e di aver dovuto reimparare a &lt;strong&gt;camminare da zero.&lt;/strong&gt; Da quell'esperienza, definita a sorpresa "un dono", nasce l'album "Il corpo umano vol. 1", uscito a gennaio 2025.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un 2025 ricco di riconoscimenti&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il ritorno sul palco dell'Ariston, come superospite a Sanremo 2025, diventa così il simbolo pubblico di una rinascita. L'anno del sessantesimo compleanno si è rivelato particolarmente denso. Il 4 febbraio Jovanotti è stato insignito del titolo di &lt;strong&gt;Commendatore della Repubblica&lt;/strong&gt;, ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 10 aprile ha partecipato a una puntata speciale di "Affari Tuoi" insieme a Gianni Morandi, passata alla cronaca per il celebre "pacco del Dottore". In estate, il suo tour, ribattezzato Jova Giro, è partito e si è chiuso proprio a Roma: il 12 e 13 settembre due serate al Circo Massimo, con il sindaco Roberto Gualtieri salito sul palco nella seconda data per un omaggio musicale alla città natale dell'artista.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A novembre arriverà nelle sale &lt;strong&gt;"Lorenzo", il documentario &lt;/strong&gt;firmato da Dario Zonta e Carlo Zoratti che ripercorre la sua storia sul grande schermo, un regalo di compleanno decisamente più cinematografico del solito. Pochi ricordano che, prima di diventare "Jovanotti" per tutti, Lorenzo Cherubini ha usato anche gli pseudonimi Gino Latino e Jeronimo. E c'è un filo diretto tra la sua vita privata e le canzoni più amate: "A te" è dedicata alla moglie Francesca, "Mario" al padre, "Le tasche piene di sassi" alla madre Viola, mentre nel recente "Fuorionda" canta apertamente dell'incidente in bici e di quel momento, in ambulanza, in cui ha capito cosa significhi davvero rischiare la vita.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Coerente con se stesso fino in fondo, Jovanotti ha anticipato di non voler fare troppo caso ai suoi sessant'anni. Organizza feste di lavoro da quando ne aveva sedici, ha raccontato durante la tappa romana del Jova Summer Party, e per questo il proprio compleanno è sempre passato in secondo piano. Nessun progetto già scritto in agenda, ha precisato, ma nessun addio alle scene, solo la voglia di continuare a lavorare senza idee prefissate né scadenze. Alla domanda su quali canzoni ami di più, la risposta è stata immediata: quelle d'amore, le uniche capaci di durare davvero nel tempo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:21:29 GMT</pubDate>
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      <title>Lorenzo: "Come festeggio? Al massimo una pizza con le mie due ragazze"</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-27/jovanotti-compie-60-anni-39273007/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - "I compleanni non li ho mai festeggiati perché di mestiere faccio e ho sempre fatto le feste". Parole di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lorenzo Cherubini&lt;/strong&gt;, in arte &lt;strong&gt;Jovanotti&lt;/strong&gt;, che ha pedalato per tutta l'estate tenendo concerti in diverse città italiane e che oggi taglia il traguardo dei &lt;strong&gt;60 anni&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 12 settembre scorso,&amp;nbsp;al concerto di chiusura del tour al &lt;strong&gt;Circo Massimo&lt;/strong&gt;, alla domanda su come avrebbe festeggiato, aveva risposto con una semplicità disarmante: "Forse andrò a mangiare una pizza con le mie ragazze (la moglie &lt;strong&gt;Francesca Valiani&lt;/strong&gt; e la figlia &lt;strong&gt;Teresa, &lt;/strong&gt;ndr). E' da quando ho 16 anni che faccio le feste - aveva spiegato - e quindi non festeggiamo il mio compleanno, ma quelli degli altri".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I compleanni e il ricordo della famiglia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Ricordo sempre che il giorno dopo il mio compleanno, &lt;strong&gt;c'era quello del mio babbo&lt;/strong&gt;. E allora, nella mia famiglia, al massimo si andava fuori a mangiare una pizza e quelle erano le occasioni per andare tutti insieme a mangiare fuori. Nell'Italia degli anni '70 andare a mangiar fuori al ristorante era un evento e quindi con quell'occasione si festeggiava sia me che il mio babbo", aveva rivelato.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La vita a Cortona e il legame con Roma&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Oggi Jovanotti vive a &lt;strong&gt;Cortona&lt;/strong&gt;, città d'origine della sua famiglia, ma continua a mantenere un forte legame con &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt;. Nella Capitale ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza, tra le strade vicine a piazza San Pietro, perchè il padre lavorava nella gendarmeria del Vaticano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Roma - dove ha chiuso il tour - resta uno dei luoghi simbolo della sua storia personale e artistica, una città alla quale continua a tornare frequentemente e che occupa un posto speciale nei suoi ricordi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;</description>
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      <pubDate>Sun, 27 Sep 2026 14:20:47 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Fiorello torna su Rai 1, l'annuncio a sorpresa nei panni di Brad Pitt</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-26/fiorello-torna-su-rai-uno-39256575/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Fiorello torna su Rai1. Lo showman siciliano lo annuncia sul suo profilo Instagram con un video in cui scimmiotta lo spot con Brad Pitt con la sola scritta tutta in maiuscolo 'Prossimamente' e il logo di Rai1.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ritorno di Fiorello sul primo canale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Questo non è &lt;strong&gt;Brad Pitt.&lt;/strong&gt; Ora che abbiamo la vostra attenzione...", recita una voce fuori campo mentre Fiorello, vestito come l'attore americano, senza parlare fa una serie di gesti seduto dietro un tavolo alternandoli a espressioni facciali come nella pubblicità di Brad Pitt.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un'assenza lunga 15 anni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per il vulcanico Rosario Fiorello si tratta del ritorno sulla rete ammiraglia della Rai quindici anni dopo lo show&lt;strong&gt; 'Il più grande spettacolo dopo il weekend', &lt;/strong&gt;andato in onda dal 14 novembre al 5 dicembre 2011.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E intanto prepara anche su Radio2 la nuova stagione della &lt;strong&gt;'Pennicanza'.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Sat, 26 Sep 2026 13:57:01 GMT</pubDate>
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      <title>Tutti invitati alla Festa (allargata) del Cinema di Roma</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-25/festa-cinema-roma-programma-39245285/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – "Lo scorso anno il &lt;strong&gt;sindaco di Roma Gualtieri &lt;/strong&gt;ci ha chiesto una Festa sempre più allargata dalla città. Quest'anno siamo arrivati al massimo dell'espansione e arriveremo anche a Latina. Il programma presenta il meglio del cinema mondiale, delle&lt;strong&gt; serie, sport, musica, arte, architettura&lt;/strong&gt;. Il cinema italiano è effervescente, forte e molto presente nel mondo e molto vivo. Noi volevamo diventare la casa del cinema indipendente: in questa edizione dico che ce l'abbiamo fatta". Con queste parole &lt;strong&gt;Salvatore Nastasi&lt;/strong&gt;, presidente della &lt;strong&gt;Festa del Cinema di Roma&lt;/strong&gt;, ha presentato in Sala Santa Cecilia (disponibile dall'anno prossimo), insieme alla direttrice artistica, &lt;strong&gt;Paola Malanga&lt;/strong&gt;, la ventunesima edizione del festival capitolino in programma all'&lt;strong&gt;Auditorium Parco della Musica 'Ennio Morricone'&lt;/strong&gt; dal &lt;strong&gt;13 al 25 ottobre&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Diciotto film in concorso, tre dei quali italiani, e un programma che affianca anteprime, serie, documentari e restauri: &lt;strong&gt;150 film da 55 Paesi diversi&lt;/strong&gt; per la &lt;strong&gt;Festa del Cinema di Roma 2026&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;il cui budget quest'anno è di 7 milioni. Durante la conferenza stampa il presidente ha ricordato che nel &lt;strong&gt;2025&lt;/strong&gt; la manifestazione ha superato le &lt;strong&gt;100 mila presenze&lt;/strong&gt; e ha rivendicato l’attenzione dedicata al &lt;strong&gt;cinema indipendente&lt;/strong&gt;, italiano e internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I film italiani in concorso&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il concorso &lt;strong&gt;Progressive Cinema&lt;/strong&gt; comprende &lt;strong&gt;18 titoli&lt;/strong&gt;, sei dei quali diretti da donne. I tre film italiani sono ‘&lt;strong&gt;Brianza&lt;/strong&gt;’ di Simone Catania, ‘&lt;strong&gt;Giorni felici&lt;/strong&gt;’ di Susanna Nicchiarelli e ‘&lt;strong&gt;Mustang&lt;/strong&gt;’ di Kasia Smutniak. ‘Brianza’, con Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi e Marina Rocco, è ispirato a una vicenda reale legata alla crisi economica e ai debiti di un’armeria di famiglia. Nicchiarelli porta invece sullo schermo la graphic novel di Zuzu, affidando il ruolo della protagonista a Carlotta Gamba, accanto a Riccardo Scamarcio. ‘Mustang’ è un documentario che ripercorre il progetto nato dopo il viaggio compiuto da Smutniak con Pietro Taricone nella regione nepalese nel 2003: dalla promessa di aiutare i bambini del posto alla costruzione di una scuola, seguendone gli sviluppi negli anni e il coinvolgimento della figlia Sophie Taricone.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;I concorrenti internazionali&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tra i concorrenti internazionali ci sono ‘&lt;strong&gt;Ceniza en la boca&lt;/strong&gt;’ di Diego Luna, tratto dal romanzo di Brenda Navarro e incentrato su una vicenda di emigrazione femminile dal Messico alla Spagna; ‘&lt;strong&gt;I Love Boosters&lt;/strong&gt;’ di Boots Riley, con Keke Palmer e Demi Moore; e ‘&lt;strong&gt;The Life and Deaths of Wilson Shedd&lt;/strong&gt;’ di Tim Blake Nelson, ambientato in un carcere dell’Oklahoma, con Amanda Seyfried e Scoot McNairy. In gara anche&lt;strong&gt; ‘Closure’ di Michał Marczak&lt;/strong&gt;, ‘Congo Boy’ di Rafiki Fariala, ‘Dua’ di Blerta Basholli, ‘Eurotrash’ di Frauke Finsterwalder e ‘I See Buildings Fall Like Lightning’ di Clio Barnard.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Completano la selezione ‘The Guest’ di Mads Mengel, ‘Sants’ di Mikel Gurrea, &lt;strong&gt;‘Skateboarding Is Not for Girls’ di Dina Duma&lt;/strong&gt;, ‘Fruit Gathering’ di Aung Phyoe, ‘Ulya’ di Viesturs Kairišs, ‘Voilà, c’est fini’ di Gustave Kervern e &lt;strong&gt;‘Yesterday the Eye Didn’t Sleep’&lt;/strong&gt; di Rakan Mayasi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il film d’apertura e la sezione Grand Public&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ad aprire la Festa sarà ‘&lt;strong&gt;Il rumore delle cose nuove&lt;/strong&gt;’ di Paolo Genovese, nella sezione non competitiva &lt;strong&gt;Grand Public&lt;/strong&gt;. Il cast comprende Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria. Nella stessa sezione arrivano &lt;strong&gt;‘I Play Rocky’ di Peter Farrelly, con Anthony Ippolito&lt;/strong&gt; nei panni del giovane Sylvester Stallone; ‘Klara and the Sun’ di Taika Waititi, con &lt;strong&gt;Jenna Ortega e Amy Adams&lt;/strong&gt;; ‘The Debut’ di Jesse Eisenberg, con Julianne Moore e Paul Giamatti; ‘Elsinore’ di Simon Stone, con Andrew Scott e Olivia Colman.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la conferenza Paola Malanga ha annunciato le &lt;strong&gt;anteprime mondiali&lt;/strong&gt; ‘Le Fantôme de l’Opéra’ con Deva Cassel e ‘Me, You’ di Bille August, tratto da ‘Tu, mio’ di Erri De Luca.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Saranno poi presentati ‘Changer l’eau des fleurs’ di Jean-Pierre Jeunet, dal romanzo di Valérie Perrin, e ‘A Talent for Murder’ di Anton Corbijn, con Helen Mirren nel ruolo di Patricia Highsmith. Per ‘Klara and the Sun’ saranno presenti a Roma &lt;strong&gt;Jenna Ortega&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Taika Waititi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il cinema italiano fuori concorso&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La selezione italiana comprende ‘&lt;strong&gt;Je so’ pazzo&lt;/strong&gt;’ di Nicola Prosatore, con Massimiliano Caiazzo nel ruolo di Pino Daniele; ‘&lt;strong&gt;Noi, un po’ meglio&lt;/strong&gt;’ di Daniele Luchetti, con Elio Germano e Maria Chiara Giannetta; ‘&lt;strong&gt;È andata così&lt;/strong&gt;’ di Gianni Zanasi, con Michele Riondino, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini. Ci saranno anche ‘Il ministero dell’amore’ di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, ‘Il profilo dell’altra’ di Francesco Bruni e ‘La sera a Roma’ di Enrico Vanzina.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Tra gli altri titoli annunciati figurano ‘Desiderio’ di Michela Cescon, &lt;strong&gt;‘Le rose di Marrakech’ di Ginevra Elkan&lt;/strong&gt;n, ‘Un tranquillo funerale di famiglia’ di Massimiliano Bruno e ‘L’ora di tutti’, esordio alla regia di Stefania Rocca tratto dal &lt;strong&gt;romanzo di Maria Corti&lt;/strong&gt; sull’assedio di Otranto. In coproduzione con Alice nella città sarà poi presentato ‘&lt;strong&gt;Se domani non torno&lt;/strong&gt;’ di Paola Randi. Il film, presentato in anteprima venerdì 23 ottobre, affronta una delle &lt;strong&gt;vicende che ha maggiormente segnato&lt;/strong&gt; la storia recente del nostro Paese, quella di &lt;strong&gt;Giulia Cecchettin&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sul versante degli esordi, ‘7 anniversari’ segna il debutto di Sabrina Iannucci, mentre &lt;strong&gt;Valerio Lundini esordisce alla regia con ‘Cambogia’&lt;/strong&gt;. ‘Caro mondo crudele’ di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti racconta invece una dodicenne la cui immaginazione prende forma &lt;strong&gt;attraverso i disegni di Zerocalcare&lt;/strong&gt;, con musiche di Giancane.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le serie della sezione Freestyle&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La sezione &lt;strong&gt;Freestyle&lt;/strong&gt; presenterà &lt;strong&gt;11 serie&lt;/strong&gt;. Tra quelle annunciate ci sono la seconda stagione di ‘All’s Fair’, con Kim Kardashian, Naomi Watts, Niecy Nash e Sarah Paulson; ‘Vision Quest’ della Marvel, con Paul Bettany; &lt;strong&gt;‘Livatino’ di Michele Placido&lt;/strong&gt;; ‘Melania Rea’ di Stefano Mordini; ‘Radici’, dedicata a Daniele De Rossi e all’Ostiamare.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I documentari su musica, sport e cultura&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;musica&lt;/strong&gt; avrà spazio nei documentari ‘Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti’ di Dario Zonta e Carlo Zoratti, nel &lt;strong&gt;ritratto di Morgan&lt;/strong&gt; ‘Non importa dove’, nel documentario 'Il ghiaccio in tasca. &lt;strong&gt;Mio padre Giuseppe Sinopo&lt;/strong&gt;li', film diretto dal figlio Giovanni Sinopoli, a 80 dalla nascita e a 25 dalla morte di una delle personalità più eclettiche della musica e della cultura del Novecento.&amp;nbsp; Quindi lavori&lt;strong&gt; dedicati a Ludovico Einaudi e MACE&lt;/strong&gt;. Per lo &lt;strong&gt;sport&lt;/strong&gt; sono stati annunciati ‘In un battito’ di Giovanni Troilo, sulla &lt;strong&gt;storia di Edoardo Bove&lt;/strong&gt;, ‘The Match’ sulla partita della “mano de Dios”, un documentario su Éric Cantona e due opere dedicate a &lt;strong&gt;Billie Jean King e Federica Brignone&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I documentari attraversano anche &lt;strong&gt;arte, letteratura, ambiente e memoria&lt;/strong&gt;. Fra i titoli segnalati ci sono un film su Salman Rushdie firmato da Alex Gibney, lavori sulle scrittrici Ingeborg Bachmann e Siri Hustvedt, un ritratto dell’architetto &lt;strong&gt;Massimiliano Fuksas &lt;/strong&gt;e ‘Nowruz – Nuovo giorno’, dedicato a una squadra di calciatrici iraniane a Torino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il 22 ottobre nella sezione Altri Eventi, sarà presentato &lt;strong&gt;'Non oggi', un corto d'autore&lt;/strong&gt; realizzato con la regia e la partecipazione di Sergio Castellitto, nato dall'idea di raccontare attraverso il linguaggio del cinema un futuro in cui le &lt;strong&gt;sigarette appartengano al passato&lt;/strong&gt;. Al centro della storia, oltre allo stesso Castellitto, Elena Funari, Emma Beonio Brocchieri e Davide Iachini.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I premi della Festa a Bardem, Piovani e Ross&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Javier Bardem&lt;/strong&gt; riceverà un premio alla carriera in occasione della proiezione di El ser querido di Rodrigo Sorogoyen; la consegna sarà affidata a Paolo Sorrentino. Nella serata d’apertura &lt;strong&gt;Nicola Piovani&lt;/strong&gt; riceverà il &lt;strong&gt;Banca Ifis Music Award&lt;/strong&gt;, mentre alla produttrice britannica &lt;strong&gt;Tessa Ross&lt;/strong&gt; andrà l’&lt;strong&gt;Industry Lifetime Achievement Award&lt;/strong&gt;. Le giurie, secondo quanto riferito alla presentazione, saranno annunciate la prossima settimana.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Restauri e immagine ufficiale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La sezione dedicata alla storia del cinema proporrà &lt;strong&gt;documentari e restauri&lt;/strong&gt; alla Casa del Cinema. Fra i film citati nel programma ci sono ‘L’eclisse’, ‘Boogie Nights’, ‘Fight Club’, ‘Mephisto’ e ‘Trainspotting’. Proprio &lt;strong&gt;Monica Vitti&lt;/strong&gt;, fotografata da Sergio Strizzi sul set de ‘L’eclisse’ di Michelangelo Antonioni, è la protagonista dell’&lt;strong&gt;immagine ufficiale&lt;/strong&gt; di questa edizione.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Incontri con il pubblico e premio Gillo Pontecorvo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Al programma si affiancheranno poi gli incontri con il pubblico, le masterclass di &lt;strong&gt;Paso Doble&lt;/strong&gt;. Salvatore Nastasi ha annunciato fra le novità il Banca Ifis Music Award che sarà consegnato nel giorno dell'inizio del festival a Nicola Piovani. A vent'anni dalla scomparsa di &lt;strong&gt;Gillo Pontecorvo&lt;/strong&gt;, si terrà poi la prima edizione del premio dedicato al regista.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I luoghi della Festa&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La Festa si estenderà oltre l’Auditorium: tra i luoghi annunciati figurano la &lt;strong&gt;Casa del Cinema&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;MAXXI&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Teatro Olimpico&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Teatro Palladium&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Cinema Giulio Cesare&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Teatro Ateneo della Sapienza&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Castel Sant’Angelo&lt;/strong&gt;. Sono previste attività anche al &lt;strong&gt;Policlinico Gemelli&lt;/strong&gt; e in istituti penitenziari di Roma e Latina.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 25 Sep 2026 15:22:46 GMT</pubDate>
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      <title>Paolo Belli non apparirà in video nella nuova edizione di 'Ballando con le stelle'</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-25/paolo-belli-ballando-con-lestelle-39238584/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;Paolo Belli&lt;/strong&gt; non andrà in video nell'edizione 2026 di &lt;strong&gt;'Ballando con le stelle'.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La decisione - condivisa tra Rai e l'artista, fa sapere l'azienda - è maturata alla luce del percorso personale e professionale intrapreso da Belli negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Paolo Belli e la scelta dopo l'incidente&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Dopo l'incidente in bicicletta in cui è rimasto coinvolto lo scorso luglio, l'artista emiliano aveva infatti scelto di sospendere ogni impegno professionale. Ora Paolo Belli sta tornando gradualmente alla sua attività artistica, sia televisiva che live, ma, di comune accordo, la Direzione Intrattenimento Prime Time Rai e l'artista non hanno ritenuto opportuno la sua presenza in tv rispetto al contesto editoriale del talent show di Rai 1.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Non un addio al programma&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia Paolo Belli continuerà a dare il suo apporto al programma collaborand&lt;strong&gt;o dietro le quinte&lt;/strong&gt; alla realizzazione dell'edizione 2026. Il rapporto resta solido e Paolo Belli rappresenta una preziosa risorsa artistica per la Rai, che conta di poterlo ritrovare presto protagonista in video nei prossimi progetti televisivi.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 25 Sep 2026 09:17:20 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Damiano David e Dove Cameron sposi, il sì a Montalcino [VIDEO]</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-25/damiano-dove-sposi-montalcino-39235740/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;Damiano David&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Dove Cameron&lt;/strong&gt; si sono sposati nel pomeriggio del 24 settembre a &lt;strong&gt;Montalcino&lt;/strong&gt;, in &lt;strong&gt;Toscana&lt;/strong&gt;. Il frontman dei &lt;strong&gt;Måneskin&lt;/strong&gt; e l'artista americana hanno pronunciato il loro "sì" nel palazzo comunale della cittadina celebre in tutto il mondo per il &lt;strong&gt;Brunello di Montalcino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I due artisti sono arrivati all'appuntamento a bordo di una lancia color panna guidata da Damiano David, sorridenti e visibilmente emozionati. Entrambi vestiti di bianco, con la sposa in un elegante abito caratterizzato da un morbido e ampio pantalone, si sono poi incamminati verso il municipio, dal quale sono usciti poco dopo come marito e moglie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'accoglienza degli sposi dopo la cerimonia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La nuova famiglia è stata accolta da lanci di riso e dagli applausi dei presenti. Il cantautore leader dei &lt;strong&gt;Måneskin&lt;/strong&gt; e la cantante americana si sono scambiati baci e abbracci per la gioia dei fotografi e dei fan accorsi per assistere al momento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Assenti i membri della band alla cerimonia&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Alla cerimonia non erano presenti gli altri componenti della band. I musicisti dovrebbero però partecipare ai festeggiamenti previsti per il giorno successivo. I festeggiamenti proseguiranno a &lt;strong&gt;Castiglion del Bosco&lt;/strong&gt;, prestigioso resort situato nei pressi di &lt;strong&gt;Montalcino&lt;/strong&gt;. Qui gli sposi celebreranno l'evento insieme a parenti, amici e ospiti provenienti da diversi Paesi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Fri, 25 Sep 2026 06:57:01 GMT</pubDate>
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      <title>Lo Zecchino d'oro festeggia 67 anni e il Piccolo Coro va in tour a New York</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-24/zecchino-oro-tour-america-39227024/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI – Alla veneranda età di 67 anni, compiuti proprio oggi, lo &lt;strong&gt;Zecchino d’Oro&lt;/strong&gt; sbarca in America con la tournée, dal titolo “&lt;strong&gt;Generations of Voices – Music for Humanity&lt;/strong&gt;”, che nasce con l’obiettivo di creare un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti, attraverso la musica e l’incontro tra bambini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Era il 24 settembre 1959 quando &lt;strong&gt;sulla Rai andava in onda&lt;/strong&gt; dal Teatro dell’Arte in Triennale di Milano la prima puntata del programma ideato e presentato da &lt;strong&gt;Cino Tortorella&lt;/strong&gt; - Mago Zurlì. Il trasferimento dello Zecchino d’Oro all’&lt;strong&gt;Antoniano di Bologna&lt;/strong&gt;, dove si tiene tuttora, risale al 1961, 65 anni fa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Adesso una rappresentanza del &lt;strong&gt;Piccolo Coro dell’Antoniano&lt;/strong&gt; arriva a &lt;strong&gt;New York&lt;/strong&gt; nel mese di ottobre, dedicato alla celebrazione dell’&lt;strong&gt;Italian American Heritage&lt;/strong&gt;, per una settimana di eventi, dal 6 al 13 ottobre, &lt;strong&gt;all’insegna della musica&lt;/strong&gt;, della lingua e cultura italiana, dell’educazione e della solidarietà. Dopo il tour di grande successo in Cina, questa sarà la seconda visita internazionale del Piccolo Coro.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La tournée Generations of Voices&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il progetto “&lt;strong&gt;Generations of Voices – Music for Humanity&lt;/strong&gt;” coinvolgerà scuole, famiglie, istituzioni italiane, comunità italo-americane e pubblico internazionale, trasformando la prima visita americana del Piccolo Coro in un’occasione di scambio culturale, educativo e umano. L’iniziativa è promossa da &lt;strong&gt;Incanto Productions&lt;/strong&gt; e dalla &lt;strong&gt;Global EduLanguage Foundation&lt;/strong&gt;, con la collaborazione dell’Antoniano di Bologna, e nasce da un progetto fortemente voluto da &lt;strong&gt;Simona Rodano&lt;/strong&gt;, conosciuta nelle scuole americane da 20 anni come “The Italian Fairy – La Fata Italiana”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il supporto delle istituzioni&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La tournée si svolge con il supporto del &lt;strong&gt;Consolato Generale d’Italia a New York&lt;/strong&gt;, dell’&lt;strong&gt;Istituto Italiano di Cultura di New York&lt;/strong&gt;, della &lt;strong&gt;Coccia Foundation&lt;/strong&gt;, dell’&lt;strong&gt;UNICO National Foundation&lt;/strong&gt;, dell’&lt;strong&gt;Italian Caucus del New York City Council&lt;/strong&gt;, nonché di esponenti del mondo imprenditoriale italiano e italo-americano.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il programma della settimana&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il programma avrà inizio il 7 ottobre con un saluto ufficiale di &lt;strong&gt;Giorgio Marrapodi&lt;/strong&gt;, ambasciatore e Rappresentante permanente d’Italia presso le &lt;strong&gt;Nazioni Unite&lt;/strong&gt;, seguito da un’accoglienza istituzionale presso la &lt;strong&gt;New York City Hall&lt;/strong&gt; da parte dell’Italian Caucus del New York City Council.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;L’8 ottobre, il Piccolo Coro sarà accolto dal Consolato Generale d’Italia a New York e dall’Istituto Italiano di Cultura, per poi proseguire con uno speciale concerto in &lt;strong&gt;New Jersey&lt;/strong&gt;, realizzato in collaborazione con la Coccia Foundation. Nel corso della settimana, il coro visiterà inoltre alcune scuole pubbliche di New York con programmi bilingui &lt;strong&gt;italiano-inglese&lt;/strong&gt;, promuovendo lo scambio culturale attraverso la musica e la lingua. La settimana si concluderà con la partecipazione del Piccolo Coro alle celebrazioni del &lt;strong&gt;Columbus Day&lt;/strong&gt; sulla &lt;strong&gt;Fifth Avenue&lt;/strong&gt;, portando le voci dello Zecchino d’Oro sul red carpet, nel cuore di New York e offrendo alla musica italiana per l’infanzia una speciale vetrina internazionale.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le parole di Giampaolo Cavalli&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“È la prima volta nella nostra storia che il &lt;strong&gt;Piccolo Coro attraversa l’oceano&lt;/strong&gt; per arrivare a New York - dichiara &lt;strong&gt;Giampaolo Cavalli&lt;/strong&gt;, presidente del Piccolo Coro dell’Antoniano - portare le voci e le canzoni dello Zecchino d’Oro in America significa portare alle famiglie e ai bambini che incontreremo un pezzo dell’Antoniano e di Bologna, e condividere con loro l’amicizia, la gioia e la voglia di stare insieme che da sempre animano il nostro coro. Sarà un viaggio dai tanti volti. Nelle scuole, sarà scambio: i nostri bambini canteranno e ascolteranno, impareranno che la musica parla una lingua che non ha bisogno di traduzione. Negli&lt;strong&gt; incontri con le istituzioni&lt;/strong&gt;, sarà un piccolo seme di pace: perché quando i bambini cantano l’incontro, il dialogo, l’accoglienza, costruiscono qualcosa che dura più di un applauso. E nel legame con i frati minori che a New York, come a Bologna, si prendono cura di chi ha meno, sarà solidarietà: lo stesso spirito francescano che è casa nostra all’Antoniano da settant’anni, ritrovato in un’altra città, in un altro continente”, conclude.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La storia del Piccolo Coro dell’Antoniano&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Piccolo Coro dell’Antoniano&lt;/strong&gt; è una formazione corale infantile, tra le più celebri al mondo, che tradizionalmente interpreta le canzoni dello Zecchino d’Oro, in accompagnamento ai solisti, e che, attraverso attività e concerti, diffonde il proprio repertorio, affiancando&lt;strong&gt; le canzoni dello Zecchino d’Oro &lt;/strong&gt;a cover internazionali, canti religiosi e classici della canzone italiana. Fondato all’Antoniano di Bologna nel 1963 da &lt;strong&gt;Mariele Ventre&lt;/strong&gt;, con l’intento di avvicinare i bambini al mondo della musica sottolineandone il messaggio educativo e didattico, ad oggi il Piccolo Coro conta &lt;strong&gt;52 elementi&lt;/strong&gt; tra i 4 e i 12 anni di età.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
      <category>Spettacolo</category>
      <category>Komposer</category>
      <category>Agi Desk</category>
      <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 15:25:17 GMT</pubDate>
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      <title>Fendi porta Carrà e Celentano in passerella: disco anni 70, specchi e lingerie fanno ballare Milano</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-24/fendi-carra-celentano-39223470/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Chi cercava la sfilata più ballabile della &lt;strong&gt;Milano Fashion Week&lt;/strong&gt; l'ha trovata da &lt;strong&gt;Fendi.&lt;/strong&gt; Maria Grazia Chiuri ha dedicato la collezione primavera-estate 2027 a &lt;strong&gt;Raffaella Carrà e ad Adriano Celentano. &lt;/strong&gt;Ha riportato in scena la disco e il varietà televisivo degli anni Settanta con una passerella circondata da specchi, abiti che scivolano sul corpo e biancheria che esce dal cassetto per prendersi la scena. Il set è stato un omaggio doppio.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le colonne sonore di Fendi&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il cubo di specchi di Luciano Fabro, e lo studio del varietà Rai Milleluci, dove nel 1974 Carrà e Celentano si scatenarono sulle note di&lt;strong&gt; Prisencolinensinainciusol.&lt;/strong&gt; È il brano del 1972 cantato in un inglese che inglese non è, a Milano è tornato come colonna sonora. Gli specchi hanno moltiplicato modelle, ballerini immaginari e anche il pubblico, che si è ritrovato dentro lo spettacolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Per il finale Chiuri ha scelto Rumore&lt;/strong&gt;, sempre della Carrà. L'invito allo show era un verso di E. E. Cummings, 'I like my body when it is with your body', e da lì la designer è partita dall'intimo. In passerella boxer e bralette di seta bordati di pizzo, sottovesti, vestaglie e romper. Poi sono arrivati gli abiti diafani con lo strascico, gli scolli a V profondi, le schiene nude, le frange e i boa di piume. Il catsuit nero da diva ha spalle scoperte e borchie argentate. I completi in raso, con reggiseno a triangolo e short bordati di pizzo, sono declinati in verde acqua, pesca e nero.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il nero è la firma di Chiuri per la maison &lt;/strong&gt;e il &lt;strong&gt;denim è un vero filo conduttore&lt;/strong&gt;: jeans larghi a cinque tasche sotto una redingote o sotto lunghi abiti da sera in pizzo. Per lui ci sono camicie sbottonate fino all'ombelico e tuniche portate sui jeans. Tornano anche le pellicce, il marchio di fabbrica della casa, e la stilista porta avanti il programma di riparazione delle Baguette. Completano il quadro cappellini con paillettes, gambaletti velati, sandali con calzino e décolleté con cinturini incrociati.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Carrà "femminista straordinaria"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Maria Grazia Chiuri ha spiegato di essere partita dall'idea di intimità e ha definito la Carrà una femminista straordinaria, con un rapporto liberissimo con i suoi abiti. Secondo lei, la Carrà e Celentano decidevano da soli come vestirsi e come stare in scena. E racconta anche un retroscena: alcuni ragazzi del suo team non sapevano chi fossero, ma dopo aver visto l'esibizione si sono galvanizzati. Oggi, dice, le nuove generazioni vivono la moda con più timore del giudizio degli altri e frequentano meno le discoteche, dove un tempo ci si sentiva liberi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra gli ospiti c'erano &lt;strong&gt;Monica Bellucci, Tecla Insolia,&lt;/strong&gt; la modella Iris &lt;strong&gt;Law e Jovanotti.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Raffaella Carrà, scomparsa nel 2021 a 78 anni, è anche la protagonista di un primato che The Guardian ricorda in questi giorni. Nel 1970 fu la prima a mostrare l'ombelico nudo sulla televisione italiana. Oltre cinquant'anni dopo, una sfilata milanese le restituisce l'omaggio con un guardaroba fatto di pelle, pizzo e libertà.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 14:03:08 GMT</pubDate>
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      <title>“Alberto Sordi Secret”, il ritratto inedito dell’uomo oltre il mito</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-24/alberto-sordi-secret-39221920/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - È stato presentato ieri, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, &lt;strong&gt;“Alberto Sordi Secret”&lt;/strong&gt;, il docufilm scritto e diretto da &lt;strong&gt;Igor Righetti&lt;/strong&gt;, cugino del grande attore romano. Un’opera che sceglie di raccontare Alberto Sordi lontano dai riflettori, dai personaggi che lo hanno reso celebre e dall’immagine pubblica costruita in decenni di carriera, per concentrarsi sull’uomo, sulla sua infanzia e sulla sua adolescenza fino al ritorno da Milano, a diciassette anni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad aprire i lavori è stato il questore della Camera dei deputati, &lt;strong&gt;Paolo Trancassini&lt;/strong&gt;. L’iniziativa è stata promossa dal presidente della Commissione Cultura della Camera, &lt;strong&gt;Federico Mollicone&lt;/strong&gt;, in occasione dell’arrivo del docufilm su Prime Video Italia. Il film era già stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e al Senato della Repubblica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Alberto Sordi Secret” è un viaggio nella memoria familiare e privata dell’attore. Alberto viene interpretato da tre ragazzi di età differenti, senza alcun tentativo di riprodurne fisicamente le sembianze. Una scelta che permette al racconto di concentrarsi sulla persona e sulla sua formazione, più che sul mito cinematografico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il docufilm, della durata di circa un’ora e mezza, ricostruisce gli anni della crescita di Sordi attraverso ricordi familiari, testimonianze, fotografie, filmati rari e materiali inediti. Per la prima volta vengono mostrati anche i genitori, gli zii, i nonni e gli amici di Alberto, restituendo un’immagine più intima e autentica della sua personalità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Prodotto da &lt;strong&gt;Massimiliano Filippini e CameraWorks&lt;/strong&gt;, con la fotografia di &lt;strong&gt;Gianni Mammolotti&lt;/strong&gt;, le musiche di &lt;strong&gt;Maria Sicari&lt;/strong&gt; e i costumi di &lt;strong&gt;Stefano Giovani&lt;/strong&gt;, il film si avvale della voce narrante di &lt;strong&gt;Dado Coletti&lt;/strong&gt;. Nel cast figurano, tra gli altri, &lt;strong&gt;Fioretta Mari, Maurizio Mattioli, Emanuela Aureli, Daniela Giordano, Mirko Frezza, Enzo Salvi, Daniele Foresi, Lorenzo Castelluccio, Emily Shaqiri e Fabrizio Raggi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Grande spazio è riservato ai materiali d’archivio: immagini e filmati esclusivi dell’Istituto Luce, audio originali, fotografie provenienti dagli album di famiglia e immagini messe a disposizione dagli stessi protagonisti delle testimonianze. Il pubblico viene inoltre accompagnato in alcuni luoghi particolarmente significativi nella vita di Sordi, compresi gli interni della sua riservatissima villa di Castiglioncello, in Toscana, la tenuta del vero Marchese del Grillo a Fabriano, dove l’attore amava trascorrere momenti di relax, e la casa natale della madre, Maria Righetti, a Sgurgola, in provincia di Frosinone.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato è un racconto che, come sottolineato dagli autori, non si affida alla fiction o alla fantasia: dialoghi, situazioni e personaggi prendono spunto dalla vita reale e dai ricordi familiari, con l’obiettivo di far emergere aspetti poco conosciuti dell'uomo Alberto Sordi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Durante la presentazione, Federico Mollicone ha sottolineato come Sordi sia stato capace di interpretare le trasformazioni della società italiana e di raccontarne le contraddizioni. Secondo il presidente della Commissione Cultura, il lavoro di Righetti permette di andare oltre gli stereotipi e di entrare nella dimensione più riservata dell’attore, restituendo un ritratto umano delle origini della sua grandezza artistica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Particolarmente significativo è il racconto dello stesso Igor Righetti, che ha vissuto Sordi all’interno della famiglia: &lt;strong&gt;“Quello che ho raccontato è come l’ho vissuto io, quindi Alberto Sordi in famiglia, che era anche diverso da quello che ha conosciuto il grande pubblico”&lt;/strong&gt;. Righetti ricorda un uomo molto riflessivo, amante dei silenzi, ironico, sagace e disponibile, profondamente riconoscente nei confronti del pubblico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;È proprio questa dimensione privata a rappresentare il cuore del docufilm. Gli affetti, le fragilità, le passioni, le abitudini quotidiane e i rapporti familiari contribuiscono a comporre il ritratto di un Alberto Sordi diverso da quello conosciuto attraverso i suoi film.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il progetto, realizzato anche in versione internazionale, ha già ottenuto &lt;strong&gt;35 premi in Italia e all’estero&lt;/strong&gt;, tra Europa, Stati Uniti e Asia. Il docufilm è inoltre disponibile da oggi su Prime Video Italia, oltre a in diversi mercati internazionali, tra cui Cina, Stati Uniti, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo il successo del libro omonimo, arrivato alla &lt;strong&gt;dodicesima ristampa&lt;/strong&gt;, “Alberto Sordi Secret” amplia dunque il racconto attraverso le immagini e le testimonianze, proponendo un viaggio nella memoria di famiglia e nella formazione di uno degli interpreti più importanti della storia del cinema italiano.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Più che raccontare la nascita del personaggio pubblico, il docufilm cerca così di raccontare la nascita dell’uomo: &lt;strong&gt;Alberto Sordi prima di essere Alberto Sordi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Thu, 24 Sep 2026 11:11:46 GMT</pubDate>
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      <title>Torna Doc. Argentero: "Tagli alla Sanità inspiegabili". Gioli: "Mostriamo le difficoltà di...</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/video/2026-09-23/tagli-sanita-argentero-doc-39211614/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - "Purtroppo &lt;strong&gt;non basta una serie tv&lt;/strong&gt; per accendere un faro, però nel nostro piccolo continuiamo a sottolinearlo: diamo per un po' per scontato il &lt;strong&gt;Servizio Sanitario Nazionale&lt;/strong&gt;, che a tutti gli effetti è un privilegio assoluto in confronto ad altre parti del mondo". Così &lt;strong&gt;Luca Argentero&lt;/strong&gt;, in un'intervista all'AGI in occasione della presentazione della quarta stagione di 'Doc - Nelle tue mani' (in arrivo su &lt;strong&gt;Rai 1 dal 1 ottobre&lt;/strong&gt;), interviene sul tema dei &lt;strong&gt;tagli alla sanità pubblica&lt;/strong&gt;, un elemento di stringente attualità che farà da sfondo ai nuovi episodi della fiction.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Luca Argentero: “Prima di tutto la salute”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Siamo nati e cresciuti in un &lt;strong&gt;sistema che ci garantisce questo diritto&lt;/strong&gt;. Accendiamo l'occhio di bue quando le cose non funzionano, non quando centinaia di migliaia di pazienti ogni giorno vengono trattati e spesso salvati", prosegue l'attore che tornerà a vestire il camice del dottor &lt;strong&gt;Andrea Fanti&lt;/strong&gt;, pur rinunciando al ruolo di primario. "Fosse per me, per l'esperienza che ho avuto in questi anni, metterei &lt;strong&gt;pochissime cose al primo posto&lt;/strong&gt; insieme alla sanità: forse l'istruzione, la solidarietà, la sicurezza. Nel nostro parlare comune diciamo sempre 'prima di tutto la salute': com'è possibile che ancora oggi&lt;strong&gt; i tagli vadano proprio lì?&lt;/strong&gt; Io non me lo spiego".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Matilde Gioli: “Raccontare gli effetti dei tagli”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Una denuncia e un invito condiviso anche dall'altra protagonista della &lt;strong&gt;serie tv&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Matilde Gioli&lt;/strong&gt;, che nei nuovi episodi tornerà a vestire i panni della dottoressa &lt;strong&gt;Giulia Giordano&lt;/strong&gt; promossa primario dell'Ambrosiano e che dovrà scendere a dei compromessi per mantenere in piedi il reparto di medicina interna: "&lt;strong&gt;La speranza è quella di avere &lt;/strong&gt;in mano un grande potere di veicolazione di messaggi, perché 'Doc' è visto tanto anche dai giovanissimi e dalle famiglie", spiega l'attrice. "&lt;strong&gt;Vogliamo raccontare le storie&lt;/strong&gt; di chi lavora dentro gli ospedali e mostrare come, a causa dei tagli, queste persone&lt;strong&gt; non vengano messe &lt;/strong&gt;nelle condizioni di poter fare al meglio il loro lavoro".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'appello ai giovani&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Forse guardare una serie - prosegue Gioli - &lt;strong&gt;può aiutare i giovani a riflettere&lt;/strong&gt; su una scala di priorità che al momento chi ci governa non fa arrivare esattamente come dovrebbe essere".&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;I nuovi equilibri di Doc&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il nuovo ciclo di episodi si apre con una novità che cambierà gli equilibri storici della serie: &lt;strong&gt;Giulia è il nuovo primario&lt;/strong&gt;, mentre Andrea torna a operare in un reparto profondamente trasformato dai tagli strutturali dopo un anno di aspettative per stare accanto alla moglie Agnese che non è &lt;strong&gt;riuscita purtroppo a guarire&lt;/strong&gt;. "È solo una delle tantissime novità", spiega Luca Argentero. "C'è questo ribaltamento di responsabilità all'interno del reparto. &lt;strong&gt;Ci sono nuovi personagg&lt;/strong&gt;i che arrivano e porteranno da una parte novità, dall'altra scompiglio. Ci sono tanti elementi per far sì che questa quarta stagione sia a livello delle stagioni precedenti. &lt;strong&gt;Non potevamo fare nulla di meno &lt;/strong&gt;di quello che abbiamo già fatto".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Giulia diventa il capo di Doc&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un cambio al vertice che, secondo&lt;strong&gt; Matilde Gioli, darà nuova linfa alla narrazione&lt;/strong&gt;: "Sicuramente il cambio gerarchia crea anche delle curiosità su come poi verrà gestito questo reparto con i ruoli invertiti".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E su come sia, nella finzione scenica, essere&lt;strong&gt; il capo di 'Doc'&lt;/strong&gt;, l'attrice rivela un retroscena dal set: "Noi ci scherziamo tanto, costantemente, perché abbiamo un bellissimo rapporto con il nostro gruppo di lavoro. Abbiamo anche la confidenza di scherzare &lt;strong&gt;tanto sulle dinamiche dei nostri personaggi&lt;/strong&gt;, quindi io ogni tanto lo prendevo in giro dicendo: adesso sono il tuo capo".&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;h2&gt;Il legame tra Giulia e Doc&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Tuttavia, l'autorità formale non cancella il legame profondo tra i due medici. "Per&lt;strong&gt; il personaggio di Giulia&lt;/strong&gt; la presenza di Doc è talmente fondamentale: è veramente la sua guida, a prescindere da ogni ruolo gerarchico all'interno anche di un ospedale.&lt;strong&gt; Giulia può&lt;/strong&gt; anche essere il primario di Doc, ma le decisioni che poi lei prende... l'unica persona che può davvero influenzare il modo di pensare e di &lt;strong&gt;decidere di Giulia&lt;/strong&gt; è sempre Doc".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Argentero: “Siamo sempre stati una squadra”&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Un sodalizio confermato anche da Argentero, che sottolinea la continuità del loro rapporto lavorativo: "&lt;strong&gt;Siamo sempre stati una squadra&lt;/strong&gt;. Anche quando Doc era primario e Giulia uno strutturato, siamo sempre stati una squadra e continuiamo a essere squadra, con il problema che lei si trova ad &lt;strong&gt;affrontare dei problemi diversi &lt;/strong&gt;da quelli che avevo io all'epoca".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 18:25:17 GMT</pubDate>
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      <title>Sul set di Doc arriva la moglie di Argentero. L'attore confessa: "Io non ero contento"</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-23/doc-argentero-gioli-rai-39210557/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - Luca Argentero, nel ruolo di &lt;strong&gt;Andrea Fanti&lt;/strong&gt;, torna nell'attesissima &lt;strong&gt;serie tv&lt;/strong&gt; 'Doc-Nelle tue mani', giunta alla &lt;strong&gt;quarta stagione&lt;/strong&gt;, in onda da &lt;strong&gt;giovedì 1 ottobre&lt;/strong&gt; in 16 episodi da 50' su &lt;strong&gt;Rai 1&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;RaiPlay&lt;/strong&gt;. E, nella conferenza stampa di presentazione nella sede Rai di via Severo, l'attore, rispondendo a una domanda dei giornalisti, conferma che ci sarà anche nella &lt;strong&gt;quinta stagione&lt;/strong&gt; "se le idee saranno buone". E dal momento che gli sceneggiatori &lt;strong&gt;Viola Rispoli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Francesco Arlanch&lt;/strong&gt;, presenti in sala, hanno rivelato di essere già al lavoro su Doc 5, "e &lt;strong&gt;io so su cosa stanno lavorando&lt;/strong&gt; - ha aggiunto Argentero - e l'idea forte c'è". Quindi Luca Argentero, salvo imprevisti, continuerà a vestire i panni di Doc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tra le novità della quarta stagione, intanto temi di attualità come i &lt;strong&gt;tagli alla sanità&lt;/strong&gt; perché, hanno spiegato gli sceneggiatori, "mai come in questo periodo abbiamo sentito la responsabilità di raccontare le difficoltà della sanità". E poi, &lt;strong&gt;la new entry di Cristina Marino&lt;/strong&gt;, che nella vita è la moglie di Argentero e nella serie vestirà i panni della dottoressa &lt;strong&gt;Lidia Morganti&lt;/strong&gt;. "Io quando l'ho saputo non ho reagito con grande entusiasmo - ha raccontato Argentero - temevo l'accusa di nepotismo, mi potevano dire "&lt;strong&gt;ce l'hai messa te&lt;/strong&gt;"... ma niente di più lontano dal vero. Io poi sono molto esigente sul set per &lt;strong&gt;senso di responsabilità&lt;/strong&gt; e con Cristina lo sono stato ancora di più, ma devo dire che per i nostri due personaggi, che si avvicineranno, avere la possibilità di portare tutto&lt;strong&gt; il bagaglio personale che io e Cristina abbiamo&lt;/strong&gt; inevitabilmente nella nostra vita quotidiana, ha aiutato. Quindi questa è stata un'intuizione felice e sono &lt;strong&gt;molto soddisfatto del lavoro&lt;/strong&gt; svolto da Cristina".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Argentero parla dell'eventuale Doc 5&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Alle domande dei giornalisti &lt;strong&gt;sull'eventuale Doc 5&lt;/strong&gt;, la risposta di Argentero è stata articolata, spiegando però che i rumors che lo davano in uscita "non arrivavano da me".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"La strada di avvicinamento a un eventuale Doc 5 - ha proseguito - è molto &lt;strong&gt;lunga e articolata e parte da lontano&lt;/strong&gt;, così come partono da lontano le vite. Proprio perché l'investimento che uno fa su una serie come Doc è un investimento di vita molto corposo. &lt;strong&gt;La mia vita è cambiata &lt;/strong&gt;rispetto a quella di 6 anni fa e quindi i ragionamenti che si fanno nei mesi che separano due stagioni, sempre che questa stagione vada bene e quindi &lt;strong&gt;venga confermato un Doc 5&lt;/strong&gt;, sono dei ragionamenti di vita personali. In quella fase lì non ne avevamo proprio fatti di ragionamenti, &lt;strong&gt;non avevamo ancora avuto modo di capire&lt;/strong&gt; cosa sarebbe stato del futuro”.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La richiesta di Argentero per la quinta stagione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quindi, Argentero ha continuato: "L'unica richiesta che ho sempre fatto è quella di &lt;strong&gt;avere un qualcosa che fosse al livello &lt;/strong&gt;di quello che abbiamo già fatto. Niente di meno, perché il nostro pubblico non si può deludere con qualcosa di meno interessante, meno bello, &lt;strong&gt;meno entusiasmante &lt;/strong&gt;di come sono state le prime 3 stagioni. Quello che sarà Doc 5 è il frutto di un lungo lavoro di confronto, di pre-scrittura, dove&lt;strong&gt; si iniziano a buttare giù delle idee&lt;/strong&gt;. Se quelle idee saranno sufficientemente forti per giustificare un Doc 5, lo faremo".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il cast e la produzione di Doc 4&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Intanto, giovedì 1 ottobre riparte &lt;strong&gt;Doc 4&lt;/strong&gt;, una produzione &lt;strong&gt;Lux Vide&lt;/strong&gt;, società del gruppo Fremantle, in collaborazione con &lt;strong&gt;Rai Fiction&lt;/strong&gt;, diretta da &lt;strong&gt;Nicola Abbatangelo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Alessandro Tonda&lt;/strong&gt;. Soggetto di serie: Francesco Arlanch, Viola Rispoli. Adattamento del soggetto di serie: &lt;strong&gt;Francesco Arlanch, Viola Rispoli&lt;/strong&gt;, Paolo Piccirillo. Al fianco del 'doc' Luca Argentero, il cast vede &lt;strong&gt;Matilde Gioli&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Pierpaolo Spollon&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Marco Rossetti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Elisa Di Eusanio&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Laura Cravedi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Elisa Wong&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Alessandro Piavani&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Gabriele Falsetta&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Sara Lazzaro&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Giovanni Scifoni&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Cristina Marino&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Da dove riparte Doc 4&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Da dove riparte Doc 4? È&lt;strong&gt; passato poco più di un anno da quando&lt;/strong&gt;, alla fine della terza stagione, Doc aveva deciso di prendersi una pausa dall'ospedale per poter stare accanto alla ex moglie Agnese (interpretata da Sara Lazzaro), affetta da una rara malattia:&lt;strong&gt; il mesotelioma&lt;/strong&gt;. In questa quarta stagione Andrea Fanti rientra nel reparto, che era stato lasciato nelle mani della dottoressa Giulia Giordano (&lt;strong&gt;interpretata da Matilde Gioli&lt;/strong&gt;), nominata nel frattempo Primaria di Medicina interna. La dottoressa Giordano non aveva ereditato una situazione facile: i conti del reparto erano in rosso, ha dovuto &lt;strong&gt;gestire uno specializzando problematico&lt;/strong&gt; all'interno della squadra, confrontarsi con il nuovo Direttore sanitario - &lt;strong&gt;Stefano Campigli&lt;/strong&gt;, chiamato a fare tutti i tagli necessari per evitare il fallimento dell'Ambrosiano - e con il conseguente&lt;strong&gt; acquisto da parte di una holding privata&lt;/strong&gt;. Tagli che hanno costretto Giulia a dimezzare il personale e a efficientare il reparto, &lt;strong&gt;eliminando letti di degenza &lt;/strong&gt;per sostituirli con un ambulatorio: meno tempo per l'ascolto dei singoli malati, quindi, ma possibilità di visitare più pazienti. Una visione che Doc non può che rifiutare. &lt;strong&gt;Comincia così la sua crociata per riportare&lt;/strong&gt; in reparto quella che è la sua visione: più medici, più infermieri e più letti. Poco importa che questa battaglia finisca per travolgere Giulia, una delle persone più importanti della sua vita. &lt;strong&gt;Per Andrea, infatti, non si tratta solo di una questione &lt;/strong&gt;professionale. Quello che non riesce ad accettare è che le cose siano cambiate e, inconsciamente, &lt;strong&gt;vuole fare di tutto per ricostruire il passato&lt;/strong&gt; perduto. Una ferita che condivide con Matteo, un nuovo specializzando &lt;strong&gt;pieno di idealismo in cui Doc&lt;/strong&gt; finisce per rivedere sé stesso, prendendolo sotto la sua ala.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le morti sospette all'Ambrosiano&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;A unirli, oltre alla passione per la medicina, c'è anche &lt;strong&gt;la necessità di fare chiarezza&lt;/strong&gt; su alcune &lt;strong&gt;morti sospette&lt;/strong&gt; avvenute all'interno dei vari reparti dell'Ambrosiano. Che sia opera di un pazzo? O, forse, è una crudele &lt;strong&gt;strategia del direttore sanitario&lt;/strong&gt; per tagliare i costi?&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;I nuovi personaggi della quarta stagione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Quello del Direttore Sanitario &lt;strong&gt;Stefano Campigli&lt;/strong&gt; (interpretato da Gabriele Falsetta) è uno dei nuovi personaggi della quarta stagione di 'Doc', insieme allo specializzando &lt;strong&gt;Matteo Pellegrini&lt;/strong&gt; (interpretato da Alessandro Piavani), alla dottoressa &lt;strong&gt;Lidia Morganti&lt;/strong&gt; (interpretata da Cristina Marino), alla nuova Direttrice Generale del Policlinico Ambrosiano &lt;strong&gt;Paola Grandi&lt;/strong&gt; (interpretata da Irene Ferri), alla dottoressa &lt;strong&gt;Claudia Cinone&lt;/strong&gt; (interpretata da Sara Mondello) e al dottor &lt;strong&gt;Dante Pellegrini&lt;/strong&gt; (interpretato da Andrea Pennacchi).&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Le location delle riprese&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le riprese della quarta stagione si sono svolte tra &lt;strong&gt;Roma, Milano e Formello&lt;/strong&gt;. Per la location ospedaliera, il &lt;strong&gt;Policlinico Universitario Campus Bio-Medico&lt;/strong&gt; e l'&lt;strong&gt;Università Campus Bio-Medico di Roma&lt;/strong&gt; hanno messo a disposizione spazi e tecnologie.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cosa è successo dall'inizio&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Cosa è successo dall'inizio. &lt;strong&gt;Tutto è partito da un colpo di pistola alla testa&lt;/strong&gt;. È stato questo a mandare in frantumi la vita di Andrea Fanti, Primario di Medicina interna al Policlinico Ambrosiano di Milano. Anche se è sopravvissuto, una volta uscito dal coma Andrea ha dovuto&lt;strong&gt; fare i conti con una terribile scoperta&lt;/strong&gt;: gli ultimi 12 anni della sua vita sono svaniti nel nulla. Non ricorda la fine del suo matrimonio con Agnese, &lt;strong&gt;la morte del figlio&lt;/strong&gt;, l'inizio della relazione con Giulia. Un vuoto da cui non è stato facile riprendersi, ma che si è rivelato un'inaspettata opportunità: perché se prima dello sparo era freddo e distante, grazie all'amnesia &lt;strong&gt;Andrea ha avuto modo di avvicinarsi ai pazienti&lt;/strong&gt;, capirne le esigenze e i bisogni, diventando un medico - ma anche &lt;strong&gt;un uomo - migliore&lt;/strong&gt;. È diventato Doc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver scoperto la verità dietro allo sparo che gli è costata&lt;strong&gt; la memoria nella prima stagione&lt;/strong&gt;, dopo aver combattuto insieme al resto dello staff durante la pandemia nella seconda e aver provato a recuperare i suoi ricordi con una terapia,&lt;strong&gt; Doc decide alla fine della terza stagione&lt;/strong&gt; di prendersi un'aspettativa per assistere Agnese.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'ispirazione del personaggio di Doc&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;La storia di Doc è liberamente ispirata a quella del dottor &lt;strong&gt;Pierdante Piccioni&lt;/strong&gt;, ex primario del Pronto Soccorso di Lodi e Codogno, con il quale gli attori mantengono un rapporto di affetto. "Con il vero doc c'è sempre un legame profondo" ha raccontato Argentero. "&lt;strong&gt;Io talvolta lo chiamo, per una consulenza &lt;/strong&gt;medica proprio" ha aggiunto Matilde Gioli.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:41:48 GMT</pubDate>
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      <title>Oscar 2027, "L'Estranea" di Paolo Strippoli rappresenterà l'Italia</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-23/cinema-oscar-italia-estranea-strippoli-39204752/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - L'Italia agli &lt;strong&gt;Oscar &lt;/strong&gt;sarà rappresentata dal film "&lt;strong&gt;L'Estranea&lt;/strong&gt;", un coraggioso ed originale &lt;strong&gt;thriller psicologico&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;marcate tinte horror&lt;/strong&gt;. Il Comitato di Selezione per il film italiano da designare agli Oscar, istituito dall’Anica su incarico dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences - riunito davanti a un notaio e composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Cristina Comencini, Federica Lucisano, Francesco Melzi D’Eril, Niccolò Vivarelli - ha votato il film di&lt;strong&gt; Paolo Strippoli &lt;/strong&gt;per rappresentare l’Italia alla 99esima edizione degli Academy Awards, nella selezione per la categoria '&lt;strong&gt;International Feature Film Award&lt;/strong&gt;'.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;L'Italia agli Oscar sarà rappresentata da "L'Estranea"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"E' un film nuovo, di genere, di un giovane autore, che ha da poco iniziato il suo percorso ed è stato &lt;strong&gt;apprezzato dal pubblico&lt;/strong&gt; e dalla critica &lt;strong&gt;nazionale&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; internazionale&lt;/strong&gt;”, è la motivazione con cui il comitato di selezione ha spiegato la sua decisione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"&lt;strong&gt;L’Estranea&lt;/strong&gt;" concorrerà quindi per la &lt;strong&gt;shortlist&lt;/strong&gt; che includerà i &lt;strong&gt;15 migliori film&lt;/strong&gt; internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota il &lt;strong&gt;15 dicembre&lt;/strong&gt; prossimo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’annuncio delle nomination - la cinquina dei film nominati per concorrere al premio - è previsto per il &lt;strong&gt;21 gennaio 2027&lt;/strong&gt;, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il &lt;strong&gt;14 marzo 2027&lt;/strong&gt;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una donna misteriosa e un segreto mantenuto troppo a lungo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;Un patto stretto molti anni prima, un &lt;strong&gt;segreto mantenuto troppo a lungo&lt;/strong&gt; e una donna misteriosa che si presenta all’improvviso alla porta per &lt;strong&gt;reclamarne il prezzo&lt;/strong&gt;. È questo il cardine narrativo de "L’Estranea” che ha già incassato il pieno di applausi all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Un thriller psicologico punteggiato di horror&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il regista 33enne si addentra con coraggio nei territori del &lt;strong&gt;thriller psicologico&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;marcate tinte horror&lt;/strong&gt;, esplorando le &lt;strong&gt;dinamiche claustrofobiche &lt;/strong&gt;e oscure di una famiglia e il suo rapporto con il controllo e le proprie vulnerabilità.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;"L'incubo più grande è perdere il controllo"&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;“Prima di essere un regista sono uno spettatore”, aveva spiegato Strippoli, lo scorso 7 settembre, &amp;nbsp;al Lido dove era stato accolto da un’ovazione da parte della stampa. “L’&lt;strong&gt;incubo&lt;/strong&gt; più grande è perdere il &lt;strong&gt;controllo&lt;/strong&gt;. Tutti i miei film parlano di persone che barattano il loro dolore o il loro senso di colpa in cambio del controllo”, le parole del regista.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il cast de "L'Estranea"&amp;nbsp;&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il cast corale de “L’Estranea” vede spiccare le interpretazioni di Valeria &lt;strong&gt;Bruni Tedeschi&lt;/strong&gt;, Jasmine &lt;strong&gt;Trinca&lt;/strong&gt;, Romana &lt;strong&gt;Maggiora Vergano&lt;/strong&gt; e Adriano&lt;strong&gt; Giannini&lt;/strong&gt;.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Bruni Tedeschi&lt;/strong&gt; presta il volto all’elemento scatenante della vicenda. &amp;nbsp;“Mi sono divertita molto a interpretare questo ruolo perché è un demone a me familiare, che ho dentro da sempre, una figura che chiede di scegliere chi proteggere e cosa controllare”, aveva spiegato l’attrice presentando il film sempre alla mostra del Cinema. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Jasmine Trinca&lt;/strong&gt; incarna invece una &lt;strong&gt;figura genitoriale&lt;/strong&gt; sfaccettata, intrappolata nei propri schemi: “Una madre ordinaria, che fa di se stessa il modello per il mondo e vuole avere tutto sotto controllo. Questi personaggi femminili rappresentano varie possibilità: chi vuole scostarsi dalla via imposta, chi è vittima del controllo e chi dà voce alle istanze più profonde e sincere”.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad arricchire il mosaico è&lt;strong&gt; Romana Maggiora Vergano&lt;/strong&gt;, la figlia che sfugge dal suo ruolo precostituito. “Farei anche &amp;nbsp;bendata un film di Strippoli”, aveva confessato l’attrice.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, &lt;strong&gt;Adriano Giannini&lt;/strong&gt; analizza l’approccio del regista al genere e alle fragilità umane: “Paolo usa il fantastico non per stupire, ma per mettere i personaggi a contatto con paure molto profonde e farle vibrare in sala”.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 11:43:09 GMT</pubDate>
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      <title>Vogue World Milano: il colpo di Anna Wintour tra look da red carpet e due milioni raccolti</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-23/vogue-anna-wintour-milano-39205034/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - &lt;strong&gt;Anna Wintour&lt;/strong&gt; non sbaglia un colpo. Dopo New York, Londra, Parigi e Los Angeles, ha portato &lt;strong&gt;per la prima volta in Italia il suo format più ambizioso,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Vogue World,&lt;/strong&gt; e lo ha fatto scegliendo il salotto più fotografato del Paese: la&lt;strong&gt; Galleria Vittorio Emanuele II a Milano&lt;/strong&gt;. Il risultato è stato una macchina da 360 persone tra talent e performer, mezzo mondo dello spettacolo internazionale radunato a Milano in un colpo solo, e due milioni di euro destinati a una biblioteca a Quarto Oggiaro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non un semplice red carpet, ma un'operazione che tiene insieme moda, spettacolo e beneficenza con una precisione chirurgica che solo lei avrebbe potuto organizzare. &amp;nbsp;Alle 20 in punto, sotto il tema &lt;strong&gt;"Where The Future Is Made By Hand"&lt;/strong&gt;, la Galleria si è trasformata in un &lt;strong&gt;palcoscenico teatrale per uno show di 45 minuti diviso in cinque atti&lt;/strong&gt;, trasmesso in diretta &lt;strong&gt;streaming mondiale.&lt;/strong&gt; Per garantire la riuscita dell'operazione, il monumento simbolo di Milano è stato chiuso al pubblico dalle 15, con traffico deviato e strade blindate per l'intera zona tra piazza Duomo e piazza della Scala. Un dispiegamento di forze che dice tutto sulla portata dell'evento che mai prima d'ora la città aveva concesso uno dei suoi luoghi più iconici a una sfilata.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Vogue World, i look delle star&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Jennifer Lopez &lt;/strong&gt;ha guidato la parata di arrivi con un abito &lt;strong&gt;Dolce&amp;amp;Gabbana Alta Moda 2026&lt;/strong&gt;: bustier senza spalline in raso nero, corpetto trasparente ricoperto da applicazioni floreali in pizzo e ricami di paillettes, gonna ampia lunghezza tè stratificata in tulle. Guanti d'opera neri in tulle trasparente e una collana con una tormalina Paraiba da 74 carati hanno completato un look da diva d'altri tempi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Deva Cassel &lt;/strong&gt;ha sfilato con un abito da sposa che è un pezzo di haute couture vera: "Aurore", look 66 della&lt;strong&gt; collezione Dior Haute Couture&lt;/strong&gt; Autunno/Inverno 2026-27 firmata Jonathan Anderson. Strascico in chiffon plissettato a mano su pizzo dégradé con motivi floreali, bustier strutturato e semitrasparente, scollo dritto alla Bardot.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pamela Anderson &lt;/strong&gt;ha scelto un abito in&lt;strong&gt; seta dorata di Ferragamo&lt;/strong&gt;, con onde retrò e un trucco marcato, una scelta che stona volutamente con i suoi ultimi mesi di apparizioni struccate.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Heidi Klum &lt;/strong&gt;ha puntato su un nude scuro semitrasparente, interamente ricamato, firmato dalla&lt;strong&gt; designer greca Celia Kritharioti.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Naomi Campbell &lt;/strong&gt;è tornata sul total black&lt;strong&gt; firmato Matières Fécales&lt;/strong&gt;, mentre &lt;strong&gt;Monica Bellucci,&lt;/strong&gt; in prima fila per applaudire la figlia, ha confermato la sua cifra stilistica con il nero integrale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Chiara Ferragni&lt;/strong&gt; ha indossato un&lt;strong&gt; abito da sera Fendi con gonna in tulle&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Dakota Johnson &lt;/strong&gt;ha osato con giacca nera aperta e gonna trasparente. Tra le modelle, &lt;strong&gt;Irina Shayk &lt;/strong&gt;ha sfilato in Versace, &lt;strong&gt;Vittoria Ceretti &lt;/strong&gt;in couture Valentino, &lt;strong&gt;Maria Carla Boscono&lt;/strong&gt; in Armani Privé; tra gli artisti, &lt;strong&gt;Ghali ha scelto un total look Gucci&lt;/strong&gt;. Lo show ha giocato sul contrasto tra artigianato e futuro senza mai perdere ritmo. Quattro robot hanno sfilato accanto alle atlete azzurre, in una delle sequenze più discusse della serata.&lt;strong&gt; Roberto Bolle si è esibito in un assolo&lt;/strong&gt; su La Traviata con sei ballerini, applauditissimo in mondovisione, mentre Alicia Keys ha chiuso cantando al pianoforte "I Feel Love" di Donna Summer e salutando la città con un "Milano, vi amo".&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il vero colpo di scena, però, porta la firma di Jennifer Lopez&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Arrivata come ospite accanto a Domenico Dolce e Stefano Gabbana, si è alzata a sorpresa dalla prima fila per unirsi allo spettacolo, trasformandosi in un attimo da spettatrice a protagonista della passerella. Prima della festa in Galleria, la giornata aveva già consegnato due momenti destinati a restare. Alle 14 Prada ha aperto ufficialmente il calendario con "The Skirt": Miuccia Prada e Raf Simons hanno costruito l'intera collezione Primavera/Estate 2027 intorno a un solo capo, esplorato in oltre sessanta variazioni, con un pannello cromatico a contrasto che affiora dagli spacchi laterali come firma ricorrente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il pomeriggio è proseguito con &lt;strong&gt;Dhruv Kapoor,&lt;/strong&gt; poi con l'appuntamento più carico di significato: Diesel. Quella del 22 settembre è stata l'ultima sfilata firmata da &lt;strong&gt;Glenn Martens,&lt;/strong&gt; che lascia la direzione creativa del marchio dopo sei anni, restando al timone di Maison Margiela. Il brand ha trasformato l'addio in una festa con uno spazio allestito come un club, duecento performer mescolati al pubblico, collezione intitolata "The Party of Your Life". In prima fila, non a caso, c’era Sven Marquardt, lo storico buttafuori del Berghain di Berlino. La settimana milanese prosegue ora fino al 28 settembre, con Armani e Dolce&amp;amp;Gabbana attesi nel weekend di chiusura e un calendario da circa sessanta show tra fisici e digitali.&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:58:28 GMT</pubDate>
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      <title>Amanda Lear accusa Miley Cyrus di plagio, il caso The Sphinx vs Redlights</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-23/musica-palgio-lear-miley-cyrus-39202079/</link>
      <description>AGI - &lt;strong&gt;Amanda Lear &lt;/strong&gt;ha accusato pubblicamente la cantante americana &lt;strong&gt;Miley Cyrus&lt;/strong&gt; di aver plagiato un suo brano degli anni Settanta. Lear – modella poi diventata cantante, nonché musa del pittore surrealista Salvador Dalí e compagna del chitarrista dei Rolling Stones Brian Jones – ha contestato a Cyrus le evidenti somiglianze tra la sua canzone "&lt;strong&gt;The Sphinx&lt;/strong&gt;" e il nuovo brano dell'artista americana, "&lt;strong&gt;Redlights&lt;/strong&gt;". 
&lt;p&gt;Venerdì scorso Cyrus ha pubblicato il suo decimo album, "Bass Persuades": un lavoro dance-pop composto da dieci tracce che include la ballata "Redlights", la quale richiama alla mente il brano più lento e dalla voce roca inciso da Lear nel 1978.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La reazione sui social e le dichiarazioni di Amanda Lear&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;"Grazie, Miley, per aver copiato la mia canzone 'The Sphinx'! Ne sono lusingata!", ha scritto Lear sui social media domenica, accompagnando il messaggio con gli hashtag "ripoff" (imitazione/furto) e "copycat" (copiona).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Non sono mai stata una persona incline alle cause legali, ma la mia casa discografica, la Universal, e gli editori del brano – di cui ho scritto il testo – vogliono che il plagio venga riconosciuto", ha dichiarato Amanda Lear all'AFP.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;"Ho semplicemente fatto notare la situazione ringraziando Miley Cyrus e aggiungendo di esserne lusingata. Non ho mai minacciato azioni legali o ritorsioni", ha aggiunto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
 
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Una carriera iconica tra musica e spettacolo&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lear è una prolifica compositrice e cantante che ha pubblicato oltre venti album. Si ritiene che i Rolling Stones abbiano scritto una canzone su di lei, "Miss Amanda Jones", risalente al periodo in cui era una figura di spicco della "Swinging London" degli anni Sessanta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Spettacolo</category>
      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:34:03 GMT</pubDate>
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      <dc:date>2026-09-23T08:34:03Z</dc:date>
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      <title>Perchè i film scritti da donne garantiscono incassi più alti</title>
      <link>https://www.agi.it/spettacolo/news/2026-09-23/film-donne-incassi-alti-39185163/</link>
      <description>&lt;p&gt;AGI - I film (co-diretti o co-sceneggiati) da donne sono tra quelli che generano i risultati economici più interessanti. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista &lt;strong&gt;Frontiers in Communication&lt;/strong&gt;, che ha analizzato quasi &lt;strong&gt;200.000 film&lt;/strong&gt; distribuiti tra il 1994 e il 2023, comprendendo sia le uscite cinematografiche sia quelle destinate ad altri canali di distribuzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per un sottoinsieme di oltre &lt;strong&gt;4.200 film&lt;/strong&gt;, i ricercatori hanno raccolto dati relativi ai &lt;strong&gt;budget di produzione&lt;/strong&gt; e agli &lt;strong&gt;incassi mondiali&lt;/strong&gt;, individuando una tendenza significativa a favore delle produzioni che coinvolgono donne nella scrittura delle sceneggiature.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Profitti più elevati per i film sceneggiati da donne&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Lo studio ha evidenziato che i film &lt;strong&gt;scritti, ma non diretti,&lt;/strong&gt; da donne e realizzati con budget comparabili a quelli delle produzioni interamente maschili hanno generato il &lt;strong&gt;profitto mediano&lt;/strong&gt; più elevato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In media, queste opere hanno registrato un profitto di circa &lt;strong&gt;35,9 milioni di dollari&lt;/strong&gt;, pari a un risultato superiore del &lt;strong&gt;34%&lt;/strong&gt; rispetto ai film realizzati esclusivamente da uomini, che si sono fermati a un profitto mediano di &lt;strong&gt;26,8 milioni di dollari&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Il ritorno sull'investimento premia la sceneggiatura femminile&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I&lt;strong&gt; film sceneggiati da donne &lt;/strong&gt;hanno mostrato anche il miglior &lt;strong&gt;ROI (Return on Investment)&lt;/strong&gt;, l'indicatore che misura l'efficienza del capitale investito. Un ROI positivo indica che il progetto ha generato più ricavi rispetto ai costi sostenuti per la produzione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Secondo i dati raccolti, questi film hanno raggiunto un &lt;strong&gt;ROI pari a 1,1&lt;/strong&gt;, valore superiore del &lt;strong&gt;25%&lt;/strong&gt; rispetto al ROI dei film diretti esclusivamente da uomini, pari a &lt;strong&gt;0,88&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va ricordato che il ROI considerato nello studio non include i costi di marketing e distribuzione né eventuali fonti di ricavo aggiuntive.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Risultati competitivi anche con budget inferiori&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Le produzioni che vedevano donne sia alla &lt;strong&gt;regia&lt;/strong&gt; sia alla &lt;strong&gt;sceneggiatura&lt;/strong&gt; hanno ottenuto un ROI sostanzialmente simile a quello dei film realizzati esclusivamente da uomini.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La differenza principale riguarda però le risorse a disposizione: questi film sono stati realizzati, in media, con circa la metà del budget rispetto alle produzioni maschili, dimostrando una notevole efficienza nell'utilizzo dei capitali investiti.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;La disparità nei grandi budget di produzione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nonostante i risultati economici positivi, lo studio evidenzia una forte disparità nell'accesso ai maggiori finanziamenti dell'industria cinematografica.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I film a prevalenza maschile rappresentavano infatti il &lt;strong&gt;74,8%&lt;/strong&gt; del 10% delle produzioni con i budget più elevati, il &lt;strong&gt;78,6%&lt;/strong&gt; del 5% dei budget più alti e addirittura l'&lt;strong&gt;88,6%&lt;/strong&gt; dell'1% delle produzioni più costose.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un dato particolarmente significativo riguarda la regia: nell'arco dei trent'anni analizzati, &lt;strong&gt;nessun film diretto da una donna&lt;/strong&gt; è riuscito a entrare nell'1% delle produzioni con il budget più elevato.&lt;/p&gt;
&lt;h2&gt;Cosa emerge dalla ricerca&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;I risultati suggeriscono che la presenza femminile nella &lt;strong&gt;sceneggiatura cinematografica&lt;/strong&gt; è associata a performance economiche particolarmente solide, sia in termini di profitti sia di ritorno sull'investimento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Allo stesso tempo, lo studio mette in luce come le donne continuino a essere sottorappresentate nei progetti più costosi dell'industria del cinema, nonostante le evidenze mostrino risultati finanziari competitivi e, in alcuni casi, superiori rispetto alle produzioni guidate esclusivamente da uomini&lt;/p&gt;</description>
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      <pubDate>Wed, 23 Sep 2026 01:33:00 GMT</pubDate>
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