Medio Oriente

Israele: Amit Mor, rivoluzione 'verde' del Paese in 20 anni

di Cecilia Scaldaferri

Roma - Israele deve puntare in 20 anni a passare piu' di meta' del suo parco macchine ai combustibili alternativi, in particolare veicoli elettrici, sfruttando il gas naturale, di cui e' ricco, e le energie rinnovabili.

E' la visione fortemente sostenuta da Amit Mor, amministratore delegato di Eco Energy, societa' di consulenza finanziaria e strategica, esperto israeliano in campo energetico, da quasi 30 anni consigliere di governi, imprese e istituzioni, pubbliche e private. Parlando con AGI, Mor ha spiegato punto per punto gli argomenti a favore.

"Siamo un Paese piccolo, un''isola' che non e' connessa ne' con i Paesi arabi ne' con l'Europa, a forte vocazione imprenditoriale, con 3 milioni di mezzi in circolazione e ingenti riserve di gas", grazie alla scoperta nel 2009-2010 dei giacimenti Tamar e Leviathan, quest'ultimo considerato tra i maggiori nel Mediterraneo. Ecco perche', di fronte al "problema del cambiamento climatico", il governo israeliano deve "indirizzare molti dei suoi sforzi" a promuovere la 'Clean Transportation Vision', "per dimostrare a se stesso e al mondo che in 15/20 anni e' possibile passare piu' della meta' del parco macchine a combustibili alternativi", puntando in primis sulle "auto elettriche".


"Al momento, produciamo il 60% della nostra energia elettrica dal gas naturale, in cinque anni arriveremo all'80%, in dieci anni il peso delle rinnovabili", a cominciare dal solare, "arrivera' al 15%", ha sottolineato. Certo, e' "una visione di lungo periodo" ma porterebbe "benefici" a tutto il Paese, "mettendo a frutto quello in cui siamo bravi, la tecnologia". "E' facile perche' ha senso da un punto di vista economico - ha insistito con forza - e' una situazione win-win: Si vende piu' gas, con conseguenze per le entrate statali, si tutela l'ambiente e si creano posti di lavoro in Israele" grazie all'indotto tecnologico. Lo sviluppo delle macchine elettriche e senza pilota, vero tema del futuro per Mor, richiede infatti investimenti e ricerca, un terreno sul quale gli israeliani possono competere, forti dell'eccellenza raggiunta nel campo dell'high-tech.


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09 maggio 2017 ©