VASCO ROSSI,
LA MIA AUTOSTIMA
E' SOTTOTERRA
(21 settembre) "Creativamente e' un grande momento. Ho molte cose da dire, le canzoni vengono fuori quasi da sole. E' tutto il resto che e' un casino. Psicologicamente sono confuso, ho frequenti sbalzi di umore. Meno male che faccio l'artista. Fossi stato un bancario, mi avrebbero licenziato chissa' quante volte". E' un Vasco Rossi lucido, ironico e amaro quello che parla in una lunga intervista-confessione su "Tv Sorrisi e Canzoni" in edicola domani. "Ho molte ansie e qualche angoscia" spiega il rocker emiliano, attualmente impegnato nelle prove per il lungo tour europeo che lo vedra' impegnato per il prossimo anno. "La mia autostima, poi, e' sottoterra. Non e' che se migliaia di fan mi dicono che sono un dio poi io mi ci senta. Anzi: piu' me lo dicono, piu' mi sento male. Perche' io lo so come sono fatto dentro. Il punto e' che non esiste un solo Vasco. Dentro di me ne convivono almeno due, ma forse anche di piu'. Ed e' una lotta continua tra le diverse personalita' per il controllo delle mie azioni. Uno dei miei difetti peggiori e' che cerco sempre di compiacere gli altri. Sono bravo, in questo. Ho spesso usato il mio desiderio di far contenta la gente per sedurre il pubblico dal palco. Qualcuno dira' che e' un talento, ma per me non lo e'. Vorrei essere duro e puro, forte. Sembro il piu' bravo di tutti e invece sono una frana".
"In un certo senso e' un miracolo che io sia vivo, con tutte le sigarette che fumo e i tranquillanti che prendo per stare calmo" riprende Vasco sorridendo. "Fosse per me, non andrei mai a dormire. Ogni mattina, quando riapro gli occhi, devo cominciare tutto da zero, mi tocca ricostruirmi completamente. Mi servono almeno due o tre ore. Meno male che c'e' la musica. Suonare e' un piacere fisico. E a me, poi, danno pure dei soldi. Ma certi giorni sento di essere al limite, sul punto di salutare tutti e salpare verso i mari del Sud. Magari la fine di questo tour io neppure la vedro', la vedra' solo il pubblico. Incontro in giro dei ragazzi che mi dicono di aver comprato i biglietti per dei concerti che terro' tra un anno e a me vien da dire: "Non dovessi esserci io, voi andateci lo stesso. Trovatevi tra voi...". Nella scaletta dei live ci sara' anche "Ad ogni costo", il suo nuovo pezzo nato da una rilettura di "Creep" dei Radiohead. "Gia' 15 anni fa, tornando dalla discoteca, ascoltavo la versione originale in macchina tormentandomi per trovare un testo in italiano. Alla fine ce l'ho fatta".
