KATIA RICCIARELLI
SI RACCONTA
12:58 08 FEB 2007
L'ex Chiesa Anglicana di Bordighera sara' scenario dell'incontro, nell'ambito della rassegna "Fughe di Karta", con la soprano, attrice ed ora anche scrittrice Katia Ricciarelli che, nell'occasione, presentera' il suo libro autobiografico "Altro di me non saprei narrare", scritto insieme a Gioconda Marinelli (gia' autrice di libri di poesia e delle biografie di Tina Pica, Mario Lanza, Sandra Milo e Dacia Maraini). Un'opportunita' per conoscere da vicino l'artista in una chiacchierata che, cosi' come il libro, svelera' il suo percorso umano e professionale partito da una condizione molto umile per poi giungere ai fasti dei maggiori teatri del mondo. Introdurra' l'incontro Claudia Claudiano che e' curatrice del ciclo insieme ad Angelo Giacobbe per iniziativa del Comune di Bordighera - Assessorato alla Cultura.
Il libro e' la storia della Ricciarelli, dei suoi quarant'anni di carriera, delle centinaia di mazzi di rose, delle decine di teatri, di opere, di corteggiatori, tra i quali Alberto Sordi. Tre amori folli: quello per la musica, quello per Jose' Carreras, conosciuto in occasione di una galeotta "Boheme" al Teatro Regio di Parma, e quello per Pippo Baudo. E poi l'adorazione e la gratitudine per la madre, donna coraggiosa e bellissima che sfido' ogni convenzione sociale per darla alla luce e crescerla insegnandole a credere nei sogni.
La storia dell'ultima divina della lirica comincia in un appartamento di una stanza con bagno esterno nella Rovigo anni Cinquanta, con la tendenza all'allagamento. Il lavoro alla fabbrica di mangiadischi, quello alla Upim, la cinghia costantemente tirata e l'aiuto di un angelo custode che concorrono a portare Katia fino a Venezia, fino al conservatorio Benedetto Marcello, fino a Iris Adami Corradetti, fino al miracolo di un palco tutto per se'. Un miracolo molto concreto, che sa di duro lavoro e di tanta abnegazione, di impegno indefesso e di concentrazione. Comincia l'ascesa: per lei si aprono i sipari dei maggiori teatri al mondo, si scrivono fiumi di inchiostro, si urla "Divina!", si scatenano baruffe alla Scala di Milano. La storia di una donna che, dopo aver cantato con i piu' grandi - da Pavarotti, a Placido Domingo, da Mario del Monaco a Jose' Carreras - dopo essere stata diretta da von Karajan, da Abbado, da Maazel e Kleiber tra gli altri, dopo aver diretto il Politeama Greco di Lecce e Macerata Opera, portandoli entrambi a livelli d'eccellenza, ha avuto la voglia e la capacita' di reinventarsi una seconda carriera come attrice. "La seconda notte di nozze" di Pupi Avati le vale un Nastro d'Argento e la promessa di poter dire, un giorno, "vissi d'arte".
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