Banche: martedi' 7 febbraio, consulta valutera' costituzionalita' milleproroghe sull'anatocismo
12:50 28 GEN 2012
Banche schierano 10 avvocati, gli utenti l'Avv. Tanza dell'Adusbef.
Battaglia di Davide contro Golia, non tanto per i rimborsi prescritti, ma per i diritti.
Il prossimo 7 febbraio 2012 la Corte Costituzionale deciderà in merito alla costituzionalità del provvedimento con cui il precedente Governo Berlusconi-Tremonti, aveva deciso nel decreto mille proroghe, approvato nel dicembre 2010, di cancellare con un colpo di spugna gli effetti della sentenza n. 24418, emessa dalle sezioni Unite di Cassazione il 2 dicembre 2010 sull'anatocismo.
Nell’udienza pubblica, che vede come relatore il giudice Alessandro Criscuolo, le maggiori banche come Monpaschi, Unicredit, BNL, Antonveneta,Intesa San Paolo, Banco di Napoli e Banco di Sicilia, schierano una pletora di avvocati oltre all’avvocatura dello Stato, a differenza dei consumatori difesi dall’avv. Antonio Tanza, vice-presidente di Adusbef, l’associazione che dopo aver ottenuto migliaia di sentenze a favore degli “anatocizzati”, l’ultima pochi giorni prima a Sezioni Unite di Cassazione sulla quale il governo era intervenuto, aveva eccepito l’incostituzionalità del decreto.
E’ l’ennesima battaglia a mani nude del Davide (Adusbef) contro Golia (le banche), non tanto per ottenere i rimborsi, in massima parte prescritti nel 2010, dato che le illegali pratiche di anatocismo non vengono più applicate dal 1999, a seguito di sentenze di Cassazione e della stessa Corte Costituzionale che cancellò un decreto “salvabanche”, ma per “i diritti” ed il “diritto” costituzionale che nessun governo dovrebbe intaccare.
Andremo all’udienza, che vede l’Adusbef regolarmente costituita dopo aver sollevato l’incostituzionalità del decreto, con la stessa serenità di chi si batte per le cause dei giusti, per continuare a tutelare i diritti e la legalità annichiliti da ragion di Stato e di un Governo di tecnocrati che continua ad addossare ai cittadini, alle famiglie ed alla povera gente sempre più strozzata dalle banche, guasti e costi della crisi provocata da quegli stessi banchieri che dagli scranni del governo sfornano amare ricette per cercare di risolverla, sempre a danno dei soliti noti.
Elio Lannutti (Adusbef)
Roma, 28.1.2012
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