GIANNA NANNINI TRA
AMORE SOGNO E VERITA'
12:58 08 FEB 2007
Sogna Gianna Nannini. Sogna di sprofondare "in questo viaggio mio mentale", sogna "per vivere" perche', dice, "e' tutto quello che ho", soprattutto se si pensa all'amore che se ci credi "non puoi non capire, e' la verita', vero sogno che si fa", anche quando si sbriciola come un'illusione e allora "quello che rimane del nostro amore e' un sogno in cenere". E non resta che riconoscere: "Solo i sogni veri". Il "Giannadream" e' un po' disco, un po' scuola di pensiero. Lei assicura che "non vuole essere un titolo consolatorio, ma un concetto che rimanda alle vite parallele, all'ubiquita'. E riafferma la voglia di essere 'veri', la sincerita' - assicura - e' nei sogni". Sogni comuni consegnati in dieci tracce alla pubblica riflessione: un album che scivola via apparentemente ma che, in realta', impone di guardarsi allo specchio, ciascuno in un bagno tutto personale nella propria dimensione onirica. Dieci canzoni, in uscita domani, proiettate da un unico caleidoscopio: quello dell'amore, quello del sentimento per eccellenza, scandagliato da secoli e pure trasformato dalla voce e dalle strofe a tratti crude a tratti visionarie della Nannini.
"Quando ho scritto queste canzoni non me ne sono quasi accorta, e' tutto successo fra una febbre e l'altra, nei momenti di riposo del tour. Il sogno e' un vero cambiamento di dimensione, dove mi sono immersa". Cinquantatre anni il prossimo 14 giugno, una carriera che ne conta 34, una scorribanda di successi in Italia e in giro per il mondo che l'hanno portata a quello che lei stessa definisce un concept-album sull'amore, dove il sentimento e' diluito nelle emzioni. Quelle che scaturiscono dalla presenza, dalle partenze, dalle tracce lasciate, dai ricordi indelebili, dai desideri e, ovviamente, dai sogni. L'amore che condensa e dilata la vitalita' in un impareggiabile "Attimo" (gia' singolo a frequente rotazione radiofonica); quello tutto metafisico che strugge quando si e' alla ricerca di una ragione ("Sogno") o quello ingenuo e infantile, ma altrettanto straziante che in "Maledetto ciao" le fa dire: "io che vorrei averti qui, nel mio deserto di speranze, come faro' senza di te". C'e' spazio in "Scossa magica" per le luci che esplodono intorno a una consavolezza raggiunta a morsi ("...e ti amo gia' e se e' vero che si fa voglio te per morire di felicita'"), ma anche per il buio: quello della delusione, del sogno infranto di una "Bambolina" arrabbiata che urla "tu m'hai ingannato, sembravi un uomo ma quell'uomo dov'e'?".
A tre anni da "Grazie", successo indiscusso e disco di diamante dopo soltanto sei mesi, Gianna Nannini torna cosi': col rock mascherato sotto mentite spoglie, puro nel suo nocciolo duro e arricchito dei riflussi piu' disparati, dal sinfonismo alle atmosfere africane ("Maledetto Ciao") e voodoo ("Bambolina"). Tante le collaborazione confermate che cominciano a diventare costanti del lavoro della cantante senese. A partire dalla coproduzione con Wil Malone (come gia' con Pia come la canto io e lo stesso Grazie), alla scrittura a quattro mani con Pacifico (gia' all'origine dei tre inediti del Best, "Suicidio d'amore", "Pazienza" e "Mosca Cieca") di ben cinque delle dieci tracce di "Giannadream". Due sono invece i pezzi cofirmati da Isabella Santacroce e due le guest star, una in "Attimo" (l'attrice Valeria Solarino) e l'altra in "Siamo nella merda": canzone vibrante e tortuosa in cui Fabri Fibra irrompe al culmine di un serrato dialogo tra favola trasognata e brutale invettiva. Il segno di un "Giannadream" a 360 gradi, dove non c'e' spazio per un sogno che misconosca la realta'.
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