Asia

Hong Kong: Jason Y. Ng, neovescovo Yeung sconfitta per democrazia

Roma - di Francesco Palmieri @PalmierF

La nomina di monsignor Michael Yeung Ming-cheung a vescovo coadiutore di Hong Kong, decisa ieri da Papa Francesco, e' una scelta "conservatrice" e che non piace al movimento per la democrazia dell'ex colonia britannica. E' la convinzione di Jason Y. Ng, popolare autore del best seller "Umbrellas in Bloom", presidente del Pen Club di Hong Kong e influente blogger. La designazione di Yeung a successore del cardinale John Tong, che ha raggiunto l'eta' del pensionamento, esprime una linea di continuità e di conservatorismo, spiega all'AGI lo scrittore. Ma è una linea in contrasto con le idee e i metodi dello storico cardinale Joseph Zen, che ha da sempre duramente difeso prerogative e diritti dei cattolici cinesi.
"Già il successore di Zen, il cardinale Tong, si rivelo' molto differente", spiega Jason Y. Ng. "Tong si e' uniformato in modo molto piu' pedissequo allo stampo tipico dell'esponente del clero conservatore cattolico, omofobico e apolitico. Adesso la maggioranza degli osservatori vede Michael Yeung Ming-cheung, vescovo coadiutore nominato da Papa Francesco per succedergli, come una semplice replica. Yeung si conforma allo stesso stampo di Tong".
"Anche se Papa Francesco si è mostrato un pontefice più progressista, con un approccio più inclusivo verso la comunità Lgbt e verso altri gruppi minoritari, il clero di Hong Kong - prosegue lo scrittore - continua a essere estremamente conservatore sulle tematiche sociali".
"Nelle ultime elezioni locali - dice ancora Jason Y Ng all'AGI - Tong invitò gli elettori cattolici a 'tenere conto delle posizioni dei candidati rispetto ai diritti dei gay' prima di esprimere la propria preferenza. E Yeung, poi, ha persino messo sullo stesso piano omosessualita' e tossicodipendenza...".
Il movimento per la democrazia di Hong Kong, fautore della clamorosa 'Rivoluzione degli ombrelli' dell'autunno 2014 e ora protagonista di un nuovo braccio di ferro con Pechino sul caso dei deputati localist espulsi dal parlamento hongkonghese, non cela rimpianti per la mancanza di una figura come il cardinale Zen. "Le nomine episcopali di Hong Kong non richiamano molto l'attenzione del vasto pubblico, perchè, come si sa, Hong Kong è una società pragmatica e molto secolarizzata. La sola ragione per cui l'ex cardinale Joseph Zen ha ricevuto così tanta attenzione dai media - spiega Jason Y. Ng - è perche' ha rappresentato un'anomalia, un anticonformista. A differenza di altri vescovi prima e dopo, Zen è stato assai esplicito nel sostegno alla battaglia per la democrazia e apertamente critico verso il governo di Pechino e il governo di Hong Kong, quando ha supportato il movimento per la democrazia di Occupy Central".
"Molti hongkonghesi rimpiangono la perdita di un faro della democrazia come Zen, proprio perchè - continua - i successori sono stati deludenti con la loro posizione conservatrice sia in termini sociali che politici. Io, per esempio, soffro l'assenza di una voce cattolica alleata, come quella di Zen, nella nostra battaglia per la democrazia".
Ma la scelta di Papa Francesco non potrebbe rispondere alla logica di compiacere la Repubblica Popolare Cinese, in vista di un definitivo 'agreement'?
"Ho riflettuto se la nomina di vescovi come Tong e Yeung sia stata una decisione strategica del Vaticano nel tentativo di migliorare le relazioni fra Santa Sede e Cina, scegliendo i candidati piu' conservatori. Però non penso che sia questo il caso. Piuttosto - conclude Jason Y. Ng - era Zen a essere un anticonformista. Era lui l'anomalia, laddove Tong e Yeung sono solo i tipici vescovi cattolici, che resistono ai cambiamenti sociali e rifiutano di immischiarsi nelle questioni politiche". (AGI) 


14 novembre 2016 ©