Musica

Il fascino intramontabile del vinile non è legato al suono

di Sonia Montrella

Sfatiamo un mito: il vinile non ha un suono più puro del cd. O almeno non sempre: se non si possiede un'apparecchiatura sofisticata (e il più delle volte costosa), non si riuscirà mai a riprodurre il suono caldo e avvolgente del caro vecchio disco. Meglio, allora, ascoltare un cd. Il consiglio arriva da un'autorità in materia: Paolo Carù, titolare dell'omonimo negozio di dischi indipendenti di Gallarate che tre anni fa il quotidiano britannico Guardian inserì tra i 10 migliori al mondo.

Una giornata per i negozi indipendenti

Per gli appassionati di musica quello di Piazza Garibaldi è un angolo di Paradiso che dal 1942 resiste all'avvento del Cd e ‘all'invasione’ della musica liquida. E non è il solo. Per Carù e per gli altri simboli della 'resistenza' discografica sabato si celebra sabato il decimo Record Store Day, la giornata dedicata ai negozi indipendenti.  Per l’evento sono previsti quasi quattrocento titoli esclusivi in arrivo tra novità e ristampe. Primi fra tutti i 4 box di David Bowie, “Interstellar Overdrive” dei Pink Floyd e un quadruplo album di Bruce Springsteen & The E Street Band.

L’oggetto del desiderio

Ma se è vero che non sempre il vinile supera qualitativamente il cd, come si spiega la sua rinascita? Semplice: il disco “continua a essere l'oggetto principe", sostiene Carù. Anche chi scarica musica liquida, subisce il fascino di avere tra le mani un disco. E sono sempre di più: secondo gli ultimi dati della  Federazione Industria Musicale Italiana (Fimi), attualmente il vinile corrisponde al 6% del mercato globale, con una crescita del +330% rispetto al 2012.

Segno di una “rimonta importante, sebbene il vinile non riuscirà mai a sorpassare le vendite degli altri supporti”, spiega all’Agi. Possedere un disco, toglierlo dalla custodia, metterlo su “dà una soddisfazione diversa, unica”. Oggi chi acquista il vinile lo fa anche per moda, ma gli appassionati sono molto più numerosi. Addirittura ci sono i “fanatici che di uno stesso album prendono sia il cd che il disco, ed ascoltano sempre il primo per non rovinare il secondo”.

Passione e rarità, il segreto per resistere

Come sopravvivere all’avanzata del nuovo? “Con un lavoro di qualità. Non seguo il filone commerciale, se vieni in negozio per un album di Laura Pausini  lo trovi, ma non è su quello che ci siamo focalizzati. Tratto prodotti di nicchia, la maggior parte dei quali qui in Italia non sono reperibili, e che sono difficili da trovare anche su Amazon”. I nomi sono tra i più altisonanti della storia del rock, si va dai Pink Floyd, ai Beatles, agi U2, ma a fare la differenza è il prodotto inedito, la rarità. Il prezzo non è diverso da quello degli album più facili da reperire e si aggira tra i 20 e i 40 euro. Ma questi stessi pezzi “acquisteranno valore in seguito”, spiega Carù.

 Beatles - White Album

I Beatles, i ‘baronetti’ dei vinili più costosi

Quanto vale la prima copia del White Album dei Beatles? Esattamente 790mila dollari (710mila euro) : questa la cifra record che un anonimo ha deciso di sborsare per accaparrarsi la copia numero 0000001 battuta all’asta della Julien’s Auction House di Beverly Hills. Un prezzo stellare giustificato da un particolare: l’album apparteneva a Ringo Star. Secondo il Guinness dei primati, è il vinile con il prezzo più alto mai battuto in un’asta, superando il record detenuto da un disco di Elvis acquistato per 305mila dollari (su per giù, 273 mila euro).

I Beatles detengono anche un altro primato: con tre titoli dominano la classifica dei 10 vinili più costosi sul mercato. Ecco quali sono, secondo una analisi ripreso da Billboard:

  1. Sex pistols - "God save the Queen" (1977) 10.578 dollari
  2. Beatles - "Please Please Me" (1963) 8.323 dollari
  3. Beatles - "Introducing... The Beatles" 7.573 dollari
  4. Paul Mccartney - "RAM" (1971) 5.048 dollari
  5. Gioconda de Vito / Rafael - "Bach / Mozart Violin Concertos" (1961) 6.148 dollari
  6. Don Frummond - "Bellevue / No more" (1960) 4.686 dollari
  7. Shide and Acorn - "Under the tree" (1971) 4.060 dollari
  8. David Bowie - "Station to station" (1976) 3.995 dollari
  9. Dr. z - "Three parts to my soul" (1971) 3.936 dollari
  10. Bjarne Rostvold Quartet & Trio - "Jazz Journey" (1961) 3.771 dollari

20 aprile 2017 ©