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IL DISCO DEGLI STADIO
TRA DIVERSI E IMMIGRATI 

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IL DISCO DEGLI STADIO TRA DIVERSI E IMMIGRATI 

12:58 08 FEB 2007

E' nei negozi da venerdi' 20 marzo il nuovo album degli Stadio "Diluvio Universale" (su etichetta Capitol/Emi Music) e sara' subito presentato con un tour teatrale che partira' il 23 marzo da Bologna e una serie di incontri in cui il  pubblico potra' parlare del disco con la band stessa.  Vasco Rossi ha firmato la title-track (ed erano dieci anni che non scriveva per gli Stadio); Saverio Grandi ha prodotto e scritto gran parte del disco (con Gaetano Curreri), e per la prima volta in un disco degli Stadio canta una delle canzoni ("Cortili  Lontani"); Fabrizio Moro ha collaborato alla stesura ed alla realizzazione di uno dei pezzi ("Resta come sei"). Con dodici canzoni, tra amore e sociale, il nuovo album e' molto diverso dai precedenti della discografia della band di Gaetano Curreri, sia nelle sonorita' che nell'approccio ad alcuni temi attualissimi: la prostituzione e la discriminazione nei  confronti dei "diversi", l'immigrazione clandestina, la crisi della politica e dei valori nella coppia che diventa crisi dei valori universali della societa'. 

Su  tutte, la canzone "Benvenuti a Babilonia". Dice Gaetano Curreri, voce degli Stadio, "e' una denuncia contro questa bella Italia che ci sembra sempre piu' una Babilonia, lontana da quella 'California-terra dell'oro' per quei tanti immigrati clandestini  che arrivano sui barconi della disperazione, che si nascondono nei Tir fermi alla frontiera. Approdati e rigettati. Ma un tempo eravamo noi a spingerci verso l'America, e chi lo ricorda piu'? E' un disco pensato e scritto nel pieno di un diluvio, lo abbiamo immaginato cosi: ma siamo certi che, da qualche parte, c'e' l'Arca ad aspettarci".   Aggiunge Curreri: "L'America ha una speranza che si chiama Obama, e noi? Abbiamo pensato soprattutto ai tempi che stiamo vivendo. Chi e' quel politico-Re Mida", si chiede ancora citando i primi versi di 'Benvenuti a Babilonia', che non trasforma piu'  niente in oro, come ci ha fatto credere in questi anni? E il Francesco d'Assisi che e' stato lasciato solo da chi va nei talk-show a "predicare", che fa della tv il suo pulpito?".